Livello Nostalgia, Meteore

Il giorno che Trapattoni fermò Edmundo in fuga verso il Carnevale

Il campionato italiano 1998/1999 è stato uno dei più appassionanti ed imprevedibili nella storia della Serie A. Un torneo nel quale a contendersi lo scettro di “regina” d’Italia, vi erano le così dette sette sorelle: Inter, Juventus, Milan, Roma, Lazio, Fiorentina e Parma, autentiche protagoniste del mercato ed in grado di attirare i più forti calciatori presenti sul panorama mondiale.

Tra le sette candidate per la vittoria finale, certamente la Fiorentina di Trapattoni, sembrò poter viaggiare a gonfie vele verso la conquista del suo terzo tricolore. I viola infatti potevano vantare su un ottimo reparto giocatori in cui figuravano; Francesco Toldo, Jorg Heinrich, Moreno Torricelli, ma soprattutto Manuel Rui Costa, Edmundo ed ovviamente Gabriel Omar Batistuta.

Il centravanti argentino, in autentico stato di grazia, era l’emblema di una città che reclamava dopo anni il proprio diritto a riscrivere la storia. Una città che sognò ad occhi aperti per tutto un girone d’andata, ammirando una macchina perfetta, in grado di laurearsi campione d’inverno davanti al Parma a quota 32 punti.

Il girone d’andata della Fiorentina nella stagione 1998/99:

AC Fiorentina 1998/99 ● Campioni d’ Inverno

Seguici su https://www.facebook.com/IoTifoFiorentina 00:00 1º 12 settembre 1998 h. 16 Fiorentina – Empoli Empoli 2-0 6′ Rui Costa, 60′ Batistuta 00:57 2º 20 settembre 1998 h. 16 Vicenza – Fiorentina 1-2 1′ Batistuta, 67′ aut. Padalino (V), 71′ Oliveira 01:43 3º 26 settembre 1998 h. 15.30 Milan – Fiorentina 1-3 6′, 46′, 52′ Batistuta.

Il 7 febbraio 1999, all’Artemio Franchi di Firenze si sta gioca Fiorentina-Milan, gara valida per la terza giornata di ritorno. La squadra viola è prima in classifica e gioca un calcio meraviglioso, con Trapattoni in panchina che pare aver trovato la giusta alchimia per far convivere tre attaccanti come Luis Airton Oliviera Barroso, Edmundo Alves de Sousa Neto e Gabriel Omar Batistuta. Prima della partita con il Milan la classifica vede dunque la Fiorentina in testa al campionato con 41 punti, la Lazio seconda a 38 punti, i rossoneri terzi a 36 punti ed il Parma quarto a 34 punti.

I gigliati in casa sono reduci da 16 vittorie consecutive ed iniziano a spingere sull’acceleratore immediatamente. La punizione di Batistuta a metà tempo termina di poco a lato ma è il Milan ad avere l’occasione migliore con Weah che colpisce il palo a Toldo battuto, replicato al termine della prima frazione  proprio da Edmundo che colpisce in pieno la traversa con un siluro dal limite dell’area. Nella ripresa è però il Milan a salire in cattedra. I rossoneri appaiono più pimpanti e grazie all’ingresso di Boban sfiorano la rete del vantaggio con il centrocampista croato, assolutamente scatenato e con Weah ed Oliver Bierhoff.

La sintesi della gara tra Fiorentina e Milan che fu lo spartiacque del campionato:

Serie A 1998/1999 | Fiorentina vs AC Milan 0-0 | 1999.02.07

20^ giornata Domenica 7 febbraio 1999 Artemio Franchi, Firenze FIORENTINA vs MILAN 0-0 FIORENTINA: Toldo, Padalino, Falcone, Repka, Heinrich, Torricelli, Rui Costa, Cois (74′ Robbiati), Ficini, Batistuta (89′ Amor), Edmundo – All.: Trapattoni MILAN: Abbiati, L. Sala, Costacurta, P.

Al minuto 88′ però cambia la storia sia della Fiorentina, sia del campionato. La squadra di casa recupera palla sulla propria trequarti, la sfera giunge a Padalino che all’altezza del centrocampo vede lo scatto di Batistuta. La difesa del Milan è sorpresa ed il Re Leone è lanciato tutto solo verso Abbiati ma all’improvviso il 9 viola si accascia al suolo. Il silenzio che cade sul Franchi è terrificante, un popolo intero è con il fiato sospeso. Stiramento al legamento collaterale del ginocchio sinistro e Batigol esce in barella con lo stadio intero a gridare il coro “Bati-Bati-Bati-Batigooool”, con la partità che finirà 0-0.

