Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Il record in Premier League che non ti toglierà mai nessuno

Fabrizio Ravanelli per me ha sempre avuto un’aurea particolare quando giocava: ho sempre avuto la sensazione che fosse uno speciale. E vi dirò, non è per via di quella sua chioma brizzolata che campeggiava sulla sua testa già in tenera età. Ma per via del fatto che segnò probabilmente l’unico, o comunque uno dei rari gol realizzati in una finale di Champions League-nel 1996 con la sua Juventus, contro l’Ajax-senza che il suo tiro si infrangesse sulla gloriosa rete.

Il gol di Ravanelli in finale di Champions contro l’Ajax nel 1996:

Goal! Ravanelli. 1996. Juventus – Ajax

Goal! Ravanelli. 1996. Juventus – Ajax. 1:0 забит на 13 минуте. Общий счет 4:2 (1:1)

Cosa c’è di speciale? Beh, eravamo tutti più piccoli, io avevo 8 anni, e il desiderio di tutti noi bambini era quello di fare un gol dove c’era una rete. Noi, che da piccoli eravamo abituati a giocare in piazze e oratori, dove a fare le porte erano solamente giubbotti, pietre o borse, quando sbarcavamo nei primi campetti di calcio la prima cosa che sognavamo di fare era soltanto una: fare rete. Scaraventare il pallone dentro e vedere se potevamo bucare anche noi la rete come faceva Mark Lenders.

Ecco, il fatto che quella notte Ravanelli fece gol senza toccare la rete fu come se tutti noi piccoli, orfani di una qualunque rete che si gonfi, avessimo fatto gol. Ecco perché era speciale. Ma Ravanelli ad altre latitudini è speciale per ben altro. Non sono qui infatti per parlare di quel 22 maggio: troppo facile identificare “Penna Bianca” in quella notte in cui portò la Juventus sul tetto d’Europa. Fabrizio Ravanelli, oggi quarontottenne, riuscì a fare qualcosa di estremamente memorabile anche qualche mese dopo, il che non è da tutti dopo aver toccato certi vertici.

Ravanelli gol Ajax Finale Champions League 1996

Dopo il trionfo di Roma, Ravanelli decise di andare via dalla Juventus. Ma la sua destinazione fece scalpore: erano gli anni ’90 dove in Italia dovevi solo arrivare, non certo andartene via. Ravanelli, in maniera analoga a Vialli, Zola e Di Matteo, in quella estate del ’96 fu uno dei precursori più importanti tra i calciatori italiani a migrare all’estero. Mentre i tre sopracitati andarono al Chelsea, Fabrizio Ravanelli va ben più a nord: Middlesbrough. Una squadra inglese storica, ma dal palmarès abbastanza scarno. E’ un po’ come se Benzema la scorsa estate, da campione d’Europa, fosse andato a calcare i campi di una squadra di medio bassa classifica di Serie A.

Acquistato per 18 miliardi di lire, Fabrizio Ravanelli fu l’acquisto più oneroso del club in quella stagione, insieme al brasiliano, mediano ex Porto, Emerson. Penna Bianca troverà in squadra anche l’italiano Gianluca Festa, ma soprattutto Brian Robson, nel ruolo di player-manager.

Ravanelli Middlsborugh 1996/97

 

Arriva la prima giornata di Premier League: è il 17 agosto 1996. Il Middlesbrough ospita al “Riverside Stadium” il Liverpool di Fowler e McManaman. Sulla carta non c’è partita, ma nessuno ha fatto i conti con Fabrizio.
Pronti via e il Liverpool trova subito il vantaggio con Byornebye dopo soli 4 minuti. Sembra già incanalata verso un dato binario la gara, ma al 27′ Juninho Paulista si procura un rigore: non può che calciarlo Fabrizio Ravanelli. Sassata sul centro-sinistra del portiere. Gol. Forse qui l’ha bucata la rete. Sulle tribune si vedono i primi tifosi del Middlesbroguh, alle prese con la tipica esultanza di Penna Bianca con la maglia sulla testa.

Ma questo è solo un preludio della meravigliosa altalena di quel pomeriggio. Passano otto minuti e il Liverpool ristabilisce le distanze, con un diagonale mancino di Barnes: 1-2. Il Boro non ci sta. Batte velocemente una punizione dal limite, Neil Cox vola sull’out destro, la mette forte e rasoterra in mezzo e in spaccata la mette dentro ancora Penna Bianca. E’ un tripudio al Riverside Stadium di Middlesbrough. Si va sul riposo sul risultato di 2-2.

La ripresa è combattutissima, ma alla fine è ancora il Liverpool a mettere la freccia: la difesa del Middlesbrough sbanda vertiginosamente e stavolta ad approfittarne è Robbie Fowler. 2-3. Il pubblico, che sognava finalmente il sorpasso, rimane gelato malgrado la mite temperatura agostana. C’è scoramento tra gli spalti: che possibilità c’è di rimontare una terza volta? Non so esattamente cosa dica la casistica, ma so che tra gli 11 del Boro c’era ancora in campo Fabrizio Ravanelli. All’80°, a corredo di un’azione tremendamente caparbia, il numero 11 di casa, riesce a srotolare un pallone sporco di sinistro. La palla lentamente muore sulla rete. E’ 3-3, e ancora tutti a mettere la maglietta sulla testa. Fabrizio Ravanelli non era ancora sceso dall’ottovolante su cui viaggiava da quel 22 maggio: partita finita, hat-trick e pallone a casa. Successivamente il tabloid The Sun, incoronò il suo esordio come il migliore di sempre della Premier League.

La tripletta di Ravanelli contro il Liverpool all’espordio:

Middlesbrough v Liverpool 1996-97 RAVANELLI BARNES FOWLER GOAL

This is some way to kick off a new season. Middlesbrough, with new signings Fabrizio Ravanelli and Emerson making their debuts are up against Liverpool at The Riverside. Ravanelli, who only 3 months earlier was scoring for Juventus in the ECL Final bagged a hat-trick which ought really to have won the game.

Di sicuro quell’anno si divertirono molto i tifosi del Boro: le gare di Premier League del Middlesbrough generano ben 111 gol, il 4° score più alto di sempre. I gol complessivi di Ravanelli furono 31 gol in 48 gare. Trentuno volte a coprire la faccia con la maglietta: dichiarerà poi durante l’anno come diverse volte abbia rischiato di colpire compagni e cartelloni, poiché la maglia rossa del club, durante l’esultanze, non gli permetteva di intravedere come poteva fare con quella zebrata della Juventus.

Il cammino del Middlesbrough fu altalenante poiché retrocedette in Championship, nonostante conquistò le finali di FA Cup e League Cup, perse rispettivamente con Chelsea e Leicester City. La sua avventura al Middlesbrough si concluse dopo appena una stagione: eppure quando Ravanelli ripensa a quell’annata, e a quelle trascorse successivamente tra Derby County e Dundee, si sente sempre di ringraziare per come quelle esperienze britanniche lo hanno migliorato sia sul piano sportivo che culturale.

Ravanelli Middlesbough 1996/97

Quando vi capiterà di pensare a Fabrizio Ravanelli, quindi, non fermatevi solo a pensare a quel ragazzone di Perugia che realizzò quel gol fantasma in finale di Champions. Pensate piuttosto a come bloccò il fiato all’intero “Riverside Stadium”, quel 17 agosto 1996 all’80°, quando quella palla pacatamente scivolava in porta, con la stessa dolcezza con cui una penna scrive una favola su un foglio. Ma assicuratevi che la Penna sia bianca.