L'essenza della Nostalgia

I 10 migliori portieri della nazionale italiana

Quanti momenti passati davanti alla televisione, quante salsicce e braciole messe sul barbecue, quante birre ghiacchiate scolate in compagnia degli amici di una vita. Tutto questo per prepararsi all’appuntamento che da sempre avvicina milioni di tifosi uniti dalla stessa identica fede: la Nazionale Italiana. Il 2018 non ci vedrà protagonisti e per un paese di “calciofili” è una sorta di dramma interno (sportivamente parlando) che corroderà le nostre anime per tutto il tempo che ci dividerà dalla manifestazione. Le vacanze ci saranno, i fuochi accessi e tonnellate di carni messe in cottura pure, ma senza la maglia azzurra sarà tutto meno saporito. Non capitava da sessant’anni, uno spazio temporale vastissimo che nel mezzo ha visto passare gioie e dolori ma mai lo smacco di una mancata qualificazione.

Il problema è che un Mondiale è un Mondiale e già solo la parola dovrebbe esser sufficiente per sottolineare l’importanza che possiede. Per noi che amiamo il calcio l’evento più importante della Fifa scandisce le nostre vite in maniera impeccabile e quasi maniacale. Ti porta a ricordarti con chi stavi e cosa è successo esattamente mentre guardavi quella determinata partita. E quando il Divin Codino sparò alto quel rigore?

Si potrebbe andare avanti all’infinito, da Zoff che alza al cielo quella coppa dopo 44 anni di digiuno, all’uscita a vuoto di Zenga contro l’Argentina, ma è palese quanto la nazionale italiana sia parte integrante delle nostre esistenze. Quella plastica maledetta del copri sedia che si attaccava perfettamente alla tua pelle sudata (sperando invano in un refrigerio serale che non arrivava) mentre guardavi trepidante gli azzurri di Sacchi guadagnare passo dopo passo sempre più credibilità o quelle mattinate, immischiato nelle ore di lavoro, cercando di seguire l’Italia del Trap.

I racconti dei nonni per aver visto la nazionale italiana certe volte indomabile altre in enorme difficoltà. Partita in nave per raggiungere il Brasile dopo la paura ed il ricordo tragico di quel maledetto 4 maggio del ’49 e conquistare poi l’europeo del ’68 fra miracoli e monetine. Storie di calcio e vita che si fondono come figlie della stessa natura e trovano spazio non solo negli almanacchi ma anche e soprattutto in quelle voci anziane destinate alle giovani orecchie. Forse allora l’esclusione da un Mondiale non è semplicemente una defezione sportiva ma una mancata esperienza di vita, qualcosa che poteva esser tramandato e invece non c’è. Siamo onesti, l’Italia ci ha regalato più emozioni che dispiaceri e quelle quattro stelle sul logo sono la nuda e cruda testimonianza.

Quell’Italia che esordì al mondo con il bianco delle proprie maglie per poi passare all’azzurro ha ancora voglia di lottare e mostrare la sua forza. Oggi ripercorriamo la sua storia concentrandoci sul ruolo più delicato di tutti, ossia il portiere, per ammirare i grandi campioni che hanno indossato la maglia della nazionale italiana difendendone i pali. Dagli inizi ai periodi  più recenti il belpaese ha sempre sfornato estremi difensori di caratura mondiale accessoriati pure di qualità mentali, essenziali per questo “mestiere”. Riviviamo insieme i 10 migliori portieri azzurri di sempre che per trionfi, qualità e prestazioni si sono distinti negli anni,augurandoci di tornare presto “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo”.

 10° POSTO

Luca Marchegiani

9 Presenze

Ad aprire questa speciale classifica c’è il portiere marchigiano (scusate il gioco di parole) Marchigiani. Con la nazionale italiana non ha avuto il piacere di vincere qualcosa e solo nove volte è riuscito a giocare  titolare, complice una concorrenza d’altissimo livello. Nonostante questo riesce ad essere uno dei migliori portieri degli anni ’90 ed un assoluto para-rigori, soprattutto dopo aver raggiunto una certa maturità. Si distingueva in campo e nello spogliatoio per i suoi modi signorili e poco avvezzi alla polemica. Con il Toro trova la massima serie ma sarà con la Lazio che diventerà un numero uno a tutti gli effetti. Come detto poche apparizione in azzurro ma ben tre nel mondiale statunitense dove farà il suo esordio sostituendo niente di meno che Roberto Baggio, dopo l’espulsione di Pagliuca.