L'essenza della Nostalgia

La formazione della Sampdoria più forte di tutti i tempi

L’Unione Calcio Sampdoria nasce il 12 agosto del 1946, dalla fusione fra le due società genovesi Sampierdarenese e Andrea Doria. Il primo presidente ufficiale fu Piero Sanguineti, mentre il primo allenatore fu Giuseppe Galluzzi. Il primo campionato disputato dai liguri fu quello del 1946-1947, in cui la Samp si piazzò al decimo posto. Per circa vent’anni i genovesi giocarono costantemente in Serie A, con risultati alterni, di cui il migliore nell’annata 1960-1961, in cui ottenne il quarto posto nel campionato.

Gli anni ’80 segnarono la grande ascesa della squadra blucerchiata nell’élite del calcio italiano. Grazie agli acquisti di alcuni giovani calciatori italiani emergenti, ci creò pian piano un gruppo in grado d’insidiare le grandi squadre presenti nel panorama calcistico del bel paese. Il principale autore di questi successi fu il presidente Paolo Mantovani che, grazie anche all’aiuto del direttore sportivo dell’epoca Paolo Borea, riuscì a creare un mix vincente di campioni, giocatori di esperienza, giovani emergenti e validi comprimari.

Su tutti si ricordano Gianluca Pagliuca, Pietro Vierchowod, Toninho Cerezo, Attilio Lombardo, Roberto Mancini, Gianluca Vialli, Moreno Mannini, Marco Lanna, Luca Pellegrini, Fausto Pari, Giovanni Invernizzi, Srečko Katanec, Giuseppe Dossena e Fausto Salsano. Il tutto sotto la supervisione tecnica di Vujadin Boškov.

Nella stagione 1984-1985 vinse la Coppa Italia 1984-1985, la prima della sua storia, sconfiggendo il Milan in doppia finale, piazzandosi al quarto posto in campionato. Sempre nel 1985-1986 la Sampdoria raggiunse di nuovo la finale della Coppa Italia, venendo sconfitta dalla. Due anni dopo, nella stagione 1987-1988, raggiunse per la terza volta la finale della coppa nazionale, stavolta vincendola, sconfiggendo il Torino.

La finale di Coppa Italia contro il Milan:

Finale Coppa Italia 1984/85 – Milan-Sampdoria 0-1 (Souness) Sampdoria-Milan 2-1 (Mancini, Vialli)

3 luglio 1985…. sono passati 25 anni, da quello che, all’epoca sembrava un sogno, un’utopia, per un pubblico abiutato a salvezze sofferte ed in extremis e che per la prima volta poteva gioire per qualcosa di importante, ma anche perchè quella gioia fu solo la prima di tante prestigiose ed emozionanti vittorie che la Sampdoria ottenne sotto la gestione del Presidente, Paolo Mantovani, costruendo un gruppo coeso ed affiatato, nonchè fortissimo, dove tutti si volevano bene ed erano innamorati di quei colori magici…

I blucerchiati, dunque, qualificati per la Coppa delle Coppe riuscirono ad arrivare, in questa competizione, allo loro prima finale europea, giocando contro il Barcellona a Berna dove gli spagnoli si imposero per 2-0 con reti di Salinas e di Rekarte. Anche l’anno successivo, riuscì a mantenere la coccarda della coppa nazionale sulla sua maglia, sconfiggendo in finale il Napoli di Maradona; all’andata vittoria a Napoli degli azzurri per 1-0, e a Cremona per via dei lavori di “Marassi” vittoria per 4-0 dei blucerchiati con reti realizzate da Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini. L’anno seguente, i doriani si qualificarono ancora in finale nella Coppa delle Coppe, vincendola dopo aver sconfitto i belgi dell’Anderlecht il 9 maggio 1990 a Göteborg, con il risultato di 2-0, grazie a due reti realizzate da Vialli nei tempi supplementari: la Sampdoria poté così sollevare il suo primo trofeo continentale.

La doppietta di Vialli in finale di Coppa delle Coppe nel 1990:

Sampdoria 2-0 Anderlecht {09.05.1990}

Coppa delle Coppe 1989-1990 Finale Goals : 105′ G.Vialli (Sampdoria) 107′ G.Vialli (Sampdoria)

Nel 1990-1991, i blucerchiati vinsero lo scudetto, il primo della loro storia, raggiungendo quota 51 punti con un distacco di +5 sulle due squadre meneghine. Inoltre, raggiunse nuovamente la finale di Coppa Italia, venendo sconfitta dalla Roma. Lo storico tricolore della formazione ligure vide la compagine allenata da Boskov espugnare inoltre campi ostici come il “San Paolo”, ma soprattutto nel girone di ritorno il “Meazza” con la vittoria sull’Inter per 0-2.

 

Nel 1991-1992 il club ligure arrivò in finale nella Coppa dei Campioni dove, ai supplementari contro il Barcellona, vennero sconfitti per 1-0 da una rete di Koeman su calcio di punizione.

Gli anni ’90 dopo il terzo posto centrato nella stagione 1993/94 grazie alle reti Gullit e Platt, i blucerchiati annoverarono tra le loro fila calciatori come Seedorf, Veron, Chiesa e Vincenzo Montella. Uno degli ultimi momenti di gloria della società blucerchiata è avvenuto al termine della stagione 2009/10 in cui i doriani giunsero al quarto posto guadagnandosi la qualificazione alla Coppa dei Campioni al termine di un lunghissimo testa a testa con il Palermo di Delio Rossi. Importantissima nel corso di quella stagione fu la vittoria in trasferta a Roma contro i giallorossi che in piena lotta per lo scudetto, proprio quella notte dovettero cedere il passo all’Inter.

Ma adesso iniziamo e vediamo la formazione più forte nella storia della Sampdoria. Lo schema che abbiamo scelto è il 3-5-2:

Gianluca Pagliuca

260 presenze

1 Campionato Italiano

1 Coppa delle Coppe

3 Coppa Italia

1 Supercoppa Italiana

Promosso titolare da Vujadin, si erse in breve tempo a pilastro della squadra, ampliando il proprio palmarès con la Coppa Italia 1988-1989, la Coppa delle Coppe 1989-1990 e lo storico scudetto del 1991, epilogo di una stagione che vide Pagliuca protagonista di numerosi interventi decisivi, su tutti il penalty respinto a Lothar Matthäus nella vittoriosa trasferta contro l’Inter.

A pagina 2 un calciatore con alle spalle 15 stagioni con il Doria