Livello Nostalgia, Nostalgia oltre i confini

Da Pfaff a Courtois, la grande scuola dei portieri del Belgio

ANNI 70’ – ‘80

El Simpatico non difendeva una semplice porta di calcio. Difendeva un palcoscenico, in cui interpretava, senza prendersi troppo sul serio, il ruolo di portiere.

Sorrideva, giocava con il pubblico, con i fotografi e nel frattempo diventava il portiere più forte del mondo. Jean Marie Pfaff, nato a Lebbeke nelle Fiandre orientali, il 4 dicembre 1953 è stato il primo portiere eletto dall’IFFHS (la Federazione Internazionale di Storia e Statistiche del calcio) come Migliore del Mondo nel 1987. Il soprannome di El Simpatico, l’allora portiere del Bayern Monaco, se lo conquistò durante i mondiali di Mexico ‘86 dove giunse ad un passo dalla finalissima, negatagli dalla doppietta del Pibe de Oro, il 25 giugno 1986 allo stadio Azteca.

Era quello il Belgio del milanista Gerets, del giovane Scifo, di Ceulemans e di De Mol libero dietro la difesa a quattro. Pfaff fu eletto anche miglior portiere di quei mondiali. Coraggio da leone, fortissimo nelle uscite basse, comandava l’area come pochi. Oggi compie 64 anni e sarebbe un perfetto catalizzatore di telecamere dell’era moderna, adorato dai suoi tifosi.

In porta da bambino ci finì perché era sovrappeso, ma dalle giovanili del Beveren alla porta del Bayern Monaco di Rummenigge il salto lo fece perché era destinato a diventare il migliore. Per essere in linea col suo carattere estroso, in Bundesliga esordì con un autogol che causò la sconfitta del Bayern. La papera però lo fece sorridere ancora una volta: in fondo – commentò – si diventa famosi anche cosi. