L'essenza della Nostalgia

I 30 portieri più nostalgici dal 1992/93 al 1998/99

L’italia, si sa, è la patria dei grandi portieri, e la scuola italiana dei portieri era famosa in tutto il mondo, almeno una volta. I portieri anni ’90 della Serie A erano probabilmente i più abili del mondo ed averli potuti apprezzare da semplici ragazzini quali eravamo ci ha per sempre dato l’impressione che fossero dei veri e propri supereroi.

Premessa: non si tratta della classifica dei portieri anni ’90 più forti, ma si tratta della nostra classifica dei portieri più nostalgici, la nostalgia è soggettiva quindi le posizioni potrebbero variare a seconda di tutti i lettori di questo articolo.

Abbiamo scelto queste 6 stagioni perchè sono il cuore della nostra pagina, sono il cuore della nostra nostalgia.

Per ovvi motivi abbiamo volutamente escluso da questa classifica i portieri che sono più inquadrabili come portieri anni ’80 (alcuni esempi possono essere Stefano Tacconi o Giovanni Galli) e stessa cosa per i portieri a cavallo del nuovo millennio (Gigi Buffon e Christian Abbiati esplosi a fine anni ’90, ma sicuramente più inquadrabile negli anni 2000, un altro esempio può essere Sebastian Frey).

Entriamo nel vivo della classifica dei portieri anni ’90:

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30° posto

Valerio Fiori

I più piccoli lo ricorderanno come terzo portiere di un Milan che vinceva di tutto e di più (e già questo basterebbe per eleggerlo come “nostalgico”) ma per noi Valerio Fiori è il primo portiere della Lazio e del Cagliari, la Gialappa’s lo soprannominò “Saponetta”.

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 29° posto

Alex Brunner

Siamo stati sempre rapiti dalla sua figurina, faccia da bonaccione, il nome “Brunner” e lo stemma del Foggia lo fanno diventare una figura mitologica della nostalgia. Lo ricordiamo anche in Serie A con la maglia del Bologna e del Como e Cagliari nel 2005.

Marco Pascolo

28° posto

Marco Pascolo

Ancora un altro portiere del Cagliari, questa volta è il portiere della Nazionale svizzera ad Usa ’94 e ad Euro ’96.  Si era presentato al grande pubblico italiano con questa frase: “Il calcio è il mio hobby: faccio l’elettricista perché solo di pallone in Svizzera non puoi vivere”. Bastarono 14 presenze al presidente Cellino per venderlo al Nottingham Forest, anche con sole 14 presenze si può entrare nella nostalgia.