Livello Nostalgia, Meteore

Il pomeriggio in cui Bilica fece un insperato +3 al Fantacalcio


Quante volte vi sarà capitato di assistere alla trasformazione di un calcio di rigore o alla respinta di esso? Sicuramente da appassionati di calcio tante e certamente avrete un legame più profondo con quelli che vi avranno fatto gioire o soffrire così tanto da strapparvi i capelli. Tutti noi abbiamo ancora in mente l’amarezza e la delusione dei rigori di USA ’94, contrapposta all’incontenibile gioia per lo scacco matto rifilato agli Olandesi nella semifinale di Euro 2000. Quella che però vi racconteremo oggi è la storia di un calcio di rigore inconsueto, dove a consumare il classico duello di nervi troviamo il capocannoniere della Champions League 1998-1999 ed un giovane centrale difensivo nel giro della Nazionale Olimpica Brasiliana. Questa è la storia di Fabio Alves da Silva, noto più semplicemente come Fabio Bilica e di quel pomeriggio dove ipnotizzò il re dell’est.

Bilica nasce a Campina Grande(Brasile) e come molti ragazzi che provengono dai bassifondi delle periferie Brasiliane sogna un futuro radioso nel mondo del calcio, magari proprio in Italia per giocare in quello che come noi nostalgici ben sappiamo era il campionato più bello del mondo.

La sua carriera inizia nelle giovanili del Baiha e dopo un breve passaggio al Vitoria con cui disputa dieci gare condite da due reti nel 1998 ha finalmente la sua grande occasione, approdando in Serie A al Venezia di Maurizio Zamparini.

Al primo anno nel nostro campionato il colpo estivo del mercato del Venezia (insieme a Tuta), in una stagione dove i lagunari conquistano uno storico decimo posto trascinati dalle magie di ”el Chino” Recoba, mostra buone doti dal punto di vista fisico ma si nota fin da subito che il ragazzo pecca riguardo disciplina tattica e continuità.

L’evento che cambia completamente la carriera di Fabio Bilica, cristallizzando per sempre il suo ricordo nella memoria di noi nostalgici, avviene il 7 Novembre del 1999. A “San Siro” il Milan che già conduce sul Venezia per 2-0 ha la possibilità di andare a segno per la terza volta, in virtù di un calcio di rigore procurato da Shevchenko con conseguente espulsione dell’estremo difensore Casazza. Il Venezia che ha già effettuato le tre sostituzioni si trova così costretto a schierare tra i pali un giocatore di movimento.

La sintesi di Milan-Venezia con il rigore parato da Bilica:

Serie A 1999/2000: AC Milan vs Venezia 3-0 – 1999.11.07 –

9^ giornata MILAN vs VENEZIA 3-0 Reti: 55′ Bierhoff, 67′ Weah, 77′ Orlandini MILAN: Abbiati, L.

A raccogliere la sfida dagli undici metri è proprio il difensore centrale Brasiliano, che dopo aver indossato guantoni e maglia da portiere attende soltanto la battuta del numero 7 rossonero. L’esito della trasformazione sembrerebbe scontato, ma l’impossibile diventa clamorosamente possibile e Bilica respinge il rigore dell’ucraino. E poco importa se sul susseguirsi dell’azione Pierluigi Orlandini realizzi comunque il 3-0, perché Fabio Bilica ha già fatto la storia.

Ricordato oltre che per il rigore parato a Shevchenko, anche per essere l’unico compagno di squadra ad aver abbracciato Tuta dopo la rete del 2-1 in Venezia-Bari la sua carriera prosegue ancora in Italia dove tra più bassi che alti indossa le maglie di Palermo, Brescia ed Ancona. Nel 2004 torna in Brasile al Gremio, prima di diventare un vero e proprio giramondo giocando in Germania, Romania, Francia e Turchia dove troverà una seconda giovinezza con la maglia del Fenerbache, chiudendo definitivamente con il calcio giocato nel 2015 disputando le ultime stagioni con il Elazığspor.

Nel corso della sua carriera Bilica non ha mantenuto le attese che ci si aspettavano su di lui, ma sicuramente con quel rigore parato al futuro capocannoniere del campionato ha scritto in maniera indelebile il suo nome tra le pagine della nostalgia.