Livello Nostalgia, I re di provincia

Il record di Terlizzi che non gli toglierà mai nessuno

Christian Terlizzi, di professione difensore centrale dalla stazza imponente, vanta una considerevole militanza in Serie A, fatta di 133 presenze e ben 11 gol, con le maglie di Pescara, Siena, Catania, Sampdoria e Palermo.

L’ordine scelto per descrivere la sua carriera nella massima serie, non solo corrisponde al suo curriculum, ma coincide anche con una particolarissima caratteristica che ci consente di lusingarlo.

Nella stagione 2005-06, il “gigante buono”, si rende protagonista di una stagione sensazionale, vestendo la maglia dei rosa-nero, guidati da Gigi Delneri e stabilendo un nuovo record per un difensore centrale, realizzando quattro reti nelle prime quattro giornate.

Il tecnico friulano, come ben noto, gioca con un 4-4-2 spregiudicato ed offensivo grazie alle continue percussioni degli esterni di centrocampo (vere e proprie ali), capaci di “allargare” il campo, trovare il fondo, sovrapporsi e creare ampi spazi per gli inserimenti dei centrocampisti (sempre talentuosi).

Uno scacchiere tattico simile, da una parte, necessita di una difesa mobile che accompagni il gioco, ma dall’altra, anche di uno stabile presidio al centro.

Infatti, i terzini lavorano molto scendendo a rotta di collo lungo la fascia per assistere le ali, o sovrapporsi. Tuttavia, ciò comporta anche il rischio di rincorrere l’avversario che trovi spazio aggredendo la corsia esterna.

Mutatis mutandis, ai tanti cross prodotti, dunque, fanno da contraltare diversi traversoni subiti.  Ed è qui che entra in scena Christian Terlizzi.

Con la mole da Colosso di Rodi, permette alla squadra rosa di vanificare un enorme percentuale di attacchi avversari, sapientemente canalizzati sugli esterni prima, e tranquillamente neutralizzati poi.

Famoso, a riprova di quanto detto, un labiale dell’allora dirigente juventino – catturato in tribuna – che in occasione di un incontro tra rosa e Juventus, diceva d’impeto: “ma questo le prende tutte lui di testa…?!”.

Neanche a dirlo, il tecnico di Aquileia s’innamorò a prima vista del giocatore, eleggendolo di diritto perno della difesa.

La prima rete in quella stagione di Terlizzi:

2005-06 (1a – 28-08-2005) Parma-Palermo 1-1 [Terlizzi,M.Bresciano] Servizio Italia1

Uploaded by GM Archivio Calcio on 2017-08-26.

Fin qui, abbiamo raccontato soltanto la storia di un bravo giocatore che gode del proprio talento. Ma c’è molto di più, perché il difensore romano, in quella stagione, mostra anche incredibili e inspiegabili doti da raffinato goleador!

Va a segno consecutivamente nelle prime 4 giornate di campionato, timbrando il cartellino a Parma, bissando in casa con l’Inter, ripetendosi a Siena e concludendo il poker con la Reggina (gol vittoria dell’1-0).

La sintesi della gara tra Palermo e Inter, vinta dai rosa per 3-2:

Palermo 3-2 Inter 2005/06

2° Giornata del Campionato 2005/2006 Goals : 20′ E.Corini (Palermo) 51′ C.Terlizzi (Palermo) 68′ S.Makinwa (Palermo) 86′ Julio Cruz (Inter) 90′ Julio Cruz (Inter)

Nelle prime tre circostanze, concretizza gli sforzi fatti in allenamento “ripetendo e ripetendo” lo schema da calcio d’angolo, come da lui stesso affermato al termine della gara di Siena. “D’altronde”, continuava, “con un compagno come Eugenio Corini, è impossibile non metterla dentro. Tuttavia, non chiedetemi di farlo per tutta la stagione…”.

Non tutta la stagione, ma in altre tre circostanze si.

La quarta perla, giunge alla 4° di campionato, contro la Reggina di Mazzarri che riesce abilmente ad irretire il gioco dei padroni di casa, fino al minuto 66 quando irrompe sulla scena il solito Terlizzi.

Probabilmente preoccupato di sembrare ripetitivo nelle movenze e niente affatto mortificato dal doppio lavoro difensore – attaccante, decide che è giunto il momento e infila un incolpevole Pelizzoli con una staffilata mancina dal limite dell’area che si infila al palo lungo. 1 – 0, quarto sigillo, primo posto nella classifica cannonieri e altri tre punti in cascina per i rosa. I rosa hanno, di fatto, un centravanti in più.

