Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Ecco dov’è nato il suo talento e quel record battuto a 8 anni

Quante volte abbiamo letto su un giornale qualunque “Tizio si è infortunato” oppure “Stop per Caio”? Infinite. E succede ogni giorno o comunque così spesso che ormai lo consideriamo un meccanismo normale. Succede. Pensiamo che, una volta tornati alla ripresa, questi calciatori, dovrebbero riprendere esattamente dal punto dove hanno lasciato, come se fossero delle macchine. Come si fa con un libro infilzato da un segnalibro, che anche se lo riprendi dopo sei mesi andrà nella direzione in cui stava andando prima di fermarsi.

Adesso provate a fare questo ragionamento su Michael Owen, uno degli emblemi più grandi della storia del calcio di come gli infortuni possano far svoltare una carriera. Anche se c’è chi giura che il declino dell’unico e vero Golden Boy del calcio inglese sia iniziato già prima. Ma voglio spiegare come esattamente si è biforcata in due la carriera di Michael Owen. A soli 8 anni la gente iniziò ad accorgersi di Michael Owen. “Come ha fatto un ragazzo gracile a 8 anni ad aver già fatto 97 gol nel campionato scolastico del Galles, frantumando ogni record?”. Per farvi capire quanto fosse attendibile questo torneo, il record precedente apparteneva ad un certo Ian Rush.

Young Owen

Quindi Owen continuò a gonfie vele la sua trafila giovanile, prima al Mold Alexandra e poi a 12 anni nel Liverpool.
L’Everton, l’altro club di Liverpool, per cui lo stesso Owen faceva il tifo, preferì scartarlo, consegnandolo di fatto ai cugini. I Reds, difatti, se lo coccolarono fino all’esordio in prima squadra, nel 1997,a 18 anni, contro il Wimbledon. Ovviamente condito da una rete. L’anno successivo Michael sgomitò ancora di più per avere un posto da titolare, ma Roy Evans, allenatore dell’epoca, non ci pensò due volte a dargli fiducia. Saranno ben 23 i gol del talento di Chester.

Il goal di Owen contro il Wimbledon:

Wimbledon v Liverpool 1996/97

Michael Owen’s Liverpool debut.

Anche la Federazione inglese rimase ammaliata da questo baby talento: esordio nel febbraio 1998 con il Cile, a soli 19 anni. Glenn Hoddle, ct di quell’Inghilterra, si fidò di lui anche per i successivi Mondiali di Francia ’98. Ma prima della rassegna iridata Owen ben pensò di timbrare il suo primo gol in maglia bianca: contro il Marocco in un’amichevole. Così divenne il marcatore più giovane di sempre della Nazionale inglese. Record poi battuto da Wayne Rooney nel 2003 e che sarà suo compagno di reparto nel 2004 con la maglia dell’Inghilterra ad Euro 2004.

Ad Owen viene intestato un ulteriore momento storico: contro l’Argentina ai Mondiali realizzò un gol strepitoso. Lancio di Beckham, controllo volante e via ad un coast to coast dove il numero 20 inglese liquidò Chamot e Ayala, prima di depositare alle spalle di Roa. Questa perla gli varrà il 2° posto nella classifica dei gol più belli realizzati in un mondiale, secondo un sondaggio ufficiale FIFA. E se considerate che il 1° posto è già scontato, vedasi un Inghilterra Argentina di 12 anni prima, l’impresa di Owen puo’ essere considerata notevole. Il 1998 è l’anno della sua rivelazione, facendo incetta di premi, tra cui “Miglior giovane della Premier League”. Ma l’anno della consacrazione sarà un altro.

La rete del Golden Boy contro l’Argentina a Francia ’98:

GOL HISTORY #42 – Owen vs Argentina

30 giugno 1998: un appena diciannovenne Michael Owen fa impazzire prima la difesa dell’Argentina e poi tutti i tifosi inglesi con un gol magnifico… Seguiteci su: www.icampionidellosport.com

E’ nella stagione 2000-2001 che Michael Owen raggiunse dei picchi che in futuro non conoscerà più. Trascinò il suo Liverpool come non mai. A fine anno i Reds vinceranno FA Cup, League Cup, Coppa Uefa (in una splendida e romantica finale contro l’Alaves) e una Supercoppa Europea con il Bayern Monaco qualche mese dopo. Quell’annata frutterà all’inglesino 28 reti in 43 match. Ma soprattutto segnerà la storia di uno dei Palloni d’Oro più controversi, quello del 2001. Erano gli anni in cui spadroneggiavano in Europa i bomber e fantasisti probabilmente migliori di sempre.

