Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Damien Duff e quel Mondiale U-20 nel 1997…

Dici Duff e possono essere tanti i riferimenti ai quali questo nome possa essere associato. Sicuramente c’è chi penserà alla nota marca di birra presente nei “Simpson”, ma per tutti gli appassionati di calcio questo nome sarà per sempre legato a Damien Duff, calciatore irlandese, cresciuto ed esploso nel Blackburn Rovers con cui ha militato dal 1996 fino al 2003, disputando 184 gare e mettendo a segno 27 reti.

Ma la storia che vogliamo raccontare oggi inizia nell’estate del 1997 in Malesia, patria che storicamente non è molto incline allo sport inventato dagli inglesi a fine ‘800, ma designata ad ospitare l’undicesima edizione del campionato mondiale di calcio under 20.

Una manifestazione che nata nel 1977, ha visto emergere giocatori di caratura internazionale. Basti pensare alla Jugoslavia, vincitrice nel 1987 che poteva schierare giocatori del calibro di Boban, Suker, Mijatovic, Jarni e Prosinecki o ancora indiscussi campioni quali Maradona, Figo e Ronaldinho.

Ma tornando all’edizione del 1997, possiamo ammettere senza alcun dubbio che fu una delle edizioni più ricche in senso assoluto, in merito a calciatori che poi sono stati in grado di imporsi sulla ribalta internazionale.

Analizzando le rose delle partecipanti, vediamo come fossero presenti: Gillet pronto a difendere i pali dei diavoli rossi del Belgio, Zalayeta, Nicolas Olivera, Pablo Garcia (ex conoscenza del Milan) e Fabian Carini a rappresentare la “celeste”, Adailton (capocannoniere di quell’edizione con 10 reti), Elton ed Alex  per il Brasile, Sagnol, Landreau, Silvestre, Moreira, Gallas, Christanval, Anelka, senza dimenticare Henry e Trezeguet che conquisteranno con la Francia il Mondiale (dei grandi) nel 1998. Nel Sudafrica era presente Benni McCarty, così come nel Ghana vi era una vecchia conoscenza del nostro calcio: Stephen Appiah. Senza dimenticare i giapponesi Nakamura e Yanagisawa, gli spagnoli Angulo, Farinos, Albelda e Gerard, l’Inghilterra con Owen, Carragher e Danny Murphy, ma soprattutto l’Argentina che riuscì a conquistare il trofeo potendo contare sul talento di Samuel, Cambiasso, Aimar e Riquelme, cui si aggiungevano diversi calciatori che hanno comunque disputato diverse stagioni nel calcio europeo quali: Placente, Scaloni, Leo Franco e l’ex romanista Cufrè.

Se non sorprese il successo dell’Argentina, uscita complessivamente vincente in ben sei occasioni, il terzo posto dell’Irlanda è certamente da considerarsi clamoroso.

In quella rosa Damien Duff era il più giovane tra i suoi compagni, ma il suo dinamismo e la sua velocità risultarono decisivi per portare i ragazzi provenienti dalla terra color smeraldo sul gradino più basso del podio.

Gli irlandesi infatti, dopo aver superato a fatica il girone con Ghana (sconfitta all’esordio), Usa (vittoria per 2-1) e Cina (pareggio per 1-1), riuscirono comunque a conquistare il secondo posto alle spalle delle “black stars, guadagnandosi il diritto a disputare la fase ad eliminazione diretta. In seguito, furono praticamente perfetti per tutto il resto del torneo.

Fu proprio Damien Duff a siglare la rete della vittoria negli ottavi di finale contro il Marocco (1-1), risultando decisivo con la sua prestazione anche nel tiratissimo quarto di finale contro la Spagna.

Ecco la sintesi ed il goal decisivo di Duff nel match tra Irlanda e Marocco:

1997 (June 25) Republic of Ireland 2 -Morocco 1 (Under 20 World Cup)

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In semifinale i “verdi folletti”, si arresero solo per 1-0 contro la grande favorita Argentina, ma nella finale per il bronzo, ottennero un successo storico per il loro movimento calcistico, aggiudicandosi la finalina per 2-1, con rete ancora una volta decisiva dell’allora calciatore del Blackburn Rovers.

Racconteremo un’altra volta e più nel dettaglio la storia di quel Mondiale under 20, ma ci sembrava giusto rendere omaggio ad uno dei calciatori più nostalgici: Damien Duff.

Passato al Chelsea nel 2003, dopo aver disputato un’ottima fase finale del Campionato del mondo di Korea e Giappone nel 2002, con i “Blues” l’esterno irlandese conquistò due campionati nel 2004/2005 e nel 2005/2006.

Non dimentichiamo inoltre anche se fuori dal tempo nostalgico la finale di Coppa Uefa disputata con il Fulham nel 2010, con cui sfiorò uno storico successo, che sfuggì al club londinese solamente dopo una battaglia di 120 minuti contro l’Atletico Madrid.

Ritiratosi nel 2015, ha concluso la propria carriera allo Shamrock Rovers, in Irlanda, devolvendo il suo ingaggio ad un ente di beneficenza.

Un ultimo gesto che ci fa apprezzare ancor di più la grandezza di un ragazzo irlandese in grado di lottare con i più deboli per compiere grandi imprese.