Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

I record di Rogerio Ceni che difficilmente verranno superati

Quante volte avete sentito dire l’espressione “In Brasile il talento calcistico è infinito”? Mille volte, a cui ne aggiungerei altre mille se consideriamo le varianti di questa deduzione. Io personalmente penso a questa frase quando penso a Rogerio Ceni. Si, proprio lui, il portiere goleador. Ci penso e mi dico sempre che in Brasile c’è così tanto talento che a volte non sanno dove metterlo, e quindi finiscono per metterlo pure nei piedi dei portieri. Ma Rogerio Ceni ha ben poco da spartire rispetto a tanti suoi colleghi. La sua storia, i suoi record, la sua fedeltà sono un volume a sè, un volume che tanti suoi colleghi possono certamente leggere, ma che difficilmente potranno ripercorrere. Rogerio Ceni nasce nel 1973 a Pato Branco, una cittadina neanche troppo grande del Sud del Brasile, la stessa città che darà un giorno i natali ad Alexandre Pato.

Ma le carriere dei due sono totalmente diversi. Se l’ex milanista ha vissuto (e sta ancora vivendo) un declino senza fine dopo una partenza roboante, la carriera di Rogerio Ceni è stato un crescendo spaventoso. A 8 anni entrò in una scuola calcio e ne passò diverse tra Pato Branco, Curitiba e Sinop. Fu in quest’ultima città che vennero notate le qualità sportive di Rogerio Ceni. Era molto bravo con le mani, cosa che lo fece diventare un discreto pallavolista. Riuscì a partecipare pure ai Giochi Studenteschi a Brasilia del 1989. Sempre come pallavolista. Ma Rogerio Ceni aveva già quel piede destro caldissimo. Mi piace immaginarlo mentre chiedeva al suo coach di volley “Quando posso usare il piede destro?”

E mi piace immaginare anche che la sua scelta di propendere per il calcio, e fare un provino con il Sinop Futbol Club, sia dovuta al fatto di poter utilizzare sia le mani, essendo portiere, ma anche i piedi. Il Sinop lo tesserò, mentre lo stesso Ceni continuava i suoi studi e la sua attività lavorativa presso la Banca do Brasil. Iniziò come terzo portiere, e solo il destino gli spalancò la porta da titolare: gli infortuni contemporanei di Braga e Neves, primo e secondo portiere del Sinop. Rogerio esordì e fece benissimo: parò pure un rigore. Inoltre fece altre 19 gare, facendosi notare per la sua agilità tra i pali e per un più che discreto feeling coi piedi. A fine anno il Sinop si sciolse e gli venne consigliato di fare un provino con il San Paolo. Rogerio Ceni non ci credeva più di tanto, ma lo fece comunque.

Incredibile ma vero, il San Paolo ingaggiò Rogerio Ceni. Anche qui iniziò da terzo portiere. Davanti aveva dei dei mostri sacri come Gilmar Rinaldi e Zetti. Fino al 1996 giocò in modo saltuario, giusto qualche gara del campionato regionale Paulista. Solo dal 1997 diventò l’estremo titolare del San Paolo, a 24 anni. Rogerio Ceni non immaginerà neanche cosa diventerà. Parto dalla fine perchè se vado passo passo con il proseguo del suo percorso sportivo questo articolo rischia di essere lungo quanto la stessa carriera di Rogerio Ceni, talmente i suoi 25 anni al San Paolo furono grandiosi.

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