Livello Nostalgia, I re di provincia

La storia dell’unico calciatore italiano che ha giocato in Brasile

Ci sono personalità nel calcio che restano nel cuore dei tifosi nonostante non abbiano vinto Coppe dei Campioni o Mondiali. Ci sono uomini in pantaloncini che malgrado una carriera breve e non priva di infortuni si sono fatti amare da chi li guardava dagli spalti: ci sono uomini come Marco Osio!  Il centrocampista offensivo nato ad Ancona è passato dalla rete dei campi a quella del web ma non tradendo mai il suo scopo, ovvero di essere ricordato come appunto un visitatore in un determinato ambiente.

Non crediate che sia un egocentrico che ama il proprio io per far colpo nel cuore dei tifosi piuttosto che un compratore qualsiasi; no signori, Marco conosce benissimo il valore del sacrificio e che se lavori bene e con impegno prima o poi vieni premiato e ricevi il giusto tributo. Quindi torniamo alle questioni di campo e capirete come questo giocatore, cresciuto con il mito di Renato Zaccarelli (anche lui anconetano), sia stato unico in certi versi e completamente apripista per altri. Dopo l’esordio in A con il Toro, Marco si ritrova catapultato sempre nella massima serie ma con un’altra maglia: quella dell’Empoli.

Siamo nella stagione ’86-’87 ed il club toscano milita in serie A grazie allo scandalo che ha visto coinvolto il Vicenza. Del tutto impreparati sulla carta e senza la possibilità di giocare le partite casalinghe nel proprio stadio, l’Empoli si dimostra da subito agguerrito e senza blocchi psicologici. E’ la prima giornata ed Osio e compagni “ospitano” l’Inter del neo allenatore nerazzurro Trapattoni. Si lotta su ogni pallone e un pizzico di fortuna colma il divario tecnico fra le due compagini; finirà 1-0 per i toscani e chi sarà il realizzatore è scontato a dirlo: Marco Osio!

La sintesi della gara tra Empoli ed Inter del campionato 1986/87, decisa dalla rete di Osio:

Empoli 1-0 Inter 1986/87

Prima Giornata del Campionato 1986/1987 Goal : 37′ M.Osio (Empoli)

La stagione seguente scende in cadetteria con il Parma e qui inizierà una della pagine sportive e nostalgiche più belle di sempre. Con i ducali non c’è più quel visionario lungimirante che risponde al nome e cognome di Arrigo Sacchi; c’è il boemo Zeman che resterà pochissimo nelle grazie della società ma a vita nelle menti e nei corpi dei giocatori. Osio non dimentica ancora oggi l’allenamento sui mille metri ripetuti cinque o sei volte all’inizio poi, come lui stesso dirà, “in certi giorni ce li facevamo anche dalle 12 alle 15 volte” e i gradoni “zemaniani” erano un altro condimento che arricchiva il piatto della preparazione fisica alla partita.

Sulla panchina dei parmensi arriva Nevio Scala ed inizia la scalata, scusate il gioco di parole, verso i palcoscenici più importanti. Dopo stagioni sofferte arriva l’anno giusto per arrivare nel top del calcio italiano e nel Derby promozione con la Reggiana ancora una volta sarà il centrocampista anconetano a fare la differenza siglando la rete decisiva. Il ’90-’91 è alle porte e dopo i Mondiali delle “notti magiche” il Parma si prepara ad indossare il suo abito migliore mostrando tutto il suo spessore tecnico e tattico. Nevio proporrà un 3-5-2 innovativo e Osio naturalmente al centro del progetto. Il campionato prevede da subito avversari tosti e tutto ciò non può che o farti affondare o renderti visibile agli occhi delle “grandi”: la seconda opzione sarà quella che prevarrà e l’occasione buona arriva alla terza giornata. Il Parma ospita il Napoli e la vittoria non accarezzerà i partenopei; traversone laterale per il centro, Marco si butta ed incorna.

La rete di Osio in Parma-Napoli della stagione 1990/91:

1990/91, Serie A, Parma – Napoli 1-0 (03)

Nel Campionato di Serie A del 1990/91 nella terza giornata del girone di Andata, Parma – Napoli finisce 1-0.

