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Machenesanno’s Cup: ecco i gironi

Sono partite in 42, diventate 32 e ora sono rimaste in 16. In onore della vecchia formula della Champions League non ci saranno ottavi di finale, bensì ancora 4 gironi da 4 squadre. Anche in questo caso passeranno le prime due qualificate. Conclusa la seconda fase, assisteremo a quarti di finale, semifinale e finalissima.

Ecco la presentazione (rigorosamente in ordine alfabetico) di tutte e 16 le finaliste della Machenesanno’s Cup.

Bari 1994/96

Il “trenino” inaugurato da Guerrero l’anno prima, unito a un rispettabile dodicesimo posto, faceva ben sperare. Purtroppo il Bari tradirà le attese con un’amara retrocessione, nonostante gli acquisti di Abel Xavier e Kenneth Andersson e, soprattutto, i 24 gol del grande Igor Protti, unico calciatore della storia a laurearsi capocannoniere in una squadra poi retrocessa. Scherzi della nostalgia.

Brescia 2000/04

Dopo essersi sfiorati a Bologna, Carlo Mazzone e Roberto Baggio si cercano e si trovano a Brescia. Sono quattro anni di puro spettacolo, in cui le giocate sopraffine del Divin Codino fanno il paio con la grinta e l’esplosività di Carletto, corsa sotto la curva atalantina compresa. Nel frattempo, riescono a indossare la maglia delle rondinelle anche Hübner, Toni, Pirlo e Guardiola. Unico rimpianto, la finale Intertoto persa col PSG. Se non è nostalgia questa…

Cagliari 1993/94

È un vero peccato che Mazzone e Francescoli non abbiano completato l’opera: chissà come sarebbe finita con loro due. Ad ogni modo i sardi onorano al meglio il sesto posto ottenuto l’anno prima, raggiungendo una storica semifinale di Coppa UEFA. Lulù Oliveira e Dely Valdes (e Firicano!) eliminano ai quarti la Juventus dei due Baggio, detentrice del trofeo, ma devono arrendersi poi all’Inter, che vincerà in finale contro il Salisburgo.

Castel Di Sangro 1997/98

La doppia promozione dalla C2 alla B culmina col biennio 1996-1998 trascorso nella serie cadetta. I ragazzi di mister Jaconi, che rivedremo poi al Savoia, sono protagonisti di un autentico miracolo, che ispira anche lo scrittore americano Joe McGinniss, autore di The Miracle of Castel di Sangro. Non male per un paese di nemmeno 6.000 abitanti.

ChievoVerona 2001/02

Nonostante le indicazioni incomprensibili di Gigi Del Neri, il 4-4- 2 del Chievo Verona vola: quinto posto in classifica da neopromossa, a un solo punto dalla qualificazione Champions. Cristiano Lupatelli, portiere, esibisce improbabili basette su testa pelata e maglia numero 10; Corini e Perrotta macinano gioco; Manfredini e un rinato (ancora!) Eriberto riforniscono di cross i bomber Corradi e Marazzina. Serve altro?

Cosenza 1994/95

I 9 punti di penalizzazione non scoraggiano i bruzi, che con Alberto Zaccheroni in panchina giocano un gran calcio e si salvano con largo anticipo sulle aspettative. La squadra è costruita intorno alle colonne del predecessore Fausto Silipo: Giacomo Zunico, Luigi De Rosa e il povero Gigi Marulla, scomparso troppo presto. Ad esplodere letteralmente è però Marco Negri, autore di ben 19 reti. Occhio ai primavera: si sta facendo notare un certo Stefano Fiore.

Cremonese 1992/93

Già la maglia grigio-rossa dovrebbe bastare. Se però con quella maglia partecipi anche alla Coppa Anglo-Italiana e la vinci in finale col Derby County, insidiando il record del Modena, ecco che allora la nostalgia inizia a farla da padrona. E la promozione diretta in Serie A nello stesso anno, subito dietro la Reggiana, è un’altra ovvia testimonianza. Del resto, quando schieri “il più forte centravanti d’Italia se si gioca in contropiede”…

Fidelis Andria 1993/96

Presenza stabile in Serie B per gran parte degli anni ’90, la Fidelis Andria vive le sue migliori stagioni tra il 1993 e il 1995, mettendo in luce la vena realizzativa del bomber Vittorio Insanguine e del talentino Nicola Amoruso, l’estro di Oberdan Biagioni qualche anno dopo. Da segnalare anche il passaggio di un giovane Bernardo Corradi nel 1998.

