C'era una volta...

Meteore nostalgiche: Vampeta

«In Brasile sono un idolo e perciò mi chiedo: possibile che i brasiliani siano degli stupidi e che in Italia abbiano tutti ragione?»

Con queste parole Marcos Andrè Batista Santos, in arte Vampeta, si congedava senza vergogna dal campionato italiano dopo solo sei mesi di permanenza all’Inter.

Baffo alla Beppe Bergomi versione Mondiale ’82, sguardo e capelli alla Clark Gable (e infatti se ne andò immediatamente “Via col Vento” dalla Serie A), il brasiliano arriva in Italia con la fama di essere il nuovo Tardelli. Il caso vuole che alla guida dell’Inter quell’anno ci fosse proprio lo stesso Marco Tardelli. Peccato che durante la sua breve esperienza milanese, le uniche urla furono quelle dei tifosi nerazzuri non esattamente soddisfatti delle sue prestazioni.

Nella stagione 2000/2001 l’Inter mette a segno l’ennesima campagna acquisti faraonica per cercare di andare alla conquista di qualche trofeo. Arrivano: Marco Ballotta, Bruno Cirillo, Robbie Keane, Hakan Sukur e lo stesso Vampeta che viene strappato alla concorrenza delle big d’Europa versando nelle casse del Corinthians ben 30 miliardi. E così, il brasiliano si presenta in conferenza stampa con grande sicurezza affermando: “Qui c’è proprio tutto per vincere lo scudetto”.

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L’Inter chiuderà il campionato al quinto posto, fuori dalla zona Coppa Campioni (a noi nostalgici piace chiamarla ancora così), eliminati ai preliminari proprio in Coppa Campioni, fuori agli ottavi di Coppa UEFA e fuori ai quarti di Coppa Italia. Proprio in Coppa Italia il “diavolo vampiro” (questo il significato del suo nome), gioca la sua ultima partita in maglia nerazzurra prendendo una clamorosa batosta dal Parma (6 a 1). La prestazione di Vampeta, che doveva essere regista e padrone del centrocampo, è disastrosa e il giocatore finisce prima costantemente in tribuna e poi addirittura fuori rosa.

Così, nella sessione invernale di calciomercato della stessa stagione viene ceduto al PSG in cambio di Stephane Dalmat. Appena atterrato in terra francese Vampeta non perde occasione di attaccare il suo ex presidente Massimo Moratti accusandolo senza vergogna di non capire nulla di calcio e criticando aspramente la città di Milano, troppo fredda ed inospitale per un sudamericano. Farà lo stesso discorso dopo aver fallito anche al PSG con il solito alibi dei problemi ambientali.

Da quel momento in poi comincerà un inesorabile un declino condito comunque da una clamorosa vittoria, non quella dell’Oscar come miglior attore protagonista in Twilight, bensì per il Mondiale 2002 (ovviamente non da protagonista).

vampeta2Il resto è tutto ciò che di peggio possa capitare nella storia di un calciatore professionista: viene denunciato dalla moglie per maltrattamenti, vince il premio della Gazzetta come superbidone del calcio italiano, finisce per giocare nel campionato del Kuwait in cui appella i suoi compagni di squadra “omosessuali”. Ironia della sorte, finisce poi letteralmente senza vergogna, posando nudo proprio per una rivista gay brasiliana. Ma gli anni delle foto da modello sono ormai lontani. Vampeta oggi ha messo su una bella pancia come il suo grande amico Ronaldo. Attualmente conduce una programma su MTV Brasile dal titolo, manco a dirlo, Sem Vergonha (Senza Vergogna).

Con Juan Esnáider si candida anche lui come protagonista della prossima Machenesanno’s Cup dedicata ai bidoni del calcio nostalgico.