Livello Nostalgia, I re di provincia

La favola di “Tinkerman”

La verità è che, a volte, ci si mette proprio la sfortuna. Tu magari fai qualche errore, d’accordo, questo capita a tutti; però sei uno che lavora bene, sei una persona seria e preparata e cerchi di lasciare al caso il meno possibile. Come fa quindi ad essere veramente colpa tua se poi la squadra nel secondo tempo impazzisce e se un giovane tornante si inventa un gol impossibile che fa 3-2 a cinque minuti dalla fine?

claudio ranieri fiorentina

La storia di Claudio Ranieri, The Tinkerman, “il trafficone”, quello che cerca sempre di aggiustare tutto senza capirci granché, inizia sicuramente qui, 1994, Juventus-Fiorentina. Siamo ancora in Italia, nessuno immagina quel che succederà dopo, eppure non sembra un caso. La rivalità storica tra le due squadre, l’impresa del primo tempo; le cose che pian piano cambiano nella ripresa, fino a precipitare nell’esito più improbabile, a pochi istanti dalla fine. Uno scherzo di pessimo gusto. Claudio Ranieri però è un uomo equilibrato e un allenatore ad inizio carriera, e fa buon viso a cattivo gioco: ci abbiamo provato, c’eravamo quasi riusciti, peccato, sarà per la prossima volta. Inutile dire che lo scudetto di quell’anno andrà alla Juventus dopo nove anni di astinenza e che quella partita ne sarà per sempre l’emblema. Ma queste sono chiacchiere, la storia si fa con ben altro, pensa lui, gentiluomo del Testaccio.

CLAUDIO RANIERI DIVENTA THE THINKERMAN

Il soprannome gli viene appiccicato ufficialmente solo sette anni dopo, quando Ranieri approda in Inghilterra, ed esprime quel disprezzo tipicamente britannico, se si può persino accresciuto dall’ironia, degno di un Jimmy Carr o un Billy Connolly. Sono gli anni del Chelsea, un Chelsea ordinario, con qualche buon giocatore e poche ambizioni. Tinkerman, come sempre, lavora seriamente: impegno negli allenamenti, grande sacrificio e 4-4-2. Pazienza per l’inglese, tanto ci sono Zola e gli spagnoli a tradurre, se serve. Dopo tre stagioni dignitose arrivano anche i soldi.