L'essenza della Nostalgia

“Io, Guardiola e Baggio, Pep era un predestinato”

Qui non parliamo di un giocatore qualsiasi, ma parliamo di un allenatore che ha giocato a calcio una vita. Tutti dicono che Guardiola ha iniziato con poca esperienza ad allenare ma non sanno che Peppe anche a 20 anni era un allenatore, e non lo dico tanto per dire. Guardiola anche quando giocava nel Barcellona, nello spogliatoio dopo le partite non parlava con i compagni di squadra che magari dopo la partita vinta facevano giustamente baldoria, Peppe parlava della partita con lo staff e voleva capire sempre partita dopo partita come potersi migliorare sempre.

Lo faceva anche qui a Brescia con me e Menichini, un giorno dopo una partita vinta gli dissi: “A Peppe te vojo bene, avemo vinto lassame stà…

Era un perfezionista.

Un giorno gli chiesi, “Peppe perché sei venuto qui a Brescia, dopo una vita al Barcellona potevi annà dappertutto, che ce fai qua veramente?

Mister, volevo giocare con Roberto Baggio, sono cresciuto con il mito di Baggio, mi hanno presentato questa occasione e non ci ho pensato nemmeno un secondo…

Io mi legai tantissimo a lui, perché nel mio Brescia Peppe aveva il doppio ruolo, giocatore ma anche consigliere. Era una mente aperta.

La statura morale dell’uomo venne fuori il giorno in cui decisi di far rientrare in squadra Roberto Baggio dopo uno dei suoi tanti infortuni, Guardiola in quella partita si avvicinò a bordocampo, dove Baggio era in attesa di entrare al posto di Giunti, e gli cedette la sua fascia di Capitano. Roberto continuava a dire: “Pep tienila tu, non ti preoccupare, lascia stare…

Guardiola disse: “Roby la fascia è tua amico mio, arrivi da un lungo infortunio, ora entri e fai…

A quel punto mi alzai io dalla panchina e dissi: “Ahò ve movete che la vojo vince ‘stà partita e daje su…

baggio guardiola mazzone

Ho reagito così, ma in fondo grazie anche a quella scena ho capito che ho avuto la fortuna di allenare due grandi uomini, prima di due grandi calciatori.

Roberto entrò e segnò due gol, nello spogliatoio questa volta andai io da Peppe e gli dissi: “Peppe oggi abbiamo vinto soprattutto grazie al tuo gesto, diventerai l’allenatore più bravo del mondo“.

Il destino di Pep era già scritto.