L'essenza della Nostalgia

La formazione della Lazio più forte di tutti i tempi

La Società Sportiva Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio; la fondazione avviene su una panchina di Piazza della Libertà, nel rione Prati.

Vengono scelti come colori sociali il bianco e il celeste, in omaggio alla Grecia e come simbolo l’aquila che simboleggia la figura di Zeus.

L’inizio dell’attività calcistica della Lazio avvenne nel pomeriggio del 6 gennaio 1901. La prima importante partita della storia biancoceleste, seppur non ufficiale, fu, però, quella giocata tra Lazio e C.S. Virtus il 15 maggio 1902 in Piazza d’Armi, nelle vicinanze di Piazza Mazzini.

Questo incontro è da molti considerato impropriamente come il primo Derby della Capitale, con la partita che finì  3-0 per i laziali grazie ad una tripletta di Ancherani.

Nella stagione 1912-13, la FIGC, difatti, organizzò il primo vero campionato nazionale consentendo, per la prima volta, alle squadre del Centro-Sud di giocarsi il titolo di Campione d’Italia. La Lazio ipotecò la vittoria del Torneo del Sud e la qualificazione alla finalissima per lo Scudetto.

La  Pro Vercelli era tuttavia troppo forte per i capitolini che persero la finale con il tennistico punteggio di 6-0.

Alla fine della “Grande guerra” il campionato riprese, ma la Lazio fu indebolita dal conflitto mondiale, durante il quale persero la vita alcuni suoi campioni e quelli che invece riuscirono a tornare dal fronte si ritirarono dalla carriera agonistica; di conseguenza la squadra capitolina perse la supremazia nel Girone laziale e in quello meridionale.

Al termine della stagione 1925-26, a causa di una riforma dei campionati voluta dalla FIGC ed alle partenze di Sclavi, Vojak e Cattaneo, arrivò così la retrocessione nella nuova Prima Divisione. La Lazio però, malgrado indebolita ulteriolmente dall’addio di Bernardini (ceduto all’Inter), riuscì dopo una sola stagione a tornare nella massima serie grazie al primo posto ottenuto nel Girone D di Prima Divisione.

Nell’annata 1927-28 è da registrare la mancata fusione con altre società romane, che si unirono andando a creare quella che sarà la storica rivale cittadina: la Roma. Il Generale Giorgio Vaccaro, socio del club laziale, fu l’artefice del rifiuto alla fusione e, con queste parole, volle sottolineare la differenza tra lo storico sodalizio biancoceleste e la neonata compagine giallorossa: “La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c’erano i tifosi e gli è stata data una squadra da tifare”.

I primi del decennio sono gli anni della Brasilazio, una squadra imbottita di calciatori brasiliani che però non riesce ad ottenere il successo sperato. Le sue infatti sono prestazioni altalenanti, ed i risultati a fine anno sono: un ottavo posto nel campionato 1930-31 ed un tredicesimo nell’annata successiva.

In quegli anni la formazione romana fu trascinata da uno dei migliori attaccanti della storia del calcio: Silvio Piola. Il bomber lombardo a Roma gioca per nove lunghe stagioni e vanta tuttora il record di marcature in Serie A con la Lazio.

Conclusasi la Seconda guerra mondiale, nella stagione 1955-56 il presidente Tessarolo effettua un’onerosa campagna acquisti, che vede spiccare i nomi di Selmosson e Muccinelli. Il campionato, malgrado si svolgerà tra alti e bassi, si concluderà con un sorprendente terzo posto. L’estate successiva, con altre importanti acquisizioni, si cerca di consegnare al tecnico inglese Jesse Carver una squadra che possa vincere finalmente lo scudetto ma, complice una partenza a rilento, al termine del campionato sarà ancora terzo posto nonostante le prestigiose vittorie entrambe per 3-0 su Milan e Fiorentina.

Nel 1958, arriva anche la conquista del primo trofeo. La lazio conquista infatti la Coppa Italia, superando in finale la Fiorentina grazie alla rete di Maurilio Prini.

Gli anni ’60 sono sicuramente il decennio più buio per la compagine biancoceleste. L’annata 1960/61 coincide infatti con la retrocessione in serie cadetta del club capitolino che in quegli anni vede avvicendarsi alla presidenza diversi personaggi alla guida.

Il decennio successivo risulta sicuramente quello del rilancio della storia della Lazio. I biancocelesti vedono giungere all’interno della propria rosa calciatori come Giorgio Chinaglia e Pino Wilson, ma soprattutto a cambiare le sorti della squadra romana è l’arrivo in panchina di Tommaso Maestrelli, considerato come uno dei tecnici maggiormente sulla rampa di lancio all’epoca.

Dopo aver ottenuto la  promozione in Serie A nel 1971/72, Chinaglia e compagni sfiorano subito il tricolore nella stagione 1972/73. I biancocelesti in maniera quasi sorpredente, riescono ad inserirsi nel testa a testa con Milan e Juventus, innescando una lotta a tre che vedrà prevalere i bianconeri dopo il tonfo del “diavolo” nel corso dell’ultimo turno nella partita che per i meneghini passerà alla storia come quella della “fatal” Verona.

