L'essenza della Nostalgia

Hristo Stoichkov: da pallone d’Oro a riserva d’Oro

E’ possibile passare dall’essere il calciatore europeo più forte in circolazione all’essere considerato un autentico bidone o quasi?

Se come noi, avete vissuto gli anni ’90 vi sarà facile dare una risposta, ancor di più se siete tifosi del Parma e nella vostra vita, avete visto calcare il verde prato del “Tardini” a campioni come Crespo, Chiesa, Veron, Thuram e Buffon. Ma il tifoso nostalgico ducale non avrà di certo dimenticato l’estate del 1995, nella quale il Parma, chiude praticamente la trattiva per portare Beppe Signori alla corte di Nevio Scala, salvo successivamente “ripiegare” su Hristo Stoichkov, causa le numerose proteste dei tifosi biancocelesti, i quali non volevano in alcun modo rinunciare al loro super cannoniere.

L’acquisto del bulgaro, viene accolto con enorme clamore, è il primo pallone d’oro acquistato dal Parma, che proprio grazie a lui punta al bersaglio grosso, ovvero la conquista del tricolore dopo il secondo posto centrato nell’annata precedente. L’ex numero 8 del Barcellona, in effetti ha tutte le carte in regola per aumentare la caratura e le ambizioni del club di Callisto Tanzi, infatti era uno degli artefici principali delle conquiste del “Dream Team” blaugrana guidato da Johan Cruijff, che aveva ribaltato le gerarchie nel campionato spagnolo, riuscendo a conquistare anche la prima storica Coppa dei Campioni nel 1992.

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In più all’alba dell’estate del 1995, tutti noi abbiamo ancora fresco il ricordo di quel formidabile campione, laureatosi capocannoniere del mondiale con 6 reti ed autentico trascinatore della Bulgaria verso una storica semifinale. Così accesi i riflettori sul mercato, il Parma, perso Beppe-goal, si getta a capofitto sul calciatore del Barcellona, ormai in rotta di collisione con Crujff e lo strappa alla concorrenza delle avversarie, su tutte l’Inter, per la cifra di 12 miliardi di lire.

Stoichkov, arriva in Italia a 29 anni nel pieno della maturità calcistica per ogni calciatore, ed il suo esordio in campionato contro l’Atalanta viene bagnato dal goal del parziale 0-1 su una delle sue specialità: il calcio di punizione. Tuttavia la condizione fisica dell’Ayatollah, fatica a decollare ed i ducali dopo appena tre giorni dal pari di Bergamo, subiscono un’autentica lezione di gioco dal Palermo di Arcoleo, perdendo per 3-0, con il numero 8 peggiore in campo. Nonostante i goal arrivati contro Fiorentina e Padova (doppietta), pian piano il bulgaro diventa la riserva di lusso di Gianfranco Zola e Filippo Inzaghi, totalizzando 23 presenze in campionato ed andando a segno soltanto cinque volte.

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Il suo addio al Parma a fine stagione è scontato ed il bulgaro, decide così di tornare al Barcellona, in un campionato meno dispendioso sicuramente dal punto di vista tattico ed atletico.

Tutto questo per sottolinearvi, che era il nostro il campionato più bello e difficile del mondo, ma questo è talmente lapalissiano…