Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Jari, il Lanciere venuto dal Nord

Ogni popolo possiede delle peculiari caratteristiche che lo differenziano da ogni altro. Culturalmente diversi, da quasi tutto il resto dell’Europa centrale, i finlandesi sono da sempre considerati freddi, ma determinati.

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In particolar modo, una parola è entrata a far parte della cultura finnica, tale da riuscire a caratterizzare le spirito di un popolo e di un’etnia, che nel corso del ‘900 ha visto il proprio territorio bramato da tedeschi e sovietici. Tale parola è per l’appunto “Sisu”, che per i finlandesi, ingloba al suo interno forza di volontà, determinazione, perseveranza e razionalità.

E probabilmente tutto queste caratteristiche hanno permesso a Jari Litmanen, il più grande giocatore della storia di questa nazione, di riuscire ad emergere e farsi strada nel grande calcio europeo, in un luogo in cui lo sport più popolare è insieme all’Hockey, il Pesäpallo. Difficile, per l’appunto, pensare che con delle temperature molto al di sotto dello 0 zero, possa nascere non solo il più forte calciatore finlandese, ma un campione in grado di imporsi a livello internazionale.

La carriera di Litmanen, viene subito segnata dall’influenza dei genitori, entrambi ex calciatori che ne inclinano la passione del giovane Jari. Infatti il futuro nastro nascente del calcio finlandese, cresce  nella squadra della sua città, dove sin dalla tenera età di sedici anni si mette subito in evidenza. I buoni risultati raggiunti con Il Lathi, gli consentono il passaggio all’HJK Helsinki, con cui riesce a conquistare il campionato nazionale, risultando tra i trascinatori con 16 reti in 27 incontri.

Dopo un’ultima tappa, ancora una volta in patria tra le file del MyPa, con cui vince la Coppa Di Finlandia, nel 1992 è giunta l’ora per il grande salto nel calcio europeo. Sono in tante le squadre che hanno messo gli occhi su Litmanen, tra cui Barcellona, Leeds, Psv, le quali tuttavia non convinte dal fisico del ragazzo preferiscono non ingaggiarlo. Così a spuntarla è l’Ajax, che battendo in volata la Dinamo Bucarest, porta ad Amsterdam il giovane finlandese.

Nella prima stagione con i lancieri, Litmanen cresce sotto l’ombra di Dennis Bergkamp, dal quale cerca di apprenderne ogni minuzioso segreto. Proprio per questo motivo si guadagnerà a soli 21 anni, l’appellativo di “professore”, per l’applicazione nel migliorare ogni dettaglio dal punto di vista tecnico.

La consacrazione per Jari, arriva nella stagione seguente, cui complice la cessione del suo mentore (Bergkamp) all’Inter, eredita il pesantissimo ruolo di leadership nell’attacco del club di Amsterdam.

La stagione 1993/1994 è folgorante per il finlandese, il quale con la 10 sulle spalle trascinerà i suoi verso la conquista del titolo con ben 26 reti in 30 partite. A legittimare ancor di più il suo ingresso tra i prospetti più interessanti del calcio europeo, arriva a fine stagione anche il premio come miglior calciatore dell’Eredivise.

Se la stagione 1993/1994 è stata esaltante, quella successiva lo sarà ancor di più non solo per Litmanen, ma per tutto l’Ajax. Gli uomini di Van Gaal, confermandosi ancora una volta campioni nazionali, riusciranno a riportare la Coppa Campioni nella capitale olandese dopo ben 22 anni, con una squadra giovane e piena di talento in cui spiccavano futuri campioni del calcio mondiale come Overmars, Seedorf e i gemelli De Boer, i quali venivamo meticolosamente guidati in panchina per l’appunto da Van Gaal ed in campo dall’esperienza di Rijkaard.

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Nella stagione successiva i lancieri conquisteranno il loro 26° titolo nazionale e proveranno a bissare il successo dell’anno precedente contro il Milan in Coppa Campioni. Le prestazioni di Litmanen, migliorano ulteriormente, infatti il numero 10 sarà il vero trascinatore verso la finale di Roma contro la Juventus. I suoi 8 goal, più il 9° nella finale, porteranno gli olandesi a disputare l’atto conclusivo della competizione persa solamente ai calci di rigore.

In un calcio in continua evoluzione, l’Ajax di quegli anni che sembrerebbe poter egemonizzare l’Europa, perde i suoi migliori talenti, i quali emigrano, lasciando pian piano sgretolarsi le ambizioni del club su stesso.

Litmanen, tuttavia frenato da una lunga serie di infortuni che ne mineranno il rendimento, lascia il club che lo ha consacrato solamente nel 1999. La scelta ricade sul Barcellona, nel quale ritrova il vecchio blocco dell’Ajax.

In blaugrana, tuttavia, Jari fatica a mostrare e confermare il talento del quale mezza Europa si era innamorata. In due stagioni con i catalani, il suo rendimento condizionato da infortuni e da numerose incomprensioni con il suo ex tecnico Van Gaal non decolla e così nel gennaio del 2001 si trasferisce al Liverpool.

Accolto da Gerrard Houllier con in maniera sontuosa, il tecnico francese dirà del suo acquisto: “One of the most exciting we’ve ever made. We’ve brought in a world-class player“.

Con i Reds, in due stagioni torna a vincere trofei importanti, su cui spicca  la Coppa Uefa del 2001 vinta al termine di una rocambolesca finale contro l’Alaves. Tuttavia anche qui non riuscirà ad imporsi come uno dei giocatori chiave del progetto tecnico, venendo relegato spesso in panchina e disputando in un anno e mezzo soltanto 26 gare in Premier League.

Con un rendimento altalenante, decide così di far ritorno all’Ajax nel 2002, in cui non sarà più la stella, ma il veterano in testa ad un gruppo di talentuosissimi giovani, tra cui spiccano Chivu, Ibrahimovic e Van der Meyde. In quell’annata l’Ajax tornerà a disputare una grande stagione a livello europeo, venendo eliminata soltanto ai quarti di finale dal Milan, in una gara dove proprio Litmanen farà tremare il pubblico di “S.Siro” mettendo a segno l’1-1.

Con lo spirito che lo ha sempre contraddistinto e motivato dal “Sisu”, la sua carriera nonostante non più brillantissima terminerà soltanto nel 2011, vincendo ancora a 40 anni con l’HJK Helsinki coppa e campionato nazionale.

Jari, per tutti noi è oggi un simbolo nostalgico, un simbolo che richiama quella terra che probabilmente insieme ad un altro finlandese di nome Mika Hakkinen, ha reso certamente più celebre e dal fascino che solo i luoghi lontani possono regalare.