Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

Perchè Fabio Grosso era così sicuro di segnare quel rigore

E’ difficile immaginare come  la vita di ognuno di noi possa evolversi da quello che, in maniera apparente, può sembrare un evento privo di significato. Questo è ancor più evidente nel calcio, dove spesso gli episodi possono far prendere una piega differente alle singole partite o alle intere stagioni.

Lo stesso accade anche al divenire della carriera di ogni calciatore, il quale grazie anche all’aiuto della dea bendata, può vedere la propria vita calcistica sgretolarsi sul nascere o spiccare definitivamente il volo.

Questo è il caso del campione del mondo Fabio Grosso, il cui percorso verso il mondo dei professionisti non è stato infatti dei più semplici. Il difensore che in Serie A ha vestito le maglie di Perugia, Palermo, Inter e Juventus, ha mosso i suoi primi passi nel Renato Curi, prima di trasferirsi al Chieti che stazionava in Serie C2 nella stagione 1998/99.

Qui l’allora centrocampista sfoggiava una capigliatura degna dei figli dei fiori degli anni ’70 e sulle sue schiena aveva stampato il numero dei fuoriclasse: il 10.

Le sole 12 presenze in campionato, attirano le attenzioni del Teramo che in Grosso nota una buona propensione alla corsa oltre ad un sinistro raffinato.

L’avventura di Grosso con i biancorossi, che nella stagione 1999/00 punta al salto di categoria, in un girone nel quale figurano squadre come Rimini, Sassuolo e Triestina, ha vita breve. L’allenatore della squadra Roberto Pruzzo, non reputa il calciatore romano all’altezza delle ambizioni della società abruzzese, facendo terminare così l’esperienza del futuro campione del mondo anzitempo, addirittura prima dell’inizio di quella stagione.

Ed è proprio il suo ritorno al Chieti a far iniziare in maniera inesorabile la parabola di Grosso verso la conquista più importante nella carriera di un calciatore, verso quella coppa tutta luccicante che rappresenta il desiderio più intimo e speciale di tutti colori i quali iniziano quasi in maniera involontaria a dare calci ad un pallone.

Con i neroverdi Grosso continua il proprio percorso di crescita, che nella stagione 2000/01 lo vede tra i grandi trascinatori della squadra verso la promozione in Serie C1.

La squadra abruzzese gioca un calcio pimpante, che trova proprio nel suo numero 10 il fulcro del proprio gioco. la squadra allenata da Morganti tuttavia, nonostante i 63 punti a fine campionato che le consentono di chiudere la stagione a pari merito con il Lanciano,  è costretta a passare dai play-off per centrare la promozione.

La semifinale d’andata vede gli abruzzesi opposti al Prato. Ed è proprio qui che s’innesca un ulteriore elemento che renderà il mondiale di Fabio Grosso, unico ed irripetibile.

Sul punteggio di 1-0 per la squadra toscana, gli ospiti beneficiano di un calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta quel ragazzo, il quale appena un anno prima era stato scartato dal Teramo.

La rincorsa è a piccoli passi e la palla finisce nel sette alla sinistra del portiere. E’ la rete del pareggio.

La gara d’andata tra Prato e Chieti con il gol di fabio Grosso:

2000 2001 Prato – Chieti PlayOff

Servizio della partita

Fabio Grosso, passato al Perugia dopo la promozione con il Chieti, oltre a modificare il proprio ruolo sul terreno di gioco, non calcerà mai più un rigore per le successive cinque stagioni.

Correrà in maniera inesorabile sulla fascia sinistra che pian piano diverrà la porzione di campo a lui più usuale.

Niente più colpi di classe, niente più giocate al limite dell’area, niente più calci di rigore…o forse no.

Quel sogno di divenire campione del mondo, Fabio Grosso lo accarezza con mano la notte del 9 luglio 2006. Grazie alle sue prestazioni e la rete messa a segno nel secondo tempo supplementare contro la Germania ha condotto per mano l’Italia verso Berlino.

La finale con la Francia, tiratissima, giunge fino ai calci di rigore. I tansalpini sbagliano con Trezeguet, l’ultimo rigorista designato è proprio Grosso che non si presenta sul dischetto del rigore da ben cinque anni.

I calci di rigore in finale contro la Francia:

Rigori Italia Francia

Rigori Italia Francia

Lo sguardo è teso, ma la rincorsa è la stessa di quel pomeriggio a Prato in Serie C2, il sinistro è secco, la palla vola sotto l’incrocio dei pali, l’Italia è Campione del Mondo.

Grazie di tutto Fabio.