Il gol è la naturale chiusura dell’azione e per Giovanni Galli non resta che raccogliere il pallone in rete. Proprio questo confronto sancirà l’inizio dell’epopea parmense. L’anno successivo arriva il primo trofeo per Marco e per il Parma; in Coppa Italia arrivano in finale e ad attenderli c’è la Juve del Divin Codino che deciderà con una marcatura la finale d’andata. Proprio Osio sbaglierà nei minuti finali un goal clamoroso che avrebbe permesso alla squadra di affrontate il ritorno con maggiore tranquillità. Niente sensi di colpa e pensieri negativi; Marco entra nello spogliatoio, chiede scusa ai compagni e promette che porterà il trofeo fra le braccia del presidente Tanzi. Cosi sarà! Il Tardini è pronto alla battaglia e per il resto ci penseranno Melli e naturalmente Marco Osio!

Le reti di Melli e Osio nella finale di Coppa Italia 1991/92:

Parma – Juventus (2-0) 14.5.1992 (Coppa Italia)

Vendo qualsiasi partita intera di Juventus, Milan e Inter degli ultimi 40 anni, amichevoli comprese. Inoltre migliaia di partite in italiano di Nazionali,Club italiani e non, Campionati esteri, servizi e Dvd.

Capitan Minotti alza il trofeo e la gioia dei supporter gialloblu è alle stelle ma non sarà una piccola parentesi. L’anno dopo è tempo di Coppa delle Coppe e durante il cammino i Ducali non si arrestano; a Wembley la finale sarà fra Parma ed Anversa. Marco non timbrerà il cartellino ma contribuirà alla conquista del trofeo, il primo europeo per la squadra emiliana.

Ora Marco ha calcato i campi più prestigiosi italiani e non solo e quella Juve tifata da bambino la vede da avversaria, strappandole anche un trofeo. A Parma diventerà il “Sindaco”, soprannome dato proprio dagli stessi tifosi che, stufi delle promesse non mantenute dal vero primo cittadino riguardo la situazione stadio, propongono il proprio beniamino in campo come loro rappresentante: OSIO SINDACO. La parentesi con i crociati si chiude e fa ritorno nella Torino granata ma in due stagioni gioca poco anche a causa dei continui infortuni, cosi arriverà la scelta che sottolineerà ancora una volta la sua unicità: Marco saluta tutti e va a giocare in Brasile con il Palmeiras.

Il club di San Paolo ha lo stesso sponsor del Parma visto che entrambe sono sotto lo stesso circuito Parmalat, azienda di Tanzi. Osio diventa il primo calciatore italiano ad approdare nella nazione sudmaericana e solo la Piccinini nel volley farà lo stesso qualche tempo dopo. Al Palmeiras ci sono due compagni di spogliatoio “niente male” come Rivaldo e Cafù. Il primo sarà ad un passo da indossare la maglia gialloblu per poi preferire la Spagna a differenza del pendolino brasiliano che optò successivamente per l’approdo nel nostro stivale. Solo questi due nomi sono sufficienti a far partire la magia della nostalgia ma ad onor di cronaca è giusto elencare i vari Roque Junior, Amaral, Flavio Conceicao e Djalminha che andavano a completare un organico di tutto rispetto.

Il trionfo nel campionato paulista non può che giungere con estrema facilità ed anche qui il buon Marco da Ancona darà segno della sua presenza. Decide di tornare in Italia con il Saronno di Preziosi, tentando la scalata alla B ma qualcosa si è rotto; Osio diventa improvvisamente fuori mercato a soli 30 anni proprio per quella concezione di dare per “finito” l’atleta che torna dall’estero. Gli ultimi anni lo vedranno in scena su campi meno celebri di quelli calpestati in passato ma la sua professionalità non verrà mai meno. Unico in campo e caratteristico anche nel look, Marco portava capelli lunghi e barba in colta in un decennio dove anche qualche spunto di peluria veniva rasato immediatamente. Osio è anche questo non per spirito di contraddizione o per rompere volutamente gli schemi ma proprio per la sua unicità innata che lo porterà a distinguersi sempre più spesso…anche per questo che lo ricordiamo con affetto. Tanti auguri Sindaco!