Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

La formazione della Colombia più forte di tutti i tempi

Parli della nazionale colombiana e non puoi riferirti agli anni novanta, quando i “Cafeteros” si mostrarono a tutto il mondo calcistico come una squadra compatta e capace di giocarsela contro i più forti. Dalla fondazione della Selecciòn, avvenuta alla fine degli anni trenta, fino ad Italia 90 non ci furono momenti fertili per la formazione sudamericana ad eccezione della prima storica qualificazione ai Mondiali di calcio nel 1962. Prima di questo evento la Colombia ebbe uno scisma interno di gran rilievo dove la Federazione si separò dalla Dimayor (incaricata di organizzare i vari tornei) e per questo motivo la stessa Fifa non volle più riconoscere la nazionale, escludendola di fatto dalle varie competizioni ed attività presenti. Siamo nel 1949 ed inizia il periodo dell’El Dorado”dove diversi giocatori di fama internazionale, Di Stefano su tutti, emigrarono verso la Colombia attirati da stipendi spropositati (noi si doveva più rispondere all’organo che governa il calcio).

Nasce il fenomeno del “Millionarios”, il club di Bogotà che in sedici campionati ne vince nove, di cui quattro consecutivamente e divenendo uno dei team più forti al mondo. La Colombia sia riaffaccia “unita” nel 1957 e dopo cinque anni, come detto, ottiene il pass per il Mondiale cileno grazie al doppio incontro favorevole con il Perù. In quella competizione c’era un mix di giovani promettenti e pilastri più maturi, come l’attaccante Gamboa ed il muro difensivo Zuluaga; proprio quest’ultimo mise a referto su rigore il primo goal colombiano nella massima manifestazione sportiva all’esordio con l’Uruguay.

Lo spettacolare pareggio tra Colombia ed URSS:

Colombia 4 vs 4 Rusia (URSS) – HD – CHILE 1962 – Narración Gabriel Muñoz López

Excelente imagen y relato de Gabriel Muñoz López de Caracol Radio, del recordado partido escenificado en el Estadio Carlos Dittborn de Arica en el certamen de Chile 1962, un de 3 junio, donde Colombia logró un empate histórico ante la URSS del portero mundialmente famoso y conocido como “La Araña Negra” Lev Yashin, con gól olimpico incluido de Marcos Coll.

Arrivò un pareggio a dir poco spettacolare per 4 a 4 con l’Urss di Yashin per poi subire una sonora sconfitta dalla Jugoslavia ed esser quindi eliminata al girone. Seguirono stagioni anonime, dove solo qualche buona prestazione in Coppa America spezzò la noiosa routine. Arriviamo a metà degli anni ’80 e neppure la chiamata in panchina del recordman Gabriel Uribe (14 campionati colombiani vinti) servì per portare al Mondiale 1986 la Colombia, che avrebbe dovuto pure ospitare la competizione ma i gravi problemi interni fecero saltare la candidatura. Ecco iniziare la favola di Francisco Maturana, un ex giocatore che inizialmente aveva abbandonato l’idea di fermarsi nel mondo del calcio, optando per la carriera da odontoiatra, tanto consigliata dai genitori. Arriva ad allenare l’Atletico de Medellin e con il club conquista la prima Libertadores colombiana nel 1989, dopo aver ribaltato in finale il risultato dell’andata contro i paraguaiani dell’Asunciòn.

La vittoria in Coppa Libertadores:

Nacional vs Olimpia | Final Copa Libertadores 1989

Atlético Nacional derrotó en la final de 1989 a Olimpia de Paraguay y se convirtió en el primer club colombiano en conseguir una Copa Libertadores de América. Cada equipo ganó 2-0 en condición de local, y por penales en Bogotá el club ‘Verdolaga’ se impuso 5-4 para levantar la copa.

A dicembre dello stesso anno affronta il fenomenale Milan di Arrigo Sacchi per la Coppa Intercontinentale e più che una partita fra giocatori sembra un confronto fra due maestri tattici. Esteticamente non fu uno spettacolo ma Maturana non crollò davanti allo squadrone rossonero e solo una punizione di Evani nei tempi supplementari pose fine al sogno. La Selecciòn non poteva non notarlo e così il mister, in contemporanea, si occupò della nazionale che aveva in rosa una buona parte dei giocatori dell’Atletico de Medellin. Le qualificazioni furono combattute ma alle fine la Colombia riuscì, dopo 28 anni, a ripresentarsi per un Mondiale e nel girone di Italia 90 strappò pure all’ultimo minuto l’accesso agli ottavi. Arrivano ad Usa 94 dopo aver dominato nella selezioni sudamericane e lo stesso Pelé li inserì fra i pretendenti al titolo.

L’incredibile 0-5 contro l’Argentina:

Colombia 5-0 Argentina CON NARRACION ARGENTINA eliminatorias 1994

Eliminatorias al mundial USA 1994.

Forse il passare da favola a grande del calcio, magari la troppa responsabilità, oppure certi tipi di “pressioni” che con il calcio non c’entrano nulla portarono ad un completo insuccesso nella spedizione statunitense…l’omicidio di Escobar rimarrà per sempre una delle pagine più brutte della storia calcistica. Quella maglia numero 2 che sembrava non dovesse più essere indossata la ritroveremo quattro anni dopo al Mondiale francese e sarà Ivan Ramiro Cordoba ad usarla come una corazza.

Anche qui l’eliminazione arrivò al primo turno ma l’orgoglio di aver partecipato a tutti e tre i Mondiali degli anni ’90 era tantissimo. La generazione d’oro stava per ritirarsi ma non poteva farlo prima di ottenere almeno un successo e l’occasione buona arrivò per la Coppa America del 2001 giocata in casa. Fra tensioni politiche e gli scontri presenti in Colombia, alcune nazionali non parteciparono, l’Argentina su tutti, ma un trionfo è sempre un trionfo aldilà di chi non partecipa…e tale deve essere considerato. A seguire tornarono anni burrascosi e ben tre qualificazioni mondiali fallite; la nuova generazione però sembra piena di talenti e qualcuno di questi è già entrato nei record della nazionale. Per i Cafeteros sembra poter tornare il sereno dopo l’ultima crisi ma ora vogliamo celebrare i fasti del passato e vi proponiamo la top 11 colombiana di tutti i tempi, escludendo coloro i quali risultino ancora in attività, con un 4-3-3 decisamente offensivo!

René HIGUITA

(1987-1999)

Sarebbe passato ugualmente alla storia già solo per la sua acconciatura estroversa ma René fu molto di più. Il portiere si distinse per la sua “mossa dello scorpione” con la quale respingeva dopo un tuffo in avanti i vari tiri che arrivavano alla sua porta. Ottimo tiratore di calci piazzati mise a referto diverse reti nei club e ben 3 in nazionale. Precursore dei tempi, Higuita era parte integrante dell’azione ma qualche volta eccedeva in questo…vedi gli ottavi di Coppa del Mondo nel 1990. Con il National de Medellin trionfò nel ’89 in Libertadores (prima volta per una squadra colombiana) e restò imbattuto per tutti i tempi regolamentari della finale di intercontinentale contro il Milan di Sacchi.