Owen Golden Ball 2001

Ma alla fine sarà Owen a spuntarla su Raul e sul Campione d’Europa Oliver Kahn. Diciamo che le controversie nacquero successivamente, a partire dai primi anni in cui la carriera del Golden Boy fu più costellata da blackout che
dalla lucentezza del suo talento. Ma intanto Owen continuò a far gol al Liverpool, finché arrivò la chiamata del Real Madrid nel 2004. Era un Real stellare. Zidane, Figo, Ronaldo, Beckham, Roberto Carlos. Come trovare posto? Neanche il nostro Michael vi riuscì, ma non sento di fargliene una colpa. Dopo un anno tornò in Inghilterra, precisamente al Newcastle.

Owen Beckham Ronaldo Real Madrid

La sua esperienza quadriennale al Newcastle non è da ricordare. Mai dentro i cuori del St. James Park e spesso dentro i corridoi delle infermerie. E’ un quadriennio infernale, con lesioni a ginocchia e caviglie (da ricordare l’infortunio pesante al Mondiale 2006, l’ultimo della sua carriera). Più avanti il dirigente dei Magpies Shepard sosterrà che l’acquisto di Owen, fra l’altro per 25 mln di euro, fu il peggiore che avesse potuto fare per il Newcastle.
Nel frattempo in Inghilterra iniziarono le prime divisioni in fazioni, tra chi lo considerava Michael Owen un sopravvalutato e chi attribuiva agli infortuni il calo sconcertante nella sua carriera. Nel 2009 il Manchester United prova a recuperare l’ormai ex Golden Boy.

Owen Newcastle

C’è una maglia numero 7 da sostituire: Cristiano Ronaldo si accingeva ad aprire la porta del Bernabeu. Resterà all’Old Trafford per 3 anni, facendo anche alcune cose positive, tra cui il memorabile gol al 96° che valse la vittoria nel derby con il City. Coi Red Devils vincerà una Premier League, una Curling Cup e due Community Shield. Raggiungerà pure una finale di Champions, persa, con il Barcellona nel 2011. Ma il suo rendimento fu lontano parente di quello visto all’Anfield Road negli anni d’oro passati nella Merseyside Red. Anche gli infortuni di certo non lo lasciarono respirare: per quello saltò i Mondiali in Sudafrica del 2010, oltre al fatto che Fabio Capello, allora CT della Nazionale non lo vedeva più di tanto. A fine avventura a Manchester realizzerà solo 17 gol in 50 gare.

La rete di Owen contro il Manchester City:

Michael Owen’s Late Winner Vs City

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Proverà l’avventura allo Stoke City che lo tesserò per la stagione 2012-2013: 8 gare, un gol e ritiro dal calcio giocato anticipato. Michael Owen non poteva più essere quello di prima. Nell’occhio del tifoso inglese appare, tutt’oggi, una dicotomia inarrestabile alla voce *Michael Owen*: fenomeno o normale? Un talento così importante, così scintillante, da consumarsi tutto in 6-8 anni. Per poi diventare uno qualunque, uno con cui i giornali fecero a gara a chi lo dimenticava prima, mentre gli appassionati di calcio di quegli anni non sapevano più manco se giocava pochissimo perché non rendeva o perché stava male. Nonostante la sua prematura discesa di rendimento, Owen è il 5° marcatore di sempre della storia dell’Inghilterra, con 40 gol all’attivo.

Owen GermanY Emngland 1-5

Per me Michael Owen resterà uno dei giocatori inglese maggiormente da osannare, perché è uno che ha vinto e fatto tanto, e lo ha fatto in mezza carriera, senza che sia stato il solito alcol, spesso nocivo ai campioni britannici, a bruciargli l’altra mezza. Siamo tempestati da giocatorini che fanno qualche gol in giovane età, sottraendoti l’appellativo Golden Boy, ma alla fine riusciranno a fare molto meno di quello che hai fatto tu. Buon compleanno, Michael, eccoti un altro anno in più: oggi sarai meno Boy, ma rimarrai comunque Golden.