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PC Calcio nostalgia: più di un semplice gioco

La bellezza del gioco inoltre si arricchiva grazie al cospicuo numero di giocatori sui quali scommettere come Christanval e Wittek che riuscivano a trasformarsi in calciatori di livello mondiale.

Oltre a ciò erano anche cospicue le possibili strategie all’interno del gioco. Basti pensare che uno dei trucchi preferito dai più furbi era quello di prendere più squadre all’inizio del gioco ed puntualmente abbandonarle dopo averle saccheggiate dei propri campioni ed inseriti nel club che desideravano far vincere.

Infine c’erano loro, quelli dello sfruttamento minorile! Ebbene si, in PC calcio era possibile comprare dei veri e propri bambini, tanto da far impallidire la storia del compianto Iqbal Masih o paragonabile allo sfruttamento minorile in Oliver Twist.

Come non ricordare il belga Wuillot o l’albanese Fatos Kuci che componevano una delle coppie di centrali difensivi più solida, risultando l’ideale per tutti i malati del gioco manageriale, l’unico problema per l’appunto era che sommando l’età iniziale dei due non si arrivava neanche ai 10 anni. Vere e proprie icone del gioco erano inoltre il polacco Drezer tra i pali, Rizzo motore del centrocampo ed il dodicenne Henk Vos a dare impeto offensivo nel reparto avanzato.

Tutti questi calciatori, venivano puntualmente acquistati per cifre irrisorie paragonabili a poco più di un pezzo di pane e qualche caramella, ma assicuravano un avvenire pieno di trofei e gloria. Impossibile non emozionarsi ricordando questo che per noi è stato più di un gioco.

L’età spensierata, il campionato più bello del mondo e la possibilità di sentirsi in grado di emulare le imprese dei migliori allenatori del momento e raggiungere nell’empireo Sacchi, Capello e Lippi.

Non tutto era però rose e fiori; sarebbe un delitto non citare il dirigente che in maniera quasi ossessiva ricordava che i conti della società fossero in rosso o le multe esagerate perché disputavi le gare di Coppa dei campioni in un campo di patate.

Infine, la crescente ansia nel momento in cui i giocatori non andavano via quando ci si trovava con l’acqua alla gola hanno provocato in tutti noi un trauma fortissimo che ancora oggi influenza le nostre vite. Molto di più si potrebbe dire e meriterebbe d’esser citato ma queste poche righe avranno certamente risvegliato un assopito sentimento nostalgico di infiniti pomeriggi a a giocare in cameretta per inseguire un incredibile sogno. D’altronde non è impresa di tutti i giorni conquistare la Coppa Intercontinentale con il Marsala, e se non ci siete riusciti, ma siete ancora in possesso del gioco, tornate a giocarci per compiere imprese inenarrabili che saranno scolpite per sempre nella nostalgia.