Livello Nostalgia, Eroi senza tempo

King George: il destino di un predestinato

King George, come fu soprannominato dal giornalista tifoso Carlo Pellegatti, rispecchiava esattamente il suo spirito d’animo e la grande forza interiore che aveva; infatti come ogni grande Re che si rispetti era generoso per il suo popolo, in campo come nella vita. George “Ousmane” (in seguito alla conversione all’Islam) Weah è uno di quelli che ha visto la miseria con i propri occhi e non si è girato dall’altra parte ma ha lottato e sta lottando insieme ai suoi ideali per rendere il suo Paese un angolo di mondo migliore, dove la pace e la giustizia possano regnare insieme e all’infinito.

Nato nel ’66 in una baraccopoli di Clara Town a Monrovia cercò immediatamente di darsi da fare e costruendo rapidamente un proprio futuro; riuscì anche a laurearsi nel 2009 dopo averne ottenuta una anni prima in Liberia ma a causa della chiusura forzata della scuola la laurea divenne solo un pezzo di carta senza valore. Come già scritto, l’altruismo di George non riguardava solo l’ambito sociale ma si rispecchiava anche in quello sportivo; nonostante l’incredibile velocità soprattutto nel dribbling unita ad una tecnica di gran spessore, non fu mai un capocannoniere di livello bensì un uomo che lavorava per la squadra e non si asteneva dal sacrificio.

Nel 91-92 stabilì il suo record personale di goal in campionato con la maglia del Monaco (18 centri) ma i suoi traguardi migliori sarebbero ancora dovuti arrivare. Dopo aver abbandonato il club monegasco resta nella “Division 1” e viene tesserato per il Paris Saint Germain, club in cerca di trionfi e voglioso di scucire dal petto il tricolore dei rivali del Marsiglia. Anche a causa dello scandalo che colpi la squadra campione di Francia uscente, la formazione guidata da Weah e David Ginola risultò dominatrice per quasi l’intero campionato e il trionfo fu una naturale conseguenza. Il successo portò George a giocarsi la Champions League l’anno successivo dove affrontò proprio il club che lo acquistò per la stagione successiva: il Milan.

Nel doppio scontro con i rossoneri valevoli per la finale di Vienna, Weah non brillò ed insieme ai suoi compagni uscì dalla manifestazione pur risultando il capocannoniere con otto reti. Nel Milan di Capello la perla liberiana iniziò subito al meglio segnando alla partita d’esordio con il Padova e servendo l’assist decisivo per l’ultimo goal in rossonero di Franco Baresi. La stagione si concluse con il 15esimo tricolore per il Diavolo ma non solo: il 27 dicembre 1995 viene proclamato vincitore del Pallone d’Oro. Questo riconoscimento sarà destinato a rimanere nella storia e non solo per i tifosi del Milan; infatti proprio in quell’anno tale riconoscimento venne allargato per la prima volta a tutti e non solo ai giocatori europei. George anche in questo fu un apripista e ad oggi resta pure l’unico pallone d’oro africano.

Il 7 gennaio in occasione di un piovoso Milan-Sampdoria alzò il suo premio personale davanti ad un San Siro in festa; dopo il match partì per la Coppa d’Africa delegando il “Divin Codino” di portare nel frattempo in alto i rossoneri. Gli ultimi anni al Milan lo videro protagonista nello scudetto di fine secolo targato Zaccheroni ma gli stimoli non erano più gli stessi ed il desiderio di assaggiare altri campionati sempre più forte. Le esperienze in Premier furono importanti ma quasi avare di successi e terminò la sua carriera negli Emirati Arabi. Abile nel gioco di squadra risultò fondamentale per la sua nazionale: nonostante la possibilità di vestire la casacca francese scelse la sua terra e divenne leader indiscusso della Liberia.

Essendo uno dei pochi dotati tecnicamente venne spesso impiegato come libero, scaturendo lo stupore di molti, Fabio Capello in primis. Mancò la qualificazione mondiale nel 2002 per un solo punto e forse questo restò il rimpianto più grande. Appesi gli scarpini non si affievolirono l’amore per il proprio paese e la voglia di darsi agli altri; dopo anni di studi intraprese la carriera politica gareggiando per le presidenziali in Liberia. Proprio in questo 2017, dopo mille incertezze e problematiche, punta più forte che mai il suo ambito traguardo: George vuole togliersi i panni da King ed indossare quelli da presidente.

Il gol di Weah contro il Verona:

WEAH!! WEAH!!! WEAH!!!!! WEAAAAAAAHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Storico gol di Weah accompagnato dall’urlo di Tiziano Crudeli! http://www.tizianocrudeli.it/

Impossibile percepire o fare ipotesi su quale sia il futuro di Weah ma è una cosa è certa: quel coast to coast nella prima giornata del campionato ’96-’97 fu premonitore di ciò che è stato poi. George stoppa di esterno destro, George ne salta uno, George ne salta due, George ne salta tre…George corre, corre George, George tira e segna! Da lontano, da dove lui è partito, con molti avversari che lui ha affrontato, e alla fine…segnando! Good luck Mister (President)!