Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

Zamorano, la 1+8 diventata un pilastro della nostalgia

Se pensate che nella vita i traguardi che vi siete prefissati siano impossibili da raggiungere, basta avere dei buoni esempi che vi dimostrino il contrario, soprattutto se la vostra posizione di partenza non vi avvantaggia e tutti vi dicono che non avete alcuna possibilità.

Questa è la storia di un uomo che solo contro tutti ha personificato lo spirito degli antichi Indios. Popolazioni indigene che grazie alla loro forza ed alla loro determinazione sono state in grado di resistere all’avanzata dei conquistadores spagnoli.

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Questa è la storia di Ivan Luis Zamorano che, cresciuto in uno dei periodi più bui della storia cilena durante la dittatura militare di Pinochet, è stato in grado di trovare nel calcio il riscatto rispetto ad una vita iniziata in povertà ed in un mondo dove nessuno voleva dargli alcun credito, soprannominandolo fin da bambino “el piojo” per via della sua altezza e del suo fisico.

Zamorano, nato nel 1967 a Santiago del Cile, fin da bambino passa intere giornate per le strade della capitale cilena ad allenarsi senza dar conto a quelle voci che sin da piccolo lo marchiavano come inadeguato. Tutto ciò, però, gli da ulteriore stimolo ad appassionarsi allo sport più bello del mondo. Di lui si racconta che giocasse nel corridoio di casa colpendo con la fronte un lampadario di forma sferica, affinando quello che sarà forse il suo fondamentale migliore: il colpo di testa. Incoraggiato dal padre Luis, Ivan ama sempre di più il calcio diventando ben presto tifoso del Colo-Colo, club da sempre vicino agli ideali del popolo e, durante la dittatura, anche agli oppositori del regime.

A dargli fiducia è il Cobresal, che dopo avergli fatto svolgere tutta la trafila nel settore giovanile lo manda a farsi le ossa al Trasandino, in seconda serie, dove in una sola stagione mette a segno 27 reti in 29 incontri.

Qui emerge tutta la voglia di arrivare di Zamorano così come le sue doti di attaccante completo che fa dell’agonismo la sua dote principale coniugandola con un’ottima freddezza all’interno dell’area di rigore avversaria.
Il Cobresal decide così di richiamarlo alla casa madre, ma ormai Bam-Bam ha attirato le attenzioni di alcuni club europei, tra cui il Bologna che decide di fargli fare un provino nell’estate del 1988. Tuttavia è ancora presto per il debutto in Italia, poiché il club felsineo gli preferisce il connazionale Hugo Rubio, cui si ricordano soltanto poche apparizioni incolori causa un brutto infortunio patito all’inizio della sua esperienza Italiana.

La chance nel vecchio continente però non tarda ad arrivare per Zamorano, che nel 1988 firma con il San Gallo, con cui disputerà due stagioni, prima del grande salto nella Liga spagnola al Siviglia.
Al Sánchez-Pizjuán, Bam-Bam non ci mette molto ad  affermarsi al grande calcio e dopo due fantastiche stagioni arriva la chiamata che ogni giocatore sogna per un’intera carriera, quella del Real Madrid nel 1992.

Il Real Madrid in quegli anni non vive di certo uno dei momenti più felici della sua storia, oscurato dal “dream team” del Barcellona di Crujff, in grado di disputare due finali di Coppa Campioni tra il 1992 ed il 1994. Grazie all’apporto dell’attaccante cileno la squadra della capitale torna ad inanellare vittorie. In quattro stagioni a Madrid Zamorano vince tre trofei, dei quali il più prestigioso è certamente la Liga della stagione 1994/1995 in cui è inciso in maniera indelebile il suo nome, conquistando anche il titolo di “Pichici” grazie ad i suoi 28 goal.

Qui la tripletta con cui il Real infligge un sonoro 5-0 al Barcellona, con tripletta di Zamorano:

Real Madrid CF 5 – 0 FC Barcelona – Liga 1994/95 (Audio Telemadrid) [HD 1080p]

Dedicado a Paula P., Emilio, Isaac y Jorge. Este es uno de mis videos favoritos, en el que mi padre grabó en el 1995, el partido del clásico, el Real Madrid – Barça en un VHS. Hace unos meses me compré una capturadora de vídeo (Real DVD Studio Gold) para pasar estas cintas al ordenador y pasé los goles de este partido.

Diventato un idolo del “Santiago Bernabeu” Zamorano nel 1996 passa all’Inter, voluto fortissimamente dal Presidente Massimo Moratti. In nerazzurro, il giocatore cileno pur non mantenendo la stessa media realizzativa avuta in Spagna, entrerà nel cuore dei tifosi, sudando la maglia in ogni singola apparizione.

Con l’Inter sarà anche l’uomo dei goal pesanti, andando a segno in entrambe le finali di Uefa disputate con il club meneghino, nel 1997 contro lo Schalke (dove però fallirà il tiro dal dischetto) e nel trionfo di Parigi dell’anno successivo, dove sigla la rete di apertura nel 3-0 sulla Lazio.

1997-1998 Coppa UEFA – Inter vs Lazio 1-0 Zamorano (Commento di Bruno Pizzul)

1997-1998 Coppa UEFA – Inter vs Lazio 1-0 Zamorano

Ma la sua storia si lega soprattutto ad un numero ed a quel 1+8 che ha fatto la storia. Siamo nell’estate del 1998 con Zamorano appena reduce dal mondiale di Francia ’98 dove in coppia con Salas aveva condotto il Cile fino agli ottavi di finale e con l’Inter che ha appena prelevato dal Bologna “sua maestà” Roberto Baggio.

Ronaldo Zamorano Inter 1+8 Serie A

L’arrivo del “divin codino” in maglia nerazzurra condiziona anche le strategie sui numeri di maglia, con la 10 che passa sulle spalle del fantasista di Caldogno e con Ronaldo che prende possesso della 9, grazie anche alla pressione del suo sponsor tecnico.
E Zamorano? Ivan, che non è mai stato uno da generare polemiche all’interno dello spogliatoio prende la 18, rendendo quel numero che fino ad allora apparteneva solo alla riserva del numero 9 vera, una vera e propria icona, aggiungendo un semplice + tra l’1 e l’8.

Come per la Valsport bianca di Marco Simone, l’unione tra i due numeri fece scalpore tra coloro i quali non accettarono tale commistione, ma con questo gesto Zamorano ribadì all’interno di una squadra composta da numerosi campioni il suo essere comunque tra i titolari della squadra.

Se sei abituato a lottare per raggiungere il tuo sogno fin da bambino, continuerai per sempre a farlo, e quando qualcuno proverà a toglierti qualcosa di tuo, beh farai in modo di continuare a lottare per tenerla in qualche modo tua.

Eh sì Ivan, dalle strade di Santiago fino a Milano passando per la Spagna, tutti si ricordano e ricorderanno di te per il tuo sacrificio, la tua dedizione, i tuoi gol anche quella magia 1+8.