L’annata successiva vede la compagine laziale confermare in blocco la rosa affermatasi nelle due stagioni precedenti. Ad aumentare il tasso tecnico della rosa viene inoltre integrato un giovanissimo Vincenzo D’Amico che si rivelerà cruciale per la conquista del primo storico scudetto.

La Lazio, superando tutte le più rosee aspettative infatti inanella fin dalle prime giornate una serie di risultati positivi che la portano al vertice del campionato italiano. Cruciali si riveleranno infatti le gare contro la Juventus, vittoria per 3-1 oltre al successo nel derby di ritorno che consentiranno alla squadra guidata da Maestrelli di laurearsi campione d’Italia al termine della gara vinta all’Olimpico con il Foggia per 1-0, grazie alla rete di Chinaglia.

Il servizio di 90° minuto che celebra la vittoria della Lazio nel campionato 1973/74:

Scudetto Lazio 1973-1974 Servizio 90mo Minuto

Servizio del 90mo Minuto sul Primo scudetto della S.S.Lazio 1900

 

La magia della stagione 1973/74 tuttavia s’interrompe in maniera turbolenta e repentina nelle stagioni successive. L’ambiente laziale infatti inizia lentamente a sfaldarsi e ad abbandonare le posizioni di vertice. Sono anni difficili nei quali i biancocelesti sono costretti a fare i conti con l’addio di Long John, emigrato negli Stati Uniti, la malattia di Maestrelli e la prematura scomparsa di Re Cecconi.

Dopo il periodo nerissimo degli anni ’80 che vede la Lazio rischiare addirittura una clamorosa retrocessione in serie C, la Lazio torna in massima al termine della stagione 1987/88.

La vera svolta che cambia la storia della società capitolina avviene il 10 febbraio del 1992, giorno dell’ingresso in società di Sergio Cragnotti.

Grazie a cospicui investimenti, il nuovo presidente della Lazio allestisce una squadra in grado di lottare per il vertice del campionato italiano e potere competere a livello internazionale.

Sono gli anni migliori nella storia del club che si rinforza con calciatori di talento come Gascoigne, Beppe Signori, Winter e Doll.

Pur essendo avara di successi la prima fase degli anni ’90, l’arrivo di Zeman sulla panchina della Lazio contribuisce a far si che il club stazioni a ridosso delle posizioni di vertice.

Prima infatti della separazione dal tecnico boemo, giunta nel 1997, l’ex allenatore del Foggia sarà in grado di portare la Lazio ad uno storico secondo posto al termine della stagione 1994/95.

Il ciclo d’oro di Sven Goran Eriksson iniziò all’inizio della stagione 1997/98. L’allenatore svedese giunto dalla Sampdoria, oltre a dare solidità e continuità al lavoro di Zeman, seppe coglierne i risultati, grazie ad un cospicuo parco giocatori che rendeva la Lazio una delle migliori rose sul panorama internazionale.

Giunsero così in serie la vittoria nella finale di Coppa Italia contro il Milan nel 1998 e la vittoria in Coppa delle Coppe nel 1999 nella finale contro il Mallorca di Cuper.

La finale di Coppa delle Coppe contro il Mallorca:

Lazio – Maiorca 2-1 Coppa delle Coppe 1999 “Road To Glory”

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Nonostante il primo successo europeo nella storia del club, il 1999 si concluse per i biancocelesti in maniera agrodolce. Nesta e compagni infatti dopo un campionato passato al vertice, con la testa della classifica conquistata a febbraio, ebbero una lieve crisi a metà stagione culminata con le sconfitte contro la Juventus e la Roma che permisero al Milan di rifarsi sotto ed operare un clamoroso sorpasso alla penultima giornata.

L’annata successiva vide ad ogni modo un pronto riscatto da parte della Lazio, che questa volta nei panni dell’inseguitrice riuscì a recuperare ben 9 punti alla Juventus, riuscendo a conquistare il secondo scudetto della propria storia.

La conquista dello scudetto nel 1999/00:

Sono le 18 e 04 minuti del 14 maggio 2000

Uploaded by Officialsslazio on 2013-05-14.

Chiusa in maniera turbolenta la fase della presidenza Cragnotti, la Lazio fu successivamente acquistata da Claudio Lotito, che pur ridimensionando le ambizioni del club rispetto alla precedente gestione è stato comunque in grado di portare in dote due Coppe Italia nella bacheca biancoceleste,

La più importante di queste è stata certamente quella della stagione 2012/13, conquistata dai capitolini al termine di una combattutissima finale con la Roma.

Ma adesso ecco la “Top 11” della Lazio più forte di tutti i tempi.

Lo schema che abbiamo scelto è il 3-4-3:

Luca Marchegiani

339 presenze

1 Campionato Italiano

1 Coppa delle Coppe

1 Supercoppa Europea

2 Coppe Italia

2 Supercoppe Italiane

A difendere la porta biancoceleste non poteva che esserci l’ex portiere granata. Marchegiani è stato infatti fondamentale per i successi della Lazio negli anni della gestione Eriksson, risultando decisivo con le sue parate per la vittoria del campionato 1999/00.

A pagina 2 uno dei difensori italiani più forti di tutti i tempi