Livello Nostalgia, Meteore

Il pupillo di Johan Cruijff che divenne l’incubo del Trap

Il Barcellona di inizi anni ’90, era una delle squadre che possedeva più fascino all’interno del panorama europeo.

L’arrivo di Johan Cruijff sulla panchina dei catalani, diede avvio ad un cambio di mentalità evidente, dando una virata alle ambizioni dei blaugrana. In poco tempo il tecnico olandese, riuscì infatti ad infondere la cultura del calcio totale di cui da calciatore era stato l’emblema nell’Ajax degli anni ’70, in grado di vincere tre Coppe dei Campioni consecutive.

Per far ciò il tre volte pallone d’oro, comprese che il sistema dovesse essere rifondato in maniera totalizzante, uniformando il sistema di gioco della prima a squadra a quello della cantera, che oggi è il vero proprio fiore all’occhiello del sistema del Barça.

Divenuto allenatore della prima squadra nel 1988, Cruijff per dare geometrie al proprio gioco, sfruttando il campo in ampiezza affidò le chiavi del centrocampo a due centrocampisti che fecero la fortuna del Barcellona.

Amor e Guardiola al Barcellona

I due rispondevano al nome di Pep Guardiola e di Guillermo Amor. Proprio quest’ultimo in un’intervista di qualche anno fa, ha ammesso come l’allenatore olandese gli abbia letteralmente cambiato la vita, promuovendo il proprio passaggio in prima squadra e dandogli tempo e fiducia per poter diventare uno dei perni della linea mediana.

Il centrocampista nativo di Benidorm, nel corso della sua lunghissima carriera ha ripagato a pieno la fiducia del club, dando il suo contributo per la vittoria di ben 17 trofei del Barcellona, tra cui spicca la prima storica Coppa dei Campioni, conquistata nel 1992 in finale contro la Sampdoria.

L’avventura con il Barcellona si concluse soltanto nel 1998, con il centrocampista che libero da ogni vincolo contrattuale decise di affrontare l’avventura nel campionato italiano, trasferendosi alla Fiorentina.

La squadra viola, allenata da Giovanni Trapattoni, rientrava all’interno del lotto delle sette sorelle e riteneva che gli innesti dello spagnolo e del tedesco Jörg Heinrich potessero finalmente portarla alla conquista dello scudetto.

Guillermo Amor Fiorentina

Se il rendimento dell’ex Borussia Dortmund non deluse le aspettative della piazza, Amor non riuscì in alcun modo ad ambientarsi al nostro calcio, risultando un vero e proprio oggetto misterioso. Lo spagnolo nel corso della sua prima stagione infatti disputò soltanto 16 partite di cui soltanto 3 da titolare. Un bottino magrissimo per un calciatore che in carriera aveva reso grande il Barcellona, giocando al fianco di campioni come Guardiola, Romario e Ronaldo.

A mostrare ancor più la scarsa efficacia dello spagnolo, l’acquisto nella sessione di mercato di gennaio di Ficini dalla Sampdoria, giunto per rimpolpare un settore del campo nel quale Amor non riusciva a dare il proprio contributo.

La sua avventura nel campionato italiano terminò al termine della stagione 1999/00, tra tantissimi rimpianti e la delusioni dei tifosi viola, ma soprattutto di Giovanni Trapattoni che si ritrovò in squadra la butta copia del pupillo di Johan Cruijff.

Dopo tutto oggi è il tuo compleanno. Tanti auguri Guillermo Amor, pupillo di Johan.