Livello Nostalgia, Eroi senza tempo, L'essenza della Nostalgia

Nun me toccate Francesco

carlo mazzone totti

MAZZONE E L’ESORDIO DI TOTTI

Nun me toccate Francesco che per me è come un figlio.

Francesco Totti era un ragazzino di primo pelo quando sono arrivato alla Roma. Era nella squadra primavera. Non sapevo neanche che faccia avesse quando l’ho scoperto. La storia è questa qui. Il giovedì ero solito organizzare una seduta di allenamento molto severa per provare gli schemi scelti in vista della partita della domenica successiva. A seconda dei vuoti da colmare o delle esigenze tattiche dicevo a Menichini, che era il mio vice, e agli altri collaboratori: “Ah regà, me servono un trequartista e un centrocampista esterno”. E loro andavano con le mie richieste da Luciano Spinosi, l’allenatore della primavera.

Una volta riunito il gruppo, provavo quello che volevo che si provasse e poi come premio formavo due squadre e organizzavo una partitella in allegria: “Va bè, ragazzi, avevo finito. Mo fate la partita, giocate bene io vi guardo e chi perde domani porta i bignè cò a crema…”

Andai in panchina e guardai la partita e già mi immaginavo i bignè, perché la metà me li mangiavo io…Mi cadde l’occhio su un ragazzino che non avevo mai chiamato, aveva velocità di gambe e di pensiero, grande tecnica di base e abilità di dribbling, potenza di tiro, insomma tutto. Rimasi come folgorato perché quel ragazzino era già superiore alla media dei miei giocatori, era fuori dalla normalità.

Mi ricordo che chiamai Menechini e gli dissi: “Senti ‘na cosa, hai visto quel ragazzino? È proprio bravo bravo, come si chiama?”

francesco totti mazzone

Non sapevamo neanche che nome avesse. Allora gli dissi: “Vojo sapè tutto de lui, nome, cognome, età e se va sul motorino…”

Lo vojo in prima squadra fino a sabato, ma non da solo, chiamane altri tre, così camuffiamo, perché poi i giornalisti iniziano a scrivere: “Mazzone lancia tizio…e nun va bene”. Chiamamelo un po’ che ci parlo.

“Come te chiami ragazzì?”

“Mister mi chiamo Francesco…”

“Ciao Francè, fino a sabato stai con noi, ma mi hanno detto che vai in motorino, lascialo sta ‘sto motorino che m’hanno detto che vai in giro coi capelli tutti bagnati e bene che va te piji la bronchite e me saltano i piani…”

Quel ragazzino di poco più di sedici anni era Francesco Totti, ovviamente non lo mollai più e lui mollò il motorino, guai se non si asciugava i capelli…