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Le 10 migliori scene dell’allenatore nel pallone

Diversi sono stati negli anni i film che hanno provato ad omaggiare il calcio tramite alcune scene evocative o incentrando l’intera pellicola su questo meraviglioso “gioco”. Tanti i tentativi, ma se parliamo del vero e proprio cult di questo genere, padre di tutte le commedie italiane a carattere calcistico non può che esser preso in esame solo lui: l’allenatore nel pallone! Il film con protagonista il sublime Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi che negli anni ’80 era uno dei rappresentanti più importanti della “commedia all’italiana”.

L’attore pugliese veste i panni dell’allenatore Oronzo Canà che dopo una carriera da calciatore come mediano di “rottura” e squadre allenate in cadetteria, si ritrova con l’occasione della vita, ovvero quello di gestire un club di Serie A la: Longobarda, appena promossa in massima serie. La società appartiene al presidente Borlotti, un uomo che non ha nessuna intenzione di mantenere la squadra nella massima serie e cerca nella “iena del Tavoliere” il profilo giusto per far retrocedere il club. Inizia il calciomercato (che ancora non terminava a fine agosto) ed il presidente illude mister Canà promettendogli i vari Platini, Rumenigge e Maradona per poi non comprare nessuno di questi ed addirittura vendere i pochi talenti presenti nella Longobarda. Si avvicina l’inizio della preparazione e la squadra del povero Oronzo vede ancora vuota la casella degli acquisti.

In “soccorso” arriverà il mediatore Bergonzoni (Andrea Roncato) che insieme all’amico Giginho (Gigi Sammarchi) andranno alla ricerca di un talento brasiliano capace di risollevare le sorti del club. I big del Brasile sono tutti occupati ed inarrivabili ma prima di far ritorno in Italia scovano uno sconosciuto attaccante che subito li impressiona: Aristoteles. Il ragazzo si allena in un campetto vicino al Maracanà e le sue doti tecniche illuminano di gioia gli occhi dell’allenatore pugliese. E’ ora di iniziare la preparazione ed il mister, ispirato dal suo punto di riferimento Nils Liedholm, cerca di mettersi subito in mostra e propone uno schema tattico alquanto bizzarro, il 5-5-5.

Massacrato dalla stampa e in particolar modo dal giornalista Ceretti, Canà si ritrova con appena 3 punti nelle prime sette partite ma con un presidente tutt’altro che dispiaciuto. I dirigenti premono per cacciarlo ma Borlotti gli rinnova la fiducia e così Canà porta la squadra in ritiro. I risultati successivi hanno del miracoloso e la zona retrocessione sembra ormai abbandonata ma l’esplosione di Aristoteles muove la gelosia del compagno Speroni, che da tempo coltiva una relazione segreta con la moglie del presidente. L’attaccante italiano farà di tutto per mettere in difficoltà il collega carioca fino ad procurargli volontariamente un infortunio e la Longobarda arriverà all’ultima giornata con l’imperativo di vincere per cercare di mantenere lacategoria. Le direttive del presidente sono chiare: fuori Aristoteles nell’ultimo incontro e contratto per Canà valido dalla prossima stagione, in caso di vittoria, licenziamento del mister e terra bruciata intorno. Oronzo inizialmente tiene in panchina l’asso brasiliano ma poi, spinto dalla figlia che invoca il suo ingresso, decide di farlo entrare e risolverà in pochi minuti il match. Longobarda ancora in A, Canà disoccupato ma felice e Borlotti…cornuto.

Il film come già detto è una pietra miliare del genere e molti sono stati  i calciatori che sono comparsi nelle scene come i vari Ancelotti, Graziani, De Sisti, Pruzzo, Zico ed altri ancora. La partita iniziale (quella della promozione dalla B alla A della Longobarda) è girata allo stadio “Fratelli Ballarin” (ora abbandonato, dopo il grave incendio che colpì la struttura) di San Benedetto del Tronto in cui gli spezzoni mostrati sono estratti dal vero incontro fra Samb e Pistoiese.

Il resto delle immagini è preso dal Flaminio di Roma ed alcuni spezzoni girati in Brasile, con lo stesso Maracanà protagonista. Oronzo Canà non è completamente inventato ma prende spunto dal vero mister Oronzo Pugliese, allenatore di diversi club (anche Roma, Bologna e Fiorentina) che negli anni sessanta divenne soprannominato il “Mago di Turi” dopo aver sconfitto clamorosamente la grande Inter del mago Herrera con il suo umile Foggia. Era un condottiero e si distingueva per l’impeto che inseriva nei suoi discorsi alla squadra. Conosciuto personalmente dal grande Liedholm, fu proprio il centravanti svedese (durante un viaggio condiviso in aereo) a proporre a Lino Banfi di farne un film a riguardo. La pellicola uscì nelle sale il 26 ottobre del 1984 e molte scene utilizzate furono riprese dal campionato italiano 1983-1984.

La Longobarda verrà volutamente scelta dal regista con la divisa bianca in quanto questo colore era la classica seconda maglia di molte società e quindi permetteva una reperibilità di fonti vastissima, anche questa è pura genialità. Le musiche? Beh, qui non poteva mancare la nostalgia e bellezza dei fratelli De Angelis, in arte Oliver Onions che hanno collaborato storicamente nei film di Bud Spencer e Terence Hill. Oggi per voi voglio proporvi le 10 scene più cult della commedia che ancora oggi rappresenta un incredibile pezzo di nostalgia.

10° posto

Il 5-5-5

Mister Oronzo è al primo giorno di ritiro ed ha davanti a sé tutta la sua squadra. Comunica di non ispirarsi alla zona lenta di Liedholm né a quella velocissima di Eriksson o alla zona “pipa” di Bearzort: la Longobarda giocherà con il 5-5-5. Mentre i 5 difensori salgono in avanti gli altri 5 attaccanti tornano indietro creando, a suo dire, un illusoria superiorità numerica. Come dirà lo stesso Canà tutto ciò porterà confusione nelle difese avversarie ma i primi a non capirci nulla saranno i suoi stessi giocatori.

La famosa B-zona:

Lino Banfi – L’allenatore nel pallone – La BI-zona

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