Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

Le 7 cose che probabilmente non sai su Gabriel Omar Batistuta

Gabriel Omar Batistuta ha vissuto in Italia il periodo più florido della propria carriera. Ben dodici sono state le stagioni che lo hanno visto protagonista lungo lo stivale vestendo le maglie di Fiorentina, Roma ed Inter. Con la squadra viola ha legato in maniera indissolubile il proprio nome non solo alla società, ma anche all’intera città divenendone un simbolo.

Nonostante la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana-quest’ultima alzata al cielo grazie ad una sua doppietta a “San Siro” contro il Milan campione d’Italia-con la Fiorentina ha solo sfiorato la vittoria del tricolore. La stagione propizia sembrava essere quella del 1998/99. Con il Trap in panchina, la viola capitanata proprio dall’attaccante argentino e con una rosa invidiabile nella quale figuravano Toldo, Edmundo e Rui Costa conquistò il platonico titolo d’inverno, salvo poi cedere nel girone di ritorno, dopo l’infortunio occorso allo stesso Batistuta nel corso della terza giornata di ritorno contro il Milan.

L’avventura nella capitale fu emozionante sotto molti profili. La rete messa a segno contro la sua amata Fiorentina, le lacrime che ne seguirono e la vittoria del campionato con la maglia giallorossa furono il giusto riscatto per un campione che meritava un successo importante in Italia.

Oggi in occasione del compleanno dell’attaccante che con la seleccion ha messo a segno 54 reti abbiamo scoperto sette curiosità delle quali forse non eravate a conoscenza.

Il calciatore che ha segnato in Italia al maggior numero di società differenti: Batistuta nel corso del suo periodo in Italia ha punito ben 49 società del nostro calcio. Un bottino invidiabile considerando che tutte le grandi squadre risultano tra le vittime del bomber argentino. Importante per incrementare questo record anche la stagione in serie cadetta con la Fiorentina nel 1993/94 in cui tra le vittime figurano squadre come Lucchese, Fidelis Andria e Palermo (che tornò in massima serie solo dopo l’addio al campionato dello stesso Batistuta).