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I migliori talenti usciti dall’Academy del Manchester United

Nella scorsa stagione di Premier League, nessuna squadra ha fornito più giocatori, in termini di minutaggio, del settore giovanile del Manchester United. È stato calcolato che i calciatori cresciuti tra i Red Devils hanno sommato 44.055 minuti in campo, contro i 21.688 totalizzati da chi è uscito dall’academy del Tottenham, al secondo posto nella graduatoria.

Tra loro vi sono nomi importanti come Paul Pogba, Marcus Rashford e Jesse Lingard che ancora giocano all’Old Trafford, ma anche Darren Fletcher, ex capitano del West Bromwich (trasferitosi quest’anno allo Stoke City), i due giocatori del Burnley Tom Heaton e Michael Keane (quest’ultimo oggi all’Everton) e la ex coppia del Leicester Danny Drinkwater (ora al Chelsea) e Danny Simpson. Un chiaro segnale di come il settore giovanile del Manchester United cresca meglio di qualsiasi altro club inglese, con 34 giocatori a referto nell’ultima annata di Premier.

Ma quali sono i migliori talenti che l’academy del Manchester United è riuscita a formare nel corso di questi anni?

Noi ne abbiamo individuati 9 che abbiamo disputato almeno uno stagione dal 1990 al 2004, scopriamoli insieme:

8° posto

Wes Brown

362 presenze e 5 reti

8 Campionati inglesi

2 Coppe dei Campioni

2 Coppe Intercontinentali

2 F.A. Cup

3 Coppe di Lega

4 Community Shield

Possente difensore centrale, in grado di agire lungo la fascia destra. Tra le sue doti spiccano – oltre allo stacco aereo – la forza fisica e una notevole capacità nel leggere il gioco avversario.

Entra nel settore giovanile del Manchester United all’età di 12 anni. Esordisce in Premier League il 4 maggio 1998 contro il Leeds, subentrando al 60′ al posto di Teddy Sheringham, mentre il 21 ottore 1998 esordisce da titolare in Coppa dei Campioni in Brøndby-United (2-6).

Alla luce delle ottime prestazioni fornite, la società gli fa sottoscrivere un rinnovo quinquennale con relativo adeguamento economico, passando dalle 600 sterline a settimana a 8000. Dopo aver vinto il titolo e la FA Cup, il 26 maggio 1999 il calciatore solleva, pur non scendendo in campo, la Coppa dei Campioni, grazie al successo ottenuto dai compagni contro il Bayern Monaco, conquistando il triplete con i Red Devils.

Poco prima dell’inizio della stagione, che lo avrebbe visto titolare in difesa affiancato da Jaap Stam, subisce un grave infortunio ai legamenti, che lo costringe a saltare tutta l’annata. Una volta ripresosi, lasciati alle spalle i numerosi infortuni, e tornato in condizione ricomincia ad esprimersi ad alti livelli. In seguito alla cessione di Stam, gli viene affiancato in difesa Laurent Blanc e Brown, che peccava di mancanza di concentrazione nell’arco dei 90′ di gara, grazie al francese riuscirà a migliorare sensibilmente in fase di non possesso.

L’11 maggio 2003 si infortuna gravemente all’ultima giornata di campionato contro l’Everton, riportando la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Complice l’infortunio di Gary Neville, nel 2007 si impone come prima scelta lungo la corsia destra ed il 18 aprile 2008 rinnova il proprio contratto fino al 30 giugno 2013. Il 21 maggio 2008 scende in campo da titolare contro il Chelsea nella finale – vinta dai Red Devils – di Coppa dei Campioni, servendo l’assist per il provvisorio vantaggio di Cristiano Ronaldo.

A causa di persistenti problemi fisici perde il posto da titolare, venendo relegato in panchina. Superato nelle gerarchie come alternativa lungo la fascia a favore di Fábio e Rafael, con l’arrivo in difesa di Phil Jones, in un reparto arretrato che già poteva contare su Ferdinand, Vidić e Smalling, Wes Brown decide di lasciare i Red Devils dopo 19 anni, accordandosi con il Sunderland per quattro stagioni il 7 luglio 2011.

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