L'essenza della Nostalgia

I 20 colpi di mercato delle squadre italiane dell’estate del 2002

Austerity, fair play finanziario e dissesto economico, questioni di bilancio. Le più frequenti parole utilizzate nelle ultime sessioni di calciomercato italiano sembrano distanti migliaia di chilometri da quanto eravamo abituati ad osservare negli anni a cavallo tra fine secolo scorso e inizio millennio. Nonostante, o anche complice, il crac Cirio che obbligherà la Lazio a far cassa, nonché le prime avvisaglie del crac Parmalat che investirà Tanzi e il Parma, il calciomercato della Serie A 2002 è tra i più movimentati ed esaltanti che il calcio italiano ricordi. Diversi trasferimenti, tante comproprietà (non più ammesse) e, biancocelesti a parte, top team che si rinforzano. D’altronde è il preludio all’apice del nostro calcio, la finale di Manchester del 2003. Pensare che dopo neanche 10 anni gli stessi top club italiani saranno costretti a rimpinguare le proprie casse.

Di seguito, elenchiamo i 20 colpi più “bollenti” della calda estate del 2002:

20° posto

CARSTEN JANCKER

Esperienza, fisicità e vittorie: non è indifferente il bagaglio che Carsten Jancker porta con sé dal Bayern Monaco a Udine nell’estate del 2002. Eppure, a differenza del connazionale Bierhoff, in Italia sigla solo 3 reti in 38 presenze lasciando un ricordo tutt’altro che indelebile. A fine stagione chiederà e otterrà la rescissione del contratto per tornare in patria al Kaiserslautern.

19° posto

FRANCESCO COCO

Francesco Coco, dopo aver conquistato un posto al Milan da titolare e la Nazionale, per non perdere i mondiali di Corea e Giappone, decide di “farsi prestare” al Barcellona poiché il neo allenatore dei rossoneri, Fatih Terim, lo vede a malapena preferendogli Serginho. A Barcellona fa una buona stagione ma non viene riscattato e a fine anno tornerà a Milano, sponda nerazzura però essendo stato inserito nello scambio con Seedorf. Qui incomincerà la fase discendente della carriera.