L'essenza della Nostalgia

L’angelo biondo, i misteri attorno ad un’assurda morte

È la sera di martedì 18 gennaio 1977. Mancano pochi minuti alle 19.30 e due giocatori della Lazio, il difensore Pietro Ghedin e il centrocampista Luciano Re Cecconi, assieme a un amico comune, il profumiere Giorgio Fraticcioli, entrano nella gioielleria di Bruno Tabocchini, in Via Nitti, nel quartiere Flaminio, a Roma.

Fraticcioli deve consegnare alcuni prodotti, ‘l’Angelo biondo’ ha il bavero del cappotto alzato e le mani in tasca. Ama gli scherzi, e non può certo immaginare che di lì a poco una delle sue trovate, secondo quella che è la ricostruzione ufficiale dei fatti, gli costerà la vita. Così intima ad alta voce al gioielliere: “Fermi tutti, questa è una rapina!”.

Era il periodo degli anni di piombo di un’Italia differente da quella attuale, divisa e piena di contraddizioni. Il gioielliere non ci pensa due volte ed in un istante, estrae un revolver calibro 7,65, puntandola contro Ghedin. Il difensore della Lazio d’istinto estrae le mani dalle tasche, quando l’arma gli viene puntata contro, Re Cecconi non è altrettanto svelto.

Parte uno sparo, e Luciano è colpito in pieno petto. L’angelo biondo emette un gemito e si accascia a terra. “Era uno scherzo, era solo uno scherzo”, fa in tempo a mormorare. Ghedin si volta e dice al compagno di rialzarsi, che lo scherzo è terminato. Ma si accorge del sangue che scorre dal torace di Re Cecconi: la tragedia è compiuta.

Uno dei simboli della Lazio di Maestrelli non c’è più. Lui che era stato tra gli artefici della cavalcata verso il primo scudetto della storia biancoceleste appena tre anni prima. Ispirato dal sole, con quella sua inconfondibile chioma bionda. “Cecco” era capace di far innamorare i propri tifosi non con i gol, ma con la sua instancabile voglia di dare tutto per la maglia.

Lui, che per un amaro scherzo del destino, è uno dei pochi della Lazio di quegli anni a non avere il porto d’armi, e che i compagni chiamavano per l’appunto ‘il saggiò. In pochi minuti la notizia della sua morte si diffonde per tutta Roma.

L’intera squadra affranta dal dolore non riesce a capacitarsi della morte del compagno dal cuore d’oro. Non è facile reagire a quello che sembra essere più di un’inesorabile scherzo del destino. Una morte beffarda, che culmina nella tragedia e che ancora oggi a quarant’anni di distanza lascia molti dubbi circa le dinamiche.

La folta chioma bionda e il modo in cui era in grado d’imporsi sul terreno di gioco gli valsero ben presto il soprannome di ‘CeccoNetzer’, con chiaro accostamento al tedesco Guntar Netzer, stella del Borussia Monchengladbach e della Germania. La stagione con la maglia del Foggia in Serie B, è il preludio ha quello che sarà poi il grande salto con la maglia biancoceleste. Re Cecconi è richiesto espressamente dall’allenatore Tommaso Maestrelli.

Maestrelli lo fa crescere con pazienza, e lui apprende e migliora, dimostrandosi umile, calmo e predisposto al sacrificio per i compagni.

Nella capitale Re Cecconi è per tutti ‘l’Angelo biondo’, e nel 1973-74 è uno dei pilastri della squadra che conquista il primo storico Scudetto biancoceleste, al termine di un’avvincente duello con la Juventus.

Con un gioco totale che ricorda quello delle squadre olandesi, l’Aquila riesce ad aggiudicarsi il tricolore con una giornata d’anticipo il 12 maggio 1974, grazie a una vittoria di misura proprio sull’ex squadra di Luciano, il Foggia.

La cavalcata vincente della Lazio verso la conquista del primo scudetto:

Road to Scudetto – 1973/1974 – Tutti i gol della Lazio

Tutti i gol della Lazio campione d’Italia 1973-74. Rosa dei campioni: (PORTIERI) F.Pulici – (DIFENSORI) Facco, Martini, Oddi, Petrelli, Polentes, Wilson – (CENTROCAMPISTI) Borgo, Frustalupi, Inselvini, Nanni, Re Cecconi, Tripodi – (ATTACCANTI) Chinaglia, D’Amico, Franzoni, Garlaschelli, Manservisi – (ALLENATORE) Tommaso Maestrelli. Thanks very much to http://www.youtube.com/user/squadrecampioni Visit his channel for some old italian Serie A stuff !!!

Fuori dal campo quella squadra sarà ricordata per i ‘clan’ e le risse da far west, ma non Re Cecconi, detto ‘Il saggio” proprio per la calma che lo contraddistingueva. Amava semmai gli scherzi, Cecco, e alcuni sono rimasti memorabili. Come quando, mentre stava per buttarsi con il paracadute da 600 metri di altezza con il suo amico e compagno di squadra Martini gli fa: “E se adesso non si apre il paracadute?”. Il terzino sbianca in volto e gli risponde: “Cecco, ma ci pensi adesso?”.

Le stagioni seguenti con la Lazio lo consacrano come centrocampista di livello assoluto, ma la squadra non è più quella dello Scudetto.

Forse un sinistro presagio, come quello della morte del caro Maestrelli il 2 dicembre 1976, una sorta di secondo padre per lui. Ma martedì 18 gennaio 1977, Re Cecconi gioca finalmente per intero la partitella d’allenamento con il resto della squadra. È felice, corre verso il dottor Ziaco e gli confida: “Va meglio Dottore, mi sento pronto. Domenica a Cesena sono convinto che giocherò, facendo rimanere tutti a bocca aperta”.

Soltanto poche ore dopo, in via Nitti, si sarebbe consumata l’assurda tragedia, sulla quale, negli ultimi anni, sta emergendo una verità diversa da quella ‘ufficiale’.

I dubbi che attanagliano ancora oggi la scomparsa dell’ex centrocampista della Lazio sono tantissimi, per un caso che ancora oggi fa discutere.

Quell’annata calcistica sancì la fine del ciclo della storica Lazio di Tommaso Maestrelli, iniziato con la vittoria dello scudetto del 1974, giunto in modo del tutto imprevedibile, passato alla storia per via di una squadra composta da grandi individualità ma molto disunita, con lo spogliatoio diviso da giocatori che non si frequentavano né facevano mistero di starsi antipatici a vicenda.

Ciò che resta sono per l’appunto gli interrogativi. È stato uno scherzo finito male, quindi, o semplicemente, una tragica fatalità?

La triste ed amara realtà è che il ricordo de ‘L’angelo biondo’, 40 anni dopo quell’assurda e prematura morte, resta sempre vivo nel cuore di tutti i tifosi della Lazio e degli appassionati di calcio.

A cura di Gioacchino Inzerillo