Livello Nostalgia, I re di provincia

La rivincita dello sciagurato Egidio

La storia di Egidio Calloni, potrebbe essere quando di più simile possa accadere ad un semplice uomo nella propria vita. Non risulta infatti semplice districarsi tra appellativi e nomi che di volta in volta vengono attribuiti al nostro vivere quotiadiano.

Facendo un passo indietro, da giovane talento in rampa di lancio, il ventiduenne Calloni è di scena nella Milano rossonera. Una squadra con poche possibilità economiche e una rosa certamente non di primissimo ordine che mostrava non poche lacune, specie a centrocampo.

Per sua stessa ammissione, Calloni era un giocatore normale, nemmeno troppo poco prolifico per essere ricordato come una delle delusioni calcistiche più evidenti degli anni ’70. A conti fatti, segnò quasi 1 gol ogni 3 partite, media migliorata solo da un certo Marco Van Basten.

A volte, tuttavia, la storia s’accanisce immotivatamente ed Egidio Calloni viene ancora ricordato per gli errori macroscopici più che per quanto di buono fatto.

 “Persino i più grandi bomber sbagliano e spesso. I fuoriclasse meno, ma anche loro non sono esenti”, diceva senza scomporsi commentando gol incredibilmente mancati e sporche “ciabattate”, come soleva dire, proprio sotto porta.

Probabilmente Egidio aveva ragione ma il più grande errore, o forse la sua più onesta fortuna, è stato il modo di sbagliare. I suoi erano errori che rimanevano impressi molto più dei gol che segnava e di quelli che avrebbe comodamente potuto segnare.

Tanto celebri e ricorrenti da diventare una firma prima, e un’etichetta poi. Nel mezzo tanti commenti, improbabili spiegazioni del fenomeno Calloni, uomo che dribblava le critiche sbagliando mira.
Calloni: ed è subito quasigol! Calimero Calloni, Calloni sbaglia anche se segna…

L’ironia di uno sferzante giornalista confezionò, all’ennesimo errore, una battuta pungente come un ago arroventato: Calloni, minaccia sventata.
Lo stesso giornalista dalla fantasia maliziosa e dalla penna tagliente come un gladio, Gianni Brera, a consegnare in negativo il mito di Calloni alla leggenda nazionale pallonara, bollandolo impietosamente come lo “sciagurato Egidio”, di manzoniana memoria.

Quell’Egidio che aveva il coraggio di dare l’ultima pennellata di traverso, rovinando il quadro, non riuscì mai a scrollarsi di dosso il bollo di attaccante per sbaglio, benché il suo curriculum non sia affatto tanto mortificante.
Un mortale, come cantava Omero, non può opporsi al proprio destino e non è possibile resistergli.
A pochi, però, è concessa la rara occasione, non già di dettare una conclusione diversa ma di modificare il percorso da seguire prima che sia raggiunta, dando un calcio al filo che tira le nostre vicende.

Egidio ricevette il dono di inciampare su quel filo, un pomeriggio di fine marzo nella magica cornice offerta dalla bolgia della Favorita di Palermo, gremita e stipata da 40.000 tifosi coi polmoni pieni e la voglia di urlare.

Si giocava Palermo-Milan, il 29 marzo 1981 e Calloni vestiva il rosanero, con l’aria da guascone e la maglia distesa sopra i pantaloncini.

La storica tripletta di Calloni ai danni del Milan:

R&N – Io c’ero il 29 marzo 1981 con Egidio Calloni

R&N – Io c’ero il 29 marzo 1981 con Egidio Calloni

Lo scatenato Egidio, contro la sua ex squadra rea di averlo scaricato, consumò la propria dolce vendetta: al 3’ apriva le danze con una deliziosa punizione all’incrocio dei pali, bissata dal rigore del raddoppio giunto al 22′ e infine seguita dal gol della personalissima tripletta, segnata in contropiede al 38′.

Calloni, come promesso agli Dei del pallone, incontrò il proprio destino e si fece carico di un epiteto menzognero, pur tuttavia seguendo le orme che lui stesso aveva segnato, quel pomeriggio, sul terreno di gioco assolato.

Ricordi Calloni?

Oh si, lo sciagurato che per due ore si impadronì il proprio destino…

A cura di Carlo Di Natale