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Machenesanno’s cup: le 42 squadre convocate

La Machenesanno’s Cup è il più presigioso torneo internazionale nostalgico del mondo. Ormai giunto alla 12° edizione, ha offerto competizioni spietate e incoronato personaggi indimenticabili. Per chi si fosse perso le edizioni precedenti, ricordiamo rapidamente l’albo d’oro:

2 Francesco Toldo (l’unico ad aver alzato al cielo due Machenesanno’s Cup)
1 Roberto Baggio
1 Carlo Mazzone
1 Gennaro Ivan Gattuso
1 Peter Schmeichel
1 Alvaro Recoba
1 Ryan Giggs
1 Éric Cantona
1 Igor Protti
1 Attilio Lombardo

In questa edizione, si affronteranno le più emozionanti favole di provincia dalla stagione 1990/91 alla stagione 2004/2005. Come riferimento avremo i campionati di Serie A e Serie B relativi a questi quindici anni (quindi per intenderci la favola del Brescello, a malincuore non ci sarà) più le eventuali imprese europee compiute dalle squadre prescelte. Ci si potrà poi basare su una o più stagioni consecutive.

La formula della competizione resta sempre la stessa. Parteciperanno 32 squadre, divise in 8 gironi da 4 squadre ciascuno. Passeranno il turno le prime due qualificate di ogni girone, ma non ci saranno ottavi di finale, bensì ancora 4 gironi da 4 squadre. Anche in questo caso passeranno le prime due qualificate. Conclusa la seconda fase, assisteremo a quarti di finale, semifinale e finalissima.

Bando alle ciance, ecco le 42 squadre convocate per la 12° edizione della Machenesanno’s Cup. Di queste però, come detto sopra, solo 32 si contenderanno il prestigioso trofeo, mentre le altre 10 saranno costrette ad abbandonare la competizione.

Le elenchiamo, rigorosamente in ordine alfabetico:

Acireale 1993/94

Ripescata in B dopo illecito sportivo del Perugia, la squadra siciliana lotta con le unghie e coi denti per restare nella categoria e ci riesce per quasi due stagioni. Fabio Lucidi e Arturo Di Napoli guidano i compagni nello spareggio-salvezza col Pisa del ’94 e retrocedono per un solo punto l’anno successivo.

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Alzano Virescit 1999/00

Esordio in Serie B per la prima volta nella storia. Girone d’andata condotto a passo di carica, con una serie di otto risultati utili consecutivi e vittorie di prestigio contro Chievo, Genoa ed Empoli. Poi il crollo verticale e la picchiata verso la retrocessione. Quella dei bergamaschi è forse più una “parabola”, eppure la maglia bianconera a scacchi fa parte del nostro immaginario da allora, così come l’esortazione latina nel nome. Esortazione seguita alla lettera da Simone Barone, ventiduenne centrocampista, campione del mondo con l’Italia solo sei anni più tardi.

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Ancona 1993/94

Esattamente dieci anni prima dell’acquisto (disastroso) di Mario Jardel, i marchigiani danno vita ad una stagione che rimarrà nella storia del calcio italiano. Retrocessi in Serie B l’anno prima, protagonisti di un campionato cadetto tranquillo ma senza slanci o grosse ambizioni, i biancorossi di Vincenzo Guerini arrivano addirittura in finale di Coppa Italia, surclassati dalla Sampdoria di Mancini, Gullit e Platt solo nella partita di ritorno.

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Ascoli 1990/91

La piccola collezione di trofei per così dire sui generis degli anni ’80 – tra i quali il Torneo di Capodanno e la Red Leaf Cup – fa da prologo alla promozione in Serie A del 1990. La competizione si rivela purtroppo impari e anche il giovane Bierhoff non rende quanto ci si aspetterebbe. L’Ascoli retrocede, ma ha il merito di aspettare proprio il bomber tedesco, che infatti tra i cadetti sboccia, mettendo a segno 47 reti in tre stagioni.

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Atalanta 2000/01

I gemelli Zenoni e un redivivo Nicola Ventola trascinano la neopromossa Atalanta fino al settimo posto finale. Bisogna dire però che fino a novembre i bergamaschi sono l’antagonista principale della Roma, lanciata verso lo scudetto. I ragazzi di Vavassori perdono la prima partita solo a dicembre. A Brescia c’è Baggio, a Verona Mutu e Camoranesi, ma la spuntano i nerazzurri con Nappi, Doni, Fabio Gallo e Ljubisa Dundjerski. Giù il cappello.

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Bari 1994/96

Il “trenino” inaugurato da Guerrero l’anno prima, unito a un rispettabile dodicesimo posto, faceva ben sperare. Purtroppo il Bari tradirà le attese con un’amara retrocessione, nonostante gli acquisti di Abel Xavier e Kenneth Andersson e, soprattutto, i 24 gol del grande Igor Protti, unico calciatore della storia a laurearsi capocannoniere in una squadra poi retrocessa. Scherzi della nostalgia.

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Bologna 1998/99

Baggio e Mazzone si incontreranno qualche anno più tardi, a Brescia. Peccato, fosse rimasto Roby non so cosa sarebbe potuto succedere. Paramatti e soci partono infatti dall’Intertoto e collezionano scalpi avversari fino alla semifinale di Coppa UEFA, persa a causa dei gol in trasferta contro il Marsiglia. Il pensiero di una finale tutta emiliana col Parma, del confronto Signori-Chiesa e Mazzone-Malesani è talmente nostalgico che forse siamo stati fortunati a non viverla per davvero. Non avremmo retto.

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