Foggia 1991/92

Il campionato ’91/’92 rappresenta forse l’apice di zemanlandia. Dopo la promozione in Serie A l’anno prima, i rossoneri di Puglia, guidati dall’allenatore boemo, entusiasmano l’Italia con un calcio spettacolare e iper-offensivo, trainato dall’indimenticabile tridente Signori-Baiano-Rambaudi. E se la nona posizione in classifica rappresenta già un degno riconoscimento, la semifinale raggiunta nell’ultima edizione della Mitropa Cup è da grand cru della nostalgia.

Lecce 2003/04

Non ci sono più Vugrinec, Conticchio e Cimirotic, ma il Lecce 2003/2004 si consola con la definitiva consacrazione dell’asse uruguaiano Giacomazzi-Chevanton e con un gioco spregiudicato che consente di raggiungere la decima piazza a fine campionato. Il giovane Vucinic segna poco; Alex Konan si segnala per la tripletta che espugna il Delle Alpi per la prima volta nella storia dei salentini.

Parma 1992/93

La metamorfosi del Parma, che nel corso degli anni ’90 diventerà a tutti gli effetti una delle sette sorelle, registra una svolta decisiva nella stagione ’92/93. Il terzo posto in campionato, condito dalla punizione vittoriosa di Asprilla a San Siro contro il Milan campione, è già un capolavoro. Ma la conquista della Coppa delle Coppe a spese dell’Anversa rappresenta, per i ragazzi di Nevio Scala, il vero passaporto per la nostalgia.

Perugia 1998/04

Sei stagioni consecutive in Serie A non sono cosa da poco. Ancora di più se si basano su uno scouting a tappeto in giro per il mondo, capace di rintracciare ottimi giocatori a prezzi irrisori. Da Nakata a Miccoli, passando per i vari Materazzi, Obodo, Kaviedes, Liverani e Vryzas, il vulcanico Luciano Gaucci allestisce ogni anno squadre competitive. A Serse Cosmi poi il compito di farle rendere al meglio sul campo. Come nel 2003/04, con la vittoria dell’Intertoto ai danni del Wolfsburg. E ricordatevi, noi siamo di Serie A…

Reggina 1999/00

Nell’anno dello scudetto della Lazio in rimonta sulla Juventus e della prima stagione in rossonero di Shevchenko, la vera sorpresa è la Reggina di Colomba. Debutto assoluto in Serie A, salvezza tranquilla e pure qualche lusso esibito contro le grandi. Del resto, se un giovanissimo Andrea Pirlo – “centrocampista-attaccante” per l’album Panini – ispira Kallon e Possanzini, anche le favole diventano realtà.

Salernitana 1998/99

Gattuso e Vannucchi a supporto della coppia Di Michele-Di Vaio, probabilmente oggi basterebbero per centrare una qualificazione europea. Nel 1999 invece, a cinquant’anni esatti dal precedente passaggio, la Salernitana è costretta a salutare la Serie A all’ultima giornata. Il cavalluccio marino granata e lo sponsor EXIGO mi commuovono ancora oggi.

Venezia 1998/99

La squadra di Novellino, neopromossa insieme alla Salernitana grazie ai gol di Schwoch, vive un campionato dai due volti. A un girone d’andata infernale segue infatti un ritorno strepitoso, impreziosito da vittorie nette contro Roma, Inter e Fiorentina. Il motivo? Lo sbarco in laguna del Chino Recoba e il suo impatto sui compagni, tra i quali soprattutto Pippo Maniero, autore di 12 reti. Ulteriori dettagli nostalgici: l’ineffabile trio Tuta, Tacio, Zeigbo; una delle più belle divise ammirate su un campo di calcio.

Vicenza 1997/98

Non è facile migliorare una squadra di provincia che ha vinto inaspettatamente la Coppa Italia. La società scommette soprattutto sugli arrivi di Lamberto Zauli e Pasquale Luiso e sulla conferma di Guidolin e dello sponsor PAL ZILERI. Il risultato sarà la semifinale di Coppa delle Coppe persa contro il Chelsea di Vialli, Zola e Di Matteo. Luiso è il capocannoniere, Lamberto dà spettacolo.

Bando alle ciance, ecco i 4 gironi di ferro:


Girone A
(si giocherà mercoledì 26 ottobre)

 

Girone B (si giocherà giovedì 27 ottobre)

 

Girone C (si giocherà venerdì 28 ottobre)

 

Girone D (si giocherà sabato 29 ottobre)

Come al solito i gironi si disputeranno dalle 12.00 alle 22.00. Prepariamoci a 4 giorni di fuoco.