Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Lo sfortunato 2002 di Michael Ballack

La differenza tra un primo ed un secondo posto, molto spesso è qualcosa di labile, soprattutto in ambito sportivo. In particolar modo, ciò avviene in discipline come l’atletica o il nuoto, in cui anche soltanto una manciata di centesimi, può porre la differenza tra i meri valori di una medaglia, che sia essa oro, argento o bronzo.

Una differenza sostanziale, che anche nel calcio e negli sport di squadra non fa eccezione, soprattutto quando arrivi in fondo al traguardo ed il tuo corpo è invaso da quella sensazione mista tra adrenalina ed ansia, che tende a farti barcollare ad ogni minimo passo falso.

Pensate ad esempio anche ai tennisti, che in preda allo stress nervoso, vengono colti dal così detto “braccino”, quando manca anche solo un 15 alla conquista del match, vittime anch’essi di quella incontrollabile paura di non potercela fare.

Questa sensazione, in particolar modo, sembra aver afflitto nel mese di maggio del 2002 i calciatori del Bayer Leverkusen, i quali in poco meno di dieci giorni, videro andare in frantumi il sogno di conquistare un incredibile tripletta: Bundesliga, Coppa di Germania e Coppa dei Campioni.

Le “Aspirine” in quell’atipico 2002, erano senza alcun dubbio una squadra tenace e completa in quasi tutti i reparti. Tra i pali figurava Hans-Jörg Butt, ricordato ai più anche come ottimo rigorista. In difesa, oltre al fluidificante argentino Placente, spiccavano Zivkovic e soprattutto Lucio. Ad irrobustire la mediana, vi era invece la forza fisica di Ramelow, che veniva smorzata dal talento cristallino del turco Basturk. A giocarsi un posto come punta, erano invece Oliver Neuville e Berbatov.

La vera stella del Bayer, era un ragazzo forte fisicamente e che probabilmente stava per consacrarsi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, in grado di risultare, il dominatore incontrastato in ogni partita: Michael Ballack.

Il 2002, di Ballack e del Bayer, sembrava infatti procedere a gonfie vele. Il centrocampista tedesco, oltre ad essere il perno nel centrocampo dei rossoneri, era anche il punto di riferimento nella nazionale tedesca, che di lì a poco avrebbe disputato i Mondiali Nippo-Koreani.

Il 24 febbraio 2002, alla BayArena, va in scena lo scontro diretto contro il Borussia Dortmund di Marcio Amoroso e Jan Koller.

La partita è unicamente a senso unico e gli uomini allenati da Klaus Toppmöller, infliggono una durissima lezione ai gialloneri che abdicano sotto i colpi di Ballack, Neuville, Ramelow E Berbatov.

La strada verso il Meisterschale, sembra in discesa con il vantaggio delle “Aspirine” che sale a 4 punti ad altrettante giornate dal termine.

L’ansia, ma soprattutto la paura di vincere iniziano ad invadere il corpo e la mente di Ballack e compagni che iniziano a giocare con il “braccino”, totalizzando soltanto la miseria 4 punti nelle ultime 4 gare, che costano il sorpasso proprio ai danni di quel Borussia-umiliato nello scontro-alla penultima giornata.

Perso il titolo di campioni di Germania, restavano tuttavia altre due competizioni da poter conquistare: La coppa di Germania e la Coppa dei Campioni.

Con la testa già alla finale di Glasgow contro il Real Madrid, il Bayer rovinò in maniera fragorosa nella finale contro lo Schalke 04, perdendo così ancora una volta la possibilità di sollevare un trofeo.

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