C'era una volta...

La Nazionale della nostalgia

Indossare la maglia della Nazionale è un vero privilegio, la maglia azzurra l’hanno indossata campioni immensi, giocatori che resteranno per sempre nella storia, talvolta è stata indossata anche da giocatori non all’altezza della situazione, mentre altri, che la meritavano davvero, non hanno mai disputato una partita con la maglia azzurra.

Questa cosa ci fa impazzire e abbiamo cercato di stilare la classifica dei 10 giocatori (anni ’90 e primissimi anni del 2000) che avrebbero dovuto giocare in Nazionale, almeno una volta.

al 10° posto Maurizio Ganz

Giocare sia nell’Inter che nel Milan non gli è servito, dopo ottimi anni in Serie B con le maglie di Monza, Parma e Brescia, ritorna in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 1992/93. E’ la stagione della consacrazione, è il 4° italiano più prolifico di quell’anno dopo mostri sacri come Giuseppe Signori, Roberto Baggio e Roberto Mancini. Dopo 3 ottime stagioni a Bergamo arriva la chiamata di un’altra squadra nerazzurra: l’Inter. in 2 anni e mezzo mette a segno 40 gol in 98 partite. Ci sarà un motivo se lo chiamavano “el segna semper lü”. L’anno dopo cambia sponda del naviglio regalandosi uno scudetto con i rossoneri. Nel dicembre del ’99 lo acquista il Venezia, rimane nella storia per aver segnato il primo gol in Serie A del nuovo millennio.

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al 9° posto Nicola Amoruso

Forse il suo girovagare non l’ha aiutato, 15 squadre in carriera, probabilmente un record, ha segnato con tutte le maglie che ha indossato, tranne quella del Siena, veramente breve per lasciare anche un solo ricordo. Immaginate un ventunenne che gioca il campionato più difficile del mondo contro i difensori più forti del mondo e segna 14 gol con una squadra che chiude ultima in classifica, oggi andrebbe in Nazionale di corsa, non è vero? Beh, Nick non andò. Stagione 1995/96, 14 reti con la maglia del Padova, tutti parlano di te e addirittura arriva la chiamata della Juventus che ti vuole a tutti i costi. Ora Nick è pronto, può andare in Nazionale? Niente da fare, il livello era troppo alto a quell’epoca. Occasione persa, ma Nick vuole solo segnare e continua a farlo tra Perugia, Napoli, Como, Modena, Messina e poi Reggina, qui compie il vero capolavoro, tre stagioni da “Big” con salvezza storica. Niente da fare, nemmeno questa volta.

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all’8° posto Filippo Maniero

Quant’era nostalgico il “Cresciuto nel” sopra le figurine? Un sacco. Lui Pippo, nato a Legnaro, si fa subito notare nelle giovanili del Padova, tutti sin da subito ne comprendono il talento e il suo istinto dentro l’area di rigore. Nel 1995 viene acquistato dall’ambiziosa Sampdoria, lì trovò come compagni di squadra Roberto Mancini, Enrico Chiesa, Clarence Seedorf, insomma gente che a calcio ha fatto qualcosina. L’abbondanza non aiuta, ma si riesce a ritagliare comunque spazio e conclude la stagione con 22 presenze (molte dalla panchina) e 6 reti. La stagione seguente il Verona puntò su di lui, la stagione non fu positiva per la squadra, ma Pippo chiuse con 12 reti attirando le attenzioni prima del Parma e poi del Milan, ma si sa nelle “grandi” non riesci quasi mai a trovare la giusta continuità, per cui meglio trasferirsi in Laguna. A Venezia diventa devastante, 54 reti in 116 partite e poi quei 6 mesi con Recoba…

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al 7° posto Francesco Cozza

Ad un certo punto era troppo forte. Sembrava quasi che con la maglia della Reggina addosso si trasformasse in un supereoe, una tecnica non indifferente al servizio di tutto il popolo calabrese. L’impressione era che, una volta cambiato il colore della maglia, sparisse anche il talento, un po’ come in Space Jam, quando i piccoli Monster tolgono il talento ai giocatori NBA. Probabilmente se la maglia della Nazionale fosse stata color amaranto, sarebbe il miglior marcatore della storia dell’Italia.

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