L'essenza della Nostalgia

Quando il gol dell’ex fa male

“E mentre marciavi con l’anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle, che aveva il tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore”. Questo è uno dei versi migliori del grande Fabrizio De Andrè.

È affascinante pensare agli animi di soldati che provano ugual stesso sentimento, ma che si ritrovano strenui nemici solo a casa della difformità dell’uniforme. Sentimenti contrastanti che vivono dentro un calciatore che ha vissuto per anni con una squadra e si ritrova, quasi per decisione del destino, a doverla punire, realizzando un gol agrodolce, più pesante di un autogol fatto nella propria porta, insomma il classico gol dell’ex. Il calciatore fa a pugni (e a calci) con il soldato che era: le maglie è cambiata, ma a volte il cuore continua ad essere riscaldato dai colori passati. Ma il calcio è un corso d’acqua che scorre forte, senza che le dighe dei sentimenti possano bloccare il suo fluire.

Ed è per questo che, nonostante tutto, questi gol segnati alle ex sono le più belle dichiarazioni d’amore fatte a questo sport. Eccovi sette casi nei quali il gol degli ex hanno fatto veramente male. Tra lacrime ed urla di gioia, abbiamo considerato il periodo dal 1990 al 2004. Iniziamo.

 

La rivincita del “Moro”

El Moro viene dato in prestito ai monegaschi per la stagione 2003/04. Non c’è spazio per l’ariete spagnolo nell’attacco galattico del Real. Allora il lungagnone attaccante spagnolo si prende la rivincita. Con un super Monaco estrometterà ai quarti di Champions League proprio le merengues. Dopo il 4-2 dei blancos al Bernabeu, a Montecarlo il Monaco vince 3 a 1. Sarà proprio il numero 10 a siglare un gol vitale, quello del 2-1, con un imperioso stacco di testa su cross di Evra, quasi a sospendersi in cielo. Il Monaco passa il turno, la vendetta del Moro è servita.