Il 7 gennaio 2006 per il 18º turno di campionato, è di scena alla Favorita di Palermo l’incontro tra i rosanero e la Vecchia Signora. La partita è bellissima, avvincente e combattuta. Al 12’, i rosa passano. E indovinate con chi?

Cross di Corini dalla destra, pallone tagliato e insidioso che s’abbassa proprio in area, dove un puntuale Terlizzi prende posizione e con un preciso e potente destro al volo batte Abbiati (passato dal Milan alla Juve in prestito gratuito, come risarcimento morale per l’infortunio occorso a Buffon, in estate, in occasione del Trofeo Berlusconi).

Ma il meglio deve ancora venire.

Tre giorni più tardi, il 10 gennaio 2006, Palermo e Bari si affrontano per giocare gli ottavi di finale di Coppa Italia.

È un pigro, freddo, uggioso pomeriggio invernale, e le pochissime presenze allo stadio testimoniamo che c’è di meglio da fare quel giorno.

Eppure mai errore fu tanto grossolano. A beneficio di quello sparuto manipolo di sfaccendati, le squadre – ferme sullo 0-0 dell’andata – decidono di sfoggiare il meglio e il peggio di cui sono capaci, giocando una partita da “strada”, senza schemi e senza tattica, sicuri che quella parentesi sarebbe rimasta un segreto all’ombra di una Favorita deserta.

Intorno al 58’ le squadre sono sul punteggio di 2-2, ma i rosa non riescono più a pungere in avanti, “spuntati” a causa delle assenze di Caracciolo e Makinwa e, dunque, costretti a impiegare il giovane primavera Palminteri, che pure si è procurato il rigore del momentaneo 2-1.

Occorre incisività, ma mancano i sostituti di ruolo. Pensa che ti ripensa, il buon Gigi si volta verso la panchina per ripassare in rassegna gli uomini, come se se ne fosse perso qualcuno da impiegare in extremis. Niente da fare, finchè non incrocia lo sguardo di Terlizzi.

Lo fissa a lungo, un po’ troppo per pensare che sia una casualità. Lì lo carezza un’idea un po’ folle da calcio dei tempi andati. A dirla tutta lo scenario si presta, i testimoni sono pochissimi, e il segreto potrebbe rimanere custodito.

Detto fatto, il giovane Palminteri fa spazio all’esperto Terlizzi, schierato da prima punta.

Il gigante non si fa pregare e comincia a duellare e fare a sportellate con i malcapitati centrali dei galletti che, di punto in bianco, non ne prendono più una.

Per cominciare, al minuto 60’ il romeno Codrea (una delle tante scoperte del Perugia di Gaucci) beffa Spadavecchia con una punizione dalla trequarti apparentemente innocua.

Di lì in avanti, nell’arco di tre minuti Christian da fiato alle trombe, legittimando la scelta del suo tecnico.

Al minuto 63’, Terlizzi scorge un compagno in buona posizione per crossare e prendendo posizione in area, lo incoraggia. I poveri marcatori non s’azzardano neppure a tentare l’anticipo perché significherebbe essere schiacciati da un motopeschereccio, piuttosto tentano di disturbarlo come possibile, ovvero solleticandolo.

Il centravanti per hobby si coordina e spara in porta un sinistro al volo in girata (fotocopia speculare del gol segnato tre giorni prima contro la Juve) che vale il 4-2.

Al minuto 66’, invece, esibisce un pezzo pregiato della vetrina Terlizzi, intervenendo di testa su un cross del menestrello tutto pepe Santana, premiando l’inserimento dell’accorrente Gonzalez che sigla il 5-2.

Subito dopo avere tolto le castagne dal fuoco, il goleador di scorta retrocede sulla linea difensiva, per fare il lavoro che conosce meglio.

Per la cronaca la partita terminerà 5-4 per i rosa.

Al termine di quella stagione, il difensore romano avrà collezionato 33 presenze complessive e 7 sigilli.

Di queste, 21 si registrano in campionato (5 reti), 4 in Coppa Italia (1 rete), ed 8 in Coppa Uefa, condite da 1 rete segnata il 20 ottobre 2005, nella prima partita del girone eliminatorio, al minuto 77’ di Maccabi-Palermo, segnatura che valse il gol vittoria e il 2-1 finale.

A cura di Carlo Di Natale