L'essenza della Nostalgia

La sera che Kallon portò l’Inter in finale di Coppa dei Campioni

Il 28 maggio 2003, il calcio italiano arrivava probabilmente al proprio culmine. Per la seconda volta nella storia della Coppa dei Campioni, due squadre dello stesso paese si sarebbero contese il trofeo più importante per club.

All’Old Trafford, infatti giunsero a disputare l’atto finale della competizione il Milan di Carlo Ancelotti e la Juventus di Marcello Lippi.

Se i bianconeri, in semifinale avevano superato di slancio il Real Madrid dei “Galacticos” di Ronaldo, Figo e Zidane, i rossoneri invece erano giunti all’atto conclusivo della manifestazione dopo due tiratissime gare contro l’Inter, che avevano premiato il “diavolo” soltanto grazie al goal fuori casa realizzato da Shevchenko.

A prescindere dal credo calcistico di ognuno di noi, sono ancora vivide le immagini di Paolo Maldini che alza sotto al cielo di Manchester la coppa dalle grandi orecchie, quarant’anni dopo il padre Cesare, suggellando così il sesto trionfo continentale del Milan.

Ma proprio rianalizzando la gara di ritorno contro i cugini nerazzurri, ci siamo resi conto che la storia avrebbe potuto prendere una piega ben diversa e portare proprio i nerazzurri a disputare la finale di Manchester contro la Juventus.

E noi oggi abbiamo voluto immaginare un finale differente di quella semifinale e forse di quella magica annata per tutto il nostro calcio.

Ecco come sarebbe potuta andare:

Maldini e compagni, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0, nella ripresa si limitano a controllare la gara, lasciando così l’iniziativa del gioco all’Inter che grazie agli ingressi di Martins, Dalmat e Kallon sembra aver acquistato nuova linfa e poter ribaltare le sorti della qualificazione.

All’84, un giovanissimo Oba-Oba Martins, vince un rimpallo con Maldini, brucia il capitano del Milan in velocità e sigla l’1-1.

La sensazione è che in quegli ultimi minuti tutto possa accadere. I nerazzurri ci credono, mentre i rossoneri vedono palesarsi all’orizzonte cattivi presagi che rischiano di compromettere il cammino europeo di quella stagione.

Lo sliding-doors di quella gara è il minuto 86. Su un lungo lancio in profondità Kallon, beffa Kaladze e calcia a botta sicura verso la porta di Abbiati.

Il portiere del Milan, in uscita disperata tenta di ripetere un nuovo miracolo dopo quello di Perugia, ma questa volta nonostante la conclusione dell’ex Reggina e Cagliari non sia irresistibile, il pallone termina in fondo al sacco.

E’ 2-1! La qualificazione è ribaltata. In campo le scene che si susseguono sembrano surreali. I milanisti, stremati, non credono ai loro occhi e sembrano rivivere il dramma dell’Atatürk, dove quasi quattro anni prima, subendo due reti nello spazio di quattro minuti erano stati costretti a dire addio all’Europa.

Toldo, sembra una trottola incontrollata, Zanetti e Cordoba, nonostante ci siano ancora pochi minuti da giocare, non trattengono le lacrime dalla gioia. Kallon, mostra lo stesso urlo di Tardelli ai mondiali spagnoli del 1982.

Al fischio finale è un tripudio. Il 28 maggio 2003 la finale sarà Juventus-Inter, il derby d’Italia. Kallon, viene portato in trionfo. E’ lui l’eroe dell’ euroderby.

A distanza di 31 anni l’Inter avrà così la concreta possibilità di giocarsi la finale di Coppa dei Campioni, provando a mettere il trofeo per la terza volta in bacheca.

Continua a leggere l’articolo e scopri come sarebbe terminata la finale del 28 maggio 2003