Livello Nostalgia, I re di provincia

Intervista esclusiva al Cobra Tovalieri

Non potevamo di certo farci sfuggirci l’occasione di augurare buon compleanno ad un’autentica effige della nostalgia: il “cobra” Sandro Tovalieri, il quale negli anni ’90 ci ha fatto sognare con le sue reti, lottando sempre con dedizione e determinazione in tutte le squadre in cui ha militato.

Nel corso della lunga intervista concessaci dal “bomber”, abbiamo avuto modo di ripercorrere la sua splendida carriera, partendo da quando era ancora un semplice ragazzo, che sognava di fare il calciatore.

L’ex attaccante di Bari e Cagliari, ha infatti ricordato i tempi in cui sognava ad occhi aperti, avendo la possibilità di potersi allenare alla Roma con giocatori del calibro di Pruzzo e Falcao: “Nella Roma -ha detto- ho fatto tutta la trafila, ed è un’esperienza che porterò sempre nel cuore. Avevo infatti la possibilità di giocare con grandissimi campioni. Inoltre, potevo allenarmi con Roberto Pruzzo, che era il mio idolo ed essendo attaccante come lui, ho appreso tanti movimenti che ho in seguito sfruttato nel corso della mia carriera.” Riguardo l’esperienza in giallorosso ha proseguito: “Provai un’emozione indescrivibile, nell’anno dello scudetto, quando Liedholm mi portò in panchina in occasione di Roma-Genoa, inoltre feci il primo goal in A nel corso di Napoli-Roma, in una gara dove segnammo io e Maradona”.

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Di quella gara il “cobra” ci racconta anche di aver scambiato la maglia con il Dies, ma da vero uomo: “La portai in ospedale ad un bambino che non stava affatto bene, spero di avergli dato almeno un minimo di sollievo, considerando le sofferenze che stava patendo”.

Una delle esperienze più importanti dell’attaccante nativo di Pomezia, è stata certamente quella in Puglia, dove nelle file del Bari ha disputato 82 gare, mettendo a segno ben 40 reti.

“Quella al Bari, è un’esperienza che mi porterò sempre nel cuore, nell’ultima stagione misi a segno 17 reti e non era affatto la Serie A di oggi. Giocare in mezzo a tutti quei campioni non era per nulla semplice, eppure con quel gruppo ci siamo tolti tante soddisfazioni”.

Proseguendo nel corso dell’intervista con il cobra: “Piene di pathos sono sicuramente state le reti messe a segno all’Olimpico contro la Lazio, in una gara dove ci accompagnarono 10.000 tifosi. E non posso certo dimenticare la rete contro il Foggia, in un derby che a Bari è sentitissimo”.

Inoltre nella mente di tutti noi nostalgici dici Bari e pensi al trenino, inaugurato a “S.Siro”, proprio in occasione di una vittoria dei galletti.

“Lo ricordo bene (ride), fu un’idea di Guerrero che lo importò dalla Colombia. La cosa che non sanno tutti è che ci vollero dei mesi per impararlo, ma quando lo abbiamo inaugurato ci portò bene e vincemmo”.

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Ricordando i fasti di quella fantastica avventura, non potevamo non chiedergli il suo rapporto con Igor Protti, del quale Tovalieri ammette di provare profonda stima, per un rapporto di amicizia che prosegue dopo 20 anni: “La gente a Bari, ancora a distanza di tempo ci saluta con affetto. Questo è ciò che succede quando dai tutto te stesso per una maglia. Con Igor poi, in campo ci trovavamo alla perfezione, eravamo l’uno il punto di riferimento dell’altro.”

Dopo la grande avventura in Puglia, Tovalieri passò all’Atalanta dove nonostante le sole 6 reti in 30 gare, nutre ancora bei ricordi di quell’esperienza. “Si è vero, non segnai tantissimo, ma Mondonico preferiva che giocassi più esterno. Inoltre in quella squadra stava iniziando ad emergere un giovane Christian Vieri. Di lui ricordo che era assolutamente un pazzo scatenato, ma già si intravedevano qualità fuori dal comune, aveva una forza fisica incredibile ed un colpo di testa spaventoso.”

Dopo aver svestito la casacca della “Dea”, il “cobra” nella stagione 96/97 giocò la prima parte della stagione alla Reggiana e la seconda al Cagliari. Proprio in Sardegna ritrovò l’amore e la passione della gente che gli consentirono di siglare 12 reti, sotto la guida di Carletto Mazzone: “Fu un’annata agrodolce, perché nonostante le tante reti, resterà sempre il forte rammarico di non essere riusciti a conquistare la salvezza. Nel girone di ritorno recuperammo molti punti, ma purtroppo non bastò. L’amore della gente, fu così grande, che ho ancora custodita una poesia scritta da un tifoso sardo, che addirittura mi paragona a Gigi Riva, che è la storia del Cagliari e del calcio internazionale.”

Continuando nel racconto il bomber dirà: “Nello spareggio a Napoli, arrivarono in 30.000 con tutti i mezzi possibili. Il mio pianto disperato a fine partita sotto la curva è un qualcosa che mi porto ancora dentro. Sarei voluto restare, ma le cose andarono in maniera diversa.”

Infine l’attaccante ci saluta ricordandoci cosa era veramente la Serie A di quegli anni: “Giocavi contro i migliori al mondo, c’erano Van Basten, Gullit, Maradona, Batistuta e quando uscivi vincitore aveva sempre un sapore speciale. I difensori inoltre erano fortissimi. Baresi, Maldini e Costacurta erano difficili da affrontare in quanto oltre che forti erano anche tecnici, ma anche chi giocava in maniera più rude come Brio, Bruno o Vierchowod non ti rendeva la vita più semplice, anzi. Ciò che ricordo con piacere è che se in campo ce le davamo, fuori eravamo amici.”

Chiude ricordando la sua presenza il 21 maggio scorso al nostro raduno di Roma: “State mettendo in piedi un vero e proprio capolavoro, in 25 anni nel calcio non ho mai visto migliaia di tifosi con le magliette tutte diverse, di tifoserie diverse, abbracciarsi e cantare i cori insieme, meritate tutto il successo che state avendo e noi ex calciatori faremo di tutto per darvi una mano, perché trasmettete i veri valori del calcio, e forse siete gli unici a farlo“.

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Tanti auguri Cobra, bomber immortale ed altamente nostalgico, ti aspettiamo al prossimo raduno.