L'essenza della Nostalgia

Palermo, l’isola felice che non c’è più

Durante il nostro periodo nostalgico, che comprende gli anni novanta e i primi anni duemila, oltre ai grandissimi campioni italiani e non, che hanno reso la Serie A il campionato più bello del mondo, abbiamo avuto la fortuna di vedere nascere  diverse favole calcistiche. Oggi parliamo di una squadra che per anni ha fatto sognare i propri tifosi ma che ora sta vivendo una profonda crisi: il Palermo.

Siamo nell’estate del 2002, con l’allora presidente del Venezia Maurizio Zamparini che decide di rilevare la società del capoluogo siciliano, acquistandola dal patron della Roma Franco Sensi e salvandola così dal probabile secondo fallimento della sua storia.
In Sicilia, arrivano per la prima volta, giocatori che avevano calpestato il prato della “Favorita” soltanto da avversari, come Pippo Maniero, Arturo Di Napoli, Asta, ma soprattutto Lamberto Zauli, vero fiore all’occhiello della campagna acquisti del neo-presidente Zamparini, il quale nella stessa estate aveva letteralmente saccheggiato la sua ex squadra: il Venezia, ceduto a Franco Dal Cin.

Alla prima stagione il Palermo che in quell’annata subirà ben tre cambi in panchina, riuscirà soltanto a sfiorare la promozione, giocandosi il tutto per tutto all’ultima giornata nella trasferta leccese che gli uomini guidati da Nedo Sonetti perderanno per 3-0.
L’anno successivo, la città e l’ambiente capiscono che è l’anno buono, ma non solo, si ha la sensazione che per la prima volta a Palermo ci sia l’idea di un progetto che coinvolga a 360° tutta la città. La campagna acquisti dei rosa è faraonica per quella che era considerata a tutti gli effetti una serie A2.

Zamparini, mettendo mani al portafogli acquista dal Brescia Luca Toni, Corini dal Chievo, Gasbarroni dalla Sampdoria, puntellando ancora la squadra nella sessione invernale del mercato con i gemelli Filippini, Jeda, Fabio Grosso e Giuseppe Biava. Il Palermo disputa una stagione da urlo, cannibalizzando quel campionato e chiudendolo in testa a pari punti con il Cagliari di Gianfranco Zola. In quella stagione sarà proprio il cannoniere ex Brescia a trascinare i rosa a suon di reti, ben 30, conquistando il trono dei cannonieri davanti a Cristiano Lucarelli.

Memorabili restano in quella stagione le partite contro il Napoli, dove si ricorda un fantastico goal di Zauli con uno splendido cucchiaio, il 4-1 inflitto al Livorno oltre alla vittoria per 5-0 nel derby con il Catania.
Il giorno della festa è il 29 maggio 2004, con un “Barbera” stracolmo pronto a celebrare una promozione attesa più di trent’anni. I rosa con una prestazione superlativa e trascinati da un’ambiente caldissimo, battono per 3-1 la Triestina e ritornano così in massima serie.

Guardate qui ed emozionatevi:

SKY Controluce Palermo – Promozione in serie A del Palermo – LA PARTITA DELLA PROMOZIONE

Palermo-Triestina (Match della Promozione, 24 Maggio 2004), Livorno-Palermo e Palermo-Bari

Se la campagna acquisti dell’anno precedente era stata stupefacente per la Serie B, alla prima stagione in A (dell’era Zamparini) il Palermo completa la sua rosa con gli acquisti di 3 futuri campioni del Mondo, quali: Barone, Zaccardo e Barzagli completando il mercato con il rientro dal prestito di Mario Alberto Santana, per una formazione che più o meno recitava così: Guardalben in porta, linea a quattro con Zaccardo, Barzagli, Biava e Grosso. Centrocampo composto da Corini (vera anima di quella squadra), Barone e Mutarelli ed in attacco Zauli, Brienza e Toni.

Il “Barbera” è uno stadio di soli abbonati ed il suo tifo è incessante, tanto da farlo diventare un vero fortino per gli uomini di Guidolin. Cadono in quella stagione la Juventus, la Roma, e vengono fermate sul pareggio Lazio e Milan, con i rosa che chiuderanno al sesto posto la stagione e centrando uno storico piazzamento in Coppa Uefa.

serie a

Memorabili anche alcune partite in trasferta, come la prima trasferta a San Siro sul campo dell’Inter, dove un ispiratissimo Zauli si trasformò in Zidane regalando a Toni il pallone dell’1-1 (p.s. è la stessa partita della traversa di Adriano con il pallone che torna a metà campo), il pareggio al “Delle Alpi” con rete di Zaccardo e la vittoria all’Olimpico con la Lazio per 1-3, dove fu ancora l’ex numero 10 rosanero a mettere il sigillo con una perla che a Palermo ricordano ancora in tanti.

La città vive ad occhi aperti un magnifico sogno che nelle stagioni a seguire vista la lungimiranza di direttori sportivi del calibro di Foschi e Sabatini, vede affacciarsi sotto l’ombra di Monte Pellegrino, Cavani, Miccoli, Amauri, Pastore fino ai più recenti Dybala, Vazquez e Belotti.
Il Palermo vede la sua seconda svolta all’indomani della Finale di Coppa Italia del 2011, quando sconfitto in finale dall’Inter vede piano piano sfaldarsi un progetto che agli occhi dei più importanti addetti ai lavori era tra i più interessanti sul panorama calcistico europeo, ovvero avere una squadra giovane, ambiziosa, ma con l’abilità e l’intelligenza societaria di badare alle spese di bilancio e far casse con le plusvalenze.

In meno di due stagioni da quella giornata in cui 50.000 tifosi colorarono Roma di rosa-nero il Palermo ritorna in Serie B, dopo una stagione avara di soddisfazioni in cui si susseguono in panchina tre allenatori in cinque momenti differenti del campionato.
Nonostante la promozione immediata l’anno successivo il progetto Palermo ha smesso di avere entusiasmo già all’interno della stessa società, troppi i movimenti a livello dirigenziale, poco suggestive le amicizie del patron rosa con i consulenti slavi che in questi anni hanno probabilmente pensato a piazzare giocatori di rango inferiore rispetto al livello del nostro campionato per rimpinguare le loro tasche.

Ed ora cosa ne sarà del Palermo? Cosa si prospetta alle porte di una società che sembra barcollante non solo per i risultati deficitari, ma anche per problemi che potrebbero andare anche al di fuori del campo?
La nostra speranza è che possa tornare a rifiorire una delle realtà che ha fatto parte della storia, seppur più recente del nostro calcio, e crediamo anche sferzando con un po’ d’ironia che i tifosi del Palermo stiano rimpiangendo non solo Toni, Zauli e Corini ma anche gente che ha onorato la maglia come La Grotteria, Tanino Vasari e lo storico capitano Roberto Biffi.