L'essenza della Nostalgia

Francia ’98, il Mondiale della Nostalgia

Per il popolo nostalgico, il Mondiale di Francia ’98 rappresenta l’icona sacra di un calcio che ha regalato emozioni rimaste nella memoria di tutti. Abbiamo perciò scelto 25 momenti di quel Mondiale, 25 istantanee che non dimenticheremo mai.

Ecco la nostra classifica:

Al 25° posto Jim Leighton

Giocare il terzo Mondiale con la tua nazionale è qualcosa di unico. Iniziare contro i campioni in carica lo è ancor di più. Farlo a quarant’anni con un fisico da impiegato delle poste, senza incisivi (persi in uno scontro di gioco) e con un’abbondante dose di crema solare sull’arcata sopraccigliare, beh è magicamente nostalgico.

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al 24° posto la partita Stati Uniti-Iran

Due stati senza relazioni diplomatiche ufficiali da oltre vent’anni. La partita che va in scena il 21 Giugno a Lione non è un semplice incontro di calcio tra 22 giocatori. In ballo, sottili rapporti geopolitici. Siamo ancora troppo piccoli per capire, ma già i nomi delle due squadre rivelano le profonde differenze tra i due paesi. Da una parte Pope, McBride e Coby Jones sembrano attori prestati al calcio. Dall’altra Azizi, Ali Daei, Bagheri e Mahdavikia ci fanno pensare a sultani, tappeti intarsiati e sabbia del deserto.

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al 23° posto Il gol di Sunday Oliseh alla Spagna

Un consiglio, prima di leggere questa descrizione, pensate alla Spagna e alla Nigeria attuale, fa più effetto.

Gran tiro al volo da fuori per spezzare le mani a Zubizarreta e completare una prodigiosa rimonta. Nigeria agli ottavi, Spagna a casa.
Avevamo scoperto le Aquile Verdi ad Usa ’94, ci avevano esaltato ad Atlanta ’96, e il gol di Oliseh nel caldo pomeriggio di Nantes ci aveva alla fine convinti che quella sarebbe stata la volta buona per una nazionale africana. Ci sbagliavamo.

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al 22° posto Il colpo di testa di Salas

Zamorano lo conoscevamo bene ma l’attesa era tutta per Marcelo Salas, El Matador, che sarebbe arrivato di lì a poco nel campionato italiano. Quello stacco imperioso sopra Cannavaro ci fa subito capire con che razza di attaccante avevamo a che fare. Che stacco ragazzi!

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al 21° posto Il bacio di Blanc alla pelata di Barthez

Il bacio di Blanc a Barthez è il rito propiziatorio simbolo della vittoriosa cavalcata dei transalpini. Prima di ogni partita infatti il difensore ex Napoli ed Inter bacia la pelata del proprio portiere e poi la Francia vince. Anche in Finale, quando Blanc ha la tuta e non giocherà perché squalificato, il bacio funziona.

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