L’infortunio di Batistuta ed il suo urlo di dolore, minano fin da subito l’ambiente viola che perde la certezza più grande sulla quale stava fondando la propria stagione. Ma con la squadra ancora in testa, davanti alla Lazio, il Trap pur dovendo rinunciare al suo miglior giocatore può comunque contare sul talento di Edmundo.

 

“O Animal” giunto in Italia appena un anno prima, già sotto la guida di Malesani aveva manifestato più di un comportamento sopra le righe.

L’attaccante verdeoro, talentuoso e con la samba nel sangue, tuttavia invece che caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco della Fiorentina, decide di abbandonare i suoi compagni per migrare al caldo e festeggiare in grande stile il Carnevale di Rio de Janeiro. Ciò che ne segue ha dell’incredibile, dopo la fuga in taxi dell’attaccante verdeoro, Il Trap decide di seguire “O Animal” verso l’aeroporto di Malpensa per fare l’ultimo tentativo e convincerlo a restare per tentare di vincere il campionato.

Ma cosa sarebbe successo se il Trap fosse riuscito a fermarlo?

Giunto agli imbarchi l’ex allenatore della Juventus, trova Edmundo già in clima di festa con indosso una cappello di paglia ed una discutibilissima camicia hawaiana. L’atteggiamento di “O Animal” sembra porre un veto sulla sua decisione di lasciare l’Italia per andare a godersi l’estate ed il carnevale nella sua terra natia. Conoscendo l’entità dell’infortunio di Batigol, il Trap sa che l’unica speranza per poter riportare a Firenze il tricolore è convincere Edmundo a restare per guidare l’attacco viola: “Edi, resta e vinciamo il campionato. Ti prometto che non te ne pentirai, anzi ti garantisco che con questa scelta entrerai nel cuore dei tifosi e sarai trattato come un re a Firenze”.

L’ex Vasco da Gama sorpreso e lusingato dalla parole del Trap si lascia convincere e decide di tornare con il proprio allenatore verso il capoluogo toscano. C’è una partita da preparare e la viola non può contare sui gol di Batistuta.

È il 14 febbraio 1999, 4° giornata di serie A, la Fiorentina va a far visita all’Udinese per la prima volta senza il suo goleador e capocannoniere Batistuta. Tutto l’attacco e le speranze di scudetto di un’intera città gravano sulle spalle di Edmundo, che non delude le attese e con una doppietta conduce la sua squadra alla vittoria. Da lì inizia un filotto di 5 risultati utili (4 vittorie con Salernitana, Parma, Venezia e Piacenza ed 1 pareggio con la Roma) dove il nome del brasiliano sotto la dicitura “marcatori” non manca mai.

Edmundo diventa il nuovo beniamino della curva Fiesole; durante le partite al Franchi viene continuamente osannato, le poche sostituzioni che lo riguardano sono solo per fargli ottenere la standing ovation come tributo alle ottime partite compiute e tutto sembra poter alimentare la volontà dei gigliati di chiudere in testa anche il girone di ritorno. Incredibilmente però, Batigol rientra dall’infortunio non in perfette condizioni non riuscendo a proseguire la splendida stagione fino a li disputata. La Fiorentina, nonostante il rientro del proprio centravanti perde smalto, ma la causa principale è sempre lui: Edmundo che ne risente in particolar modo, purtroppo per la Viola, il quale sembra essere dimenticato dalla sua tifoseria una volta tornato il “Re Leone”. La promessa di Trapattoni sembra così sfumare.

Batistuta, oscura la stella del brasiliano che, sentendo mancare la fiducia intorno a sé, diventa svogliato in allenamento, inizia a fare le ore piccole durante la settimana frequentando bar e discoteche del capoluogo toscano e non riesce più a segnare con continuità. Il brasiliano diventa un caso in tutta la città e le voci del suo stile di vita si espandono a macchia d’olio. Il culmine avviene un giorno in allenamento, dove il brasiliano giunto visibilmente alterato si scaglia contro il capitano Batistuta e l’allenatore Trapattoni.

La splendida favola viola inizia, quindi, la sua parabola discendente e le ultime 8 partite del campionato sono un supplizio per i tifosi. La Fiorentina, infatti, non riesce più a vincere ed ottiene soltanto 10 punti sui 23 possibili. Ed è così che si vede scavalcare prima dalla Lazio e poi anche dal Milan.

Il finale di questa storia non avrebbe avuto dunque un lieto fine, nonostante la tenacia di Trapattoni nell’inseguire Edmundo, come ha detto Batistuta, recentemente, in quel campionato la Fiorentina se la sarebbe giocata fino alla fine e forse avrebbe avuto le chances per vincere lo scudetto. Sono stati sfortunati per il suo infortunio ed anche perché Edmundo doveva andare a ballare al Carnevale di Rio, perché in fondo O’ Animal come si dice a Firenze è stato sempre un po’ grullo.

A cura di Gioacchino Inzerillo