Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

La nostra intervista a Roberto Baggio

Eri il capitano e l’uomo simbolo del Brescia nel momento della scomparsa di Vittorio Mero, un momento triste ed abbastanza struggente che certamente avrà destabilizzato la vostra psyche. Ricordi quei tristi giorni?

Purtroppo si. Non è stato facile, per nessuno di noi, soprattutto per i compagni più giovani, anche se alla morte non ci si abitua mai. Una grande mano ce la diede Mazzone, facendoci capire che a quel punto dovevamo dare quel qualcosa in più anche per Vittorio. Ricordo ancora, con molta emozione, gli istanti successivi alla partita di Lecce, entrando nello spogliatoio, non c’era voglia di festeggiare, ma capimmo che eravamo un grande gruppo e che da lì in avanti ci saremmo sacrificati l’un l’altro per onorare la memoria di Vittorio.

Quali sono state le sensazioni nel giorno della tua ultima gara?

Ho ancora la pelle d’oca pensando all’ovazione che mi ha tributato “S. Siro”. E’ stato un momento molto emozionante nel quale ho realmente compreso quanto mi hanno amato trasversalmente i tifosi di tutta Italia. Davanti a 70.000 spettatori, ho capito di aver dato molto a questo sport, ma anche che l’affetto della gente mi ha fatto andare avanti nel corso della mia carriera.

Qual è il tuo rapporto con il calcio moderno, probabilmente una figura come te, potrebbe ancora servire a questo mondo.

Questo calcio lo trovo molto diverso rispetto al clima che si respirava negli anni in cui giocavo. Non mi riconosco nei valori, ed anche per questo avevo cercato di dare una mano. Non ho mai amato le poltrone, a me piace fare le cose e quando sono stato chiamato in causa dalla FIGC, il mio progetto è rimasto una lettera morta senza appello. Non è, ovviamente, un addio definitivo, ma nel momento in cui ho ricoperto l’incarico all’interno del settore tecnico, non avevo diritto di voto e venivo considerato in maniera molto marginale. Amo questo sport, e qualora ce ne fosse la reale e concreta opportunità di “sporcarmi le mani”, non mi tirerei certamente indietro.