Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

I momenti più suggestivi nella storia dei Mondiali

I Mondiali di calcio attirano, da sempre, l’attenzione di tutti i grandi appassionati di questo sport. Già dal 1930 la competizione ha iniziato ad assumere un misto tra il romanzo e l’epica con alcuni dei protagonisti, divenuti con le loro gesta delle vere e proprie leggende.

Basti pensare all’incredibile disfatta brasiliana del 1950 del “Maracanazo”, con gli allora “brancos” sconfitti nell’atto finale della competizione dall’Uruguay di Schiaffino e Ghiggia. Altre nazionali, come l’Olanda, pur non vincendo hanno scritto importantissime pagine in questa competizione.

La nostra nazionale che è salita sul tetto del mondo in ben quattro occasioni nel 1930, 1934, 1982 e 2006 ha dato un grande contributo al prestigio della competizione attraverso gare da cardiopalma come lo storico 4-3 contro la Germania Ovest a Messico ‘70 ed alcuni momenti che sono rimasti scolpiti nel cuore di tutti gli appassionati.

Oggi ripercorriamo i momenti migliori che hanno caratterizzato i tre Mondiali disputati negli anni ’90. Dalla Coppa del Mondo giocata proprio nel nostro paese fino a quello che per noi rappresenta il Mondiale della Nostalgia, disputato in Francia nel 1998.

Le notti magiche di Totò Schillaci:

In tanti abbiamo cantato a squarcia gola la celebre canzone di Bennato-Nannini in quella calda estate del 1990. Tutti ricordano le facce stralunate di Totò Schillaci che, giunto come ultimo degli attaccanti nella rosa di Vicini, rovesciò le gerarchie e divenne il volto della Nazionale. Gol dopo gol il ragazzo palermitano trascinò gli azzurri fino alle semifinali, vincendo anche la classifica dei cannonieri.

Maledetti rigori

I Mondiali degli anni ’90 sono stati segnati dalla maledizione dei rigori per la nazionale italiana. In ben tre edizioni gli azzurri hanno visto sfumare il loro sogno proprio sul più bello, ad un passo dalla gloria che li avrebbe resi per sempre immortali. La semifinale con l’Argentina a Napoli è forse quella che lascia ancora più scorie nella mente di noi tifosi azzurri, anche se a Pasedena il trofeo sembrava ad un passo e soltanto la sorte ci negò il successo. La spedizione di Francia ’98, nonostante l’uscita in semifinale, lasciò un considerevole amaro in bocca. Forse proseguendo nel cammino avremmo potuto sognare fino alla fine. Il calcio è uno sport strano, in cui la differenza la fanno i dettagli ed a volte la fortuna.

L’esultanza di Bebeto

Il 9 luglio del 1994 si gioca a Dallas l’attesissimo quarto di finale tra il Brasile e l’Olanda. I verdeoro, dopo aver superato i padroni di casa degli Stati Uniti nel turno precedente, attendono gli “Orange”. La gara è combattutissima con il Brasile che prima si porta sul 2-0 e poi subisce la rimonta da parte di Winter e compagni. A decidere la sfida è la rete dell’ex Genoa e Brescia, Branco, che a meno di dieci minuti dal termine consente ai suoi di approdare alle semifinali. Di quella gara l’elemento più significativo resta comunque l’esultanza da parte del centravanti brasiliano Bebeto. Corsa, sorriso sulle labbra e braccia in movimento che imitano la gestualità di un padre e rendono idea della felicità dell’uomo.

I leoni indomabili del Camerun

La vera sorpresa di Italia ’90 fu certamente il Camerun. Mai nessuna squadra africana prima di allora era riuscita a giungere fino ai quarti di finale di una competizione mondiale. Trascinati dal veterano Roger Milla i leoni indomabili superarono il loro girone battendo l’Argentina di Maradona all’esordio e divenendo così una vera e propria mina vagante del torneo. Agli ottavi cadde la Colombia dell’estroso Higuita, ed ai quarti l’Inghilterra sudò sette camicie prima di giungere in finale. Le incredibili prestazioni del Camerun rappresentarono il vero ingresso del continente nero nel calcio mondiale.

Il tanto così di Baggio con la Francia

Francia-Italia del 1998 è stata probabilmente la sfida decisiva di quel mondiale. Fossimo giunti in finale, avremmo infatti potuto cogliere una sensazionale rivincita contro il Brasile che appena quattro anni prima era riuscito a strapparci il titolo al termine della lotteria dei calci di rigore. La gara con i transalpini fu tra le più combattute dell’intera competizione. L’ingresso di Baggio diede nuova linfa agli azzurri che sfiorarono il golden gol proprio con il numero 18. Indimenticabile resta ancora oggi il suo gesto: “Di tanto così”.

L’incredibile terzo posto della Croazia

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia sembrava impossibile che una delle compagini che componevano la repubblica federale potesse giungere in fondo ad un mondiale. La Croazia falcidiata dalla guerra ma con calciatori dall’immenso talento si fece strada nel corso del torneo, giungendo fino ad un incredibile quanto inatteso terzo posto. Roboante è stato il 3-0 inflitto alla Germania ai quarti di finale, piena di rimpianti la semifinale con la Francia dove Boban e compagni erano anche riusciti a passare in vantaggio. Il giusto traguardo fu comunque la conquista del gradino più basso del podio, giunto al termine della finalina contro l’Olanda.

Il gol di Baggio contro la Cecoslovacchia

Parecchie volte ci siamo trovati a rivedere quel gol. Un’azione che mostra tutta la tecnica del “Divin Codino” che quasi come se fosse un gioco da ragazzi salta tutta la difesa della Cecoslovacchia ed anticipa l’intervento del portiere con un prelibato tiro che finisce all’angolino. La gioia, le lacrime, l’emozione sono tutte raccolte e cristallizzate in quel momento.

L’urlo di Maradona contro la Grecia

Tra le grandi protagoniste del Mondiale del 1994 c’era anche l’Argentina. Tanti erano i calciatori della seleccion che già avevano mostrato le loro qualità nel continente europeo. Da Batistuta a Sensini fino al “principe” Redondo. Il numero 10 aveva ancora un indiscusso padrone: Diego Armando Maradona, leader tecnico ed emotivo della truppa sudamericana. L’ex fantasista del Napoli chiamato a furor di popolo da un intero paese visse la sua avventura americana in maniera agrodolce. Da un lato mostrò il suo lato di rivalsa, con l’urlo e gli occhi spiritati davanti alla telecamera con il quale comunicava al mondo intero il suo: “Sono tornato”. Dall’altro l’uscita di scena, messo alla porta dal Mondiale dopo la squalifica. La fine dei sogni per l’Argentina che quel giorno abbandonò in anticipo il sogno Mondiale.

Il gol di Owen nel pirotecnico Inghilterra-Argentina a Francia ’98

Il mondiale di calcio è stata spesso la vetrina per calciatori giovanissimi pronti a misurarsi con il calcio dei grandi. Owen aveva già fatto vedere in patria le sue enormi qualità, ma il Mondiale in Francia è stata certamente l’occasione per mostrare al mondo tutto il suo talento. Un mix di esplosività e velocità e freddezza sotto porta. La rete contro l’Argentina resterà negli annali dei Mondiali come una delle opere più belle della manifestazione.

Roby-gol a Usa ’94

Inutile negare come il Mondiale di USA ’94 sia scolpito nel segno di Roberto Baggio. L’ex campioncino cresciuto nel settore giovanile del Vicenza, giunse al suo secondo appunto con la Coppa del Mondo da pallone d’oro in carica e con gli occhi della platea intercontinentale addosso. Una nazione intera era aggrappata a lui. Le prime tre gare videro l’allora fuoriclasse della Juventus sottotono e mai andare a segno. Anche la gara con la Nigeria sembrava prevedere lo stesso copione, con l’eliminazione degli azzurri che si materializzava man mano che passavano i minuti. La rete allo scadere contro le “aquile verdi” fu invece il prologo ad un filotto di gare di altissimo profilo da parte di Baggio che con le sue reti ci spinse dritti in finale. L’infortunio patito nella semifinale contro la Bulgaria fu il presagio della furia nefasta che la sorte gli diede in serbo. Il fatale errore contro il Brasile, il finale al quale nessuno avrebbe voluto assistere. Anche li però venne fuori l’uomo: “Grazie al mio errore ho reso felici milioni di persone” (ndr. I Brasiliani).

Un’esultanza che ha fatto la storia

Inutile girarci intorno: questa rete e questa esultanza non le dimenticheremo mai. Nonostante siano passati ormai vent’anni, difficilmente riusciremo a dimenticare questo incredibile momento. La gara contro la Norvegia si può riassumere attraverso questo iconico scatto, immagine immortale di quel Mondiale.

Per rivivere il Mondiale del 1990 e tutte le emozioni azzurre, vi invitiamo a seguire History of Football, solo su History fino al 10 giugno.