L'essenza della Nostalgia

La formazione della Roma più forte di tutti i tempi

Seppur controversa, la nascita dell’A.S. Roma viene fatto risalire al 7 giugno del 1927, frutto della fusione tra tre realtà calcistiche già presenti all’interno del panorama romano: l’Alba, la Fortitudo e la Roman.

I colori, giallo e rosso riprendevamo gli stessi della Roman, una delle società che aveva contribuito alla fusione ed inoltre rievocavano quelli del Gonfalone del Campidoglio, nonché quelli della bandiera della città di Roma.

Le fortissime ambizioni della piazza e da parte della stessa società, portano la Roma a conquistare il primo trofeo della sua storia nella stagione 1927/28, grazie al successo nella Coppa Coni.

Del 1929 è invece la prima l’affermazione nella prima stracittadina con la Lazio. La gara disputata al “Rondinella”, vide il primo storico successo da parte dei giallorossi che riuscirono ad imporsi con il punteggio di 0-1 grazie alla rete di Rodolfo Volk.

Il primo grande trionfo giallorosso, giunse nella stagione 1941/42. I capitolini, conquistarono il loro primo tricolore il 14 giungo del 1942 in seguito alla gara contro il Modena, vinta per 2-0. Tra i grandi protagonisti del successo in campionato vi furono il portiere Masetti, l’argentino Miguel Angel Pantò, oltre al “bomber” Amedeo Amadei, autore di 18 reti.

La squadra allenata dall’ungherese Schaffer, grazie alle 16 vittorie conquistate nel corso della stagione, giunse così prima in campionato davanti a formazioni come Torino e Venezia.

Causa la guerra ed un profondo dissesto finanziario che investì il club, gli anni successivi allo scudetto videro la Roma in netta difficoltà, non riuscire più a competere per i vertici del calcio italiano.

Il rilancio vero e proprio del club, che conobbe anche lo spettro della cadetteria, avvenne così nei primi anni ’50. La formazione giallorossa, si trasferisce nel nuovo stadio “Olimpico” ed inizia ad attirare calciatori dal profilo internazionale come Alcides Ghiggia, conosciuto ai più per essere stato l’autore del gol decisivo nel match che passò alla storia con il nome di “Maracanazo”.

Gli anni ’60, videro la Roma alzare al cielo il suo primo trofeo internazionale, la Coppa delle Fiere. Rivali nella doppia finale della stagione 1960/61, furono gli inglesi del Bimingham, i quali dopo essere riusciti a recuperare due reti di svantaggio nella gara d’andata, furono costretti ad arrendersi nella gara di ritorno disputata a Roma.

Gli anni ’60, sono quelli che vedono brillare il talento di Angelillo e che segnano la parentesi sulla panchina giallorossa di Helenio Herrera, il quale non riuscirà a ripetere i fasti del periodo nerazzurro della “Grande Inter”.

Se gli anni ’70, furono vissuti in maniera agrodolce, il cambio di presidenza e l’insediamento di Viola alla guida del club capitolino, rinnovò le ambizioni da parte della Roma che grazie all’esplosione di calciatori come Agostino di Bartolomei, Bruno Conti (che tornerà stabilmente a vestire la maglia della Roma, dopo due esperienze con la maglia del Genoa) e Roberto Pruzzo, proveniente proprio dalla squadra ligure.

Il secondo posto giunto nella stagione 1980/81, fu soltanto il preludio ad una delle migliori epoche della squadra giallorossa. Guidati dallo svedese Nils Liedholm, i giallorossi vinsero consecutivamente due Coppe Italia nel 1979/80 e nel 1980/81, iniziando a duellare anche per le posizioni di vertice in campionato ed accendendo proprio in quegli anni un’accesissima rivalità con la Juventus.

In questi anni è da ricordare lo storico successo in campionato del 1982/83, giunto dopo i vittoriosi mondiali di Spagna. L’8 maggio del 1983, i giallorossi poterono così festeggiare il secondo successo della loro storia, grazie al pareggio ottenuto a Genova per 1-1. Oltre ai già campioni citati precedentemente, la rosa della Roma in quelle annate era una delle più assortite nel panorama europeo. Basti pensare che erano presenti Paulo Roberto Falcao, Pietro Vierchowod e Carlo Ancelotti.

La sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool nel 1983/84 chiuse il ciclo del Barone sulla panchina della Roma. L’amaro finale del campionato 1985/86 in cui i giallorossi, venendo sconfitti in casa dal Lecce furono costretti ad abbandonare i propri sogni tricolore, segnarono gli ultimi anni della presidenza Viola che si concluse con la delusione per aver mancato la Coppa Uefa al termine della stagione 1990/91 contro l’Inter.

Dopo varie vicissitudine ad ereditare il timone della società capitolina fu Franco Sensi, il quale grazie a cospicui investimenti, riuscirà a riportare la Roma ai vertici del calcio italiano dopo alcune stagioni di assestamento.

La svolta infatti avvenne nell’estate del 2000, la Roma dopo il successo ottenuto dagli eterni rivali della Lazio, decise di rinforzarsi impreziosendo una rosa già competitiva in cui erano già presenti, il campione del mondo del 1994 Cafu, Candela, Delvecchio, Montella, ma soprattutto Francesco Totti. Arrivò infatti dal Sud-America il promettente difensore Walter Samuel, ma soprattutto Sensi strappò a suon di miliardi Batistuta alla Fiorentina, superando la concorrenza dell’Inter di Moratti.

Per guidare questa rosa piena di talento fu scelto Fabio Capello, che dopo aver centrato il sesto posto nella sua prima annata in giallorosso, raggiunge il successo con i giallorossi nel 2000/01, al termine di un bellissimo campionato in cui fu accesissimo il confronto con la Lazio, ma soprattutto con la Juventus di Carlo Ancelotti, in lotta per il tricolore fino all’ultima giornata, nella quale i giallorossi battendo per 3-1 il Parma di laurearono per la terza volta campioni d’Italia.

Memorabile resta la gara di Torino contro i bianconeri, in cui la Roma in svantaggio di due reti fino a pochi minuti dal termine, riuscì ad agguantare un pareggio insperato che le diede linfa vitale per il rush finale e spense irrimediabilmente il sogno juventino di uno sgambetto nei confronti dei capitolini, proprio quando già stavano passando i titoli di coda.

La gara di Torino con l’epica rimonta giallorossa:

6 Maggio 2001 – Juve Roma 2-2 immagini da Tele+ nero

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Dopo l’addio di Don Fabio, la squadra giallorossa ha quasi sempre mantenuto alto il proprio standard in campionato. Sotto la guida di Luciano Spalletti, pur non riuscendo a vincere lo scudetto la Roma, giunse seconda in campionato alle spalle dell’Inter nel 2006/07 e nel 2007/08. Da menzionare i successi in Coppa Italia giunti con in panchina l’ex Udinese, ma soprattutto un gioco innovativo e spettacolare in grado di esaltare la vena realizzativa da parte di Francesco Totti, che ha chiuso la propria carriera nella scorsa stagione dopo 786 presenze e 307 reti in maglia giallorossa.

Ma adesso iniziamo e scopriamo l’undici della Roma più forte di sempre.

Lo schema che abbiamo scelto è il 4-4-2:

Franco Tancredi

288 presenze

1 Campionato Italiano

4 Coppe Italia

Protagonista dello scudetto del 1982/83, il portiere giunse in giallorosso nel 1977 dal Rimini. Le sue parate furono decisive anche nel doppio successo in Coppa Italia ai danni del Torino nel 1980 e nel 1981, quando fu fondamentale per la conquista del trofeo nel corso della lotteria dei calci di rigore.

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