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Perché il gol di Cutrone nel derby fa bene al calcio italiano


Forse si dovrebbe dare più importanza al lato umano, alla voglia di lottare e giocare ogni singolo pallone, di far bene, di esultare e far esultare.

Quello che abbiamo capito (in realtà da diversi anni), ma che puntualmente sottovalutiamo sempre, è che non basta spendere 200 milioni sul mercato e soddisfare i capricci dei propri giocatori per raggiungere in automatico gli obiettivi stagionali.

Gli obiettivi si raggiungono con sacrificio, lavoro di squadra, umiltà e voglia di vincere fino all’ultimo secondo, diverse squadre in passato ce l’hanno fatto vedere.

Ma purtroppo viviamo in un periodo dove per le società (aziende) conta di più vendere 1000o magliette in più in uno store o avere in rosa dei giocatori che hanno milioni di followers sui social, quindi perché dare fiducia ad un ragazzino sconosciuto che ha fatto tutta la gavetta iniziando a segnare dalle primissime categorie giovanili sia con il club che con la nazionale?

No, non ce lo possiamo permettere, non abbiamo il coraggio, meglio un giocatore che costa dai 30 milioni in su, noi alla fine l’abbiamo pagato tanto…se non segna è colpa sua, non possiamo di certo dare fiducia ad un giovane che il prossimo 3 gennaio farà 20 anni e va ad un passo doppio rispetto agli altri.

Va ad un passo doppio rispetto agli altri perché è più forte? Giammai, è la voglia che fa la differenza, lo spirito di sacrificio, la voglia di lottare su ogni pallone. Ma può bastare? No di certo, perché ora arriveranno quelli che diranno: “deve giocare con continuità, mandiamolo in prestito, noi abbiamo investito 80 milioni in attacco, lui può aspettare…

E’ sempre la stessa storia e francamente siamo abbastanza stufi.
Ah, un’altra cosa, il ragazzo pensa solo a giocare, si commuove quando segna, nei suoi occhi si vede il sogno che sta vivendo ed è diventato il miglior realizzatore stagionale della squadra. Ora noi ti possiamo dare solo un consiglio, stai lontano da quel tipo di procuratori che non vogliono il tuo bene, quel tipo di personaggi che ti usano solo come una macchina per poter guadagnare ancora più soldi, abbi il coraggio di stare alla larga da questi soggetti che sono il male del calcio.

Questa è la storia di Patrick Cutrone, ma di storie come la sua ce ne sono tante, lui ha avuto “solo” la fortuna di segnare in una partita decisiva come un derby. Il calcio italiano deve assolutamente ripartire da ragazzi che quando arrivano in prima squadra non si sentono “arrivati”, ma sfruttino questa occasione come punto di partenza, e questo lo fai solo se sei un vero professionista, se hai spirito di sacrificio, voglia di imparare e lottare su ogni pallone e, ahimè, non tutti i ragazzi hanno queste caratteristiche.

Ma, forse, non è solo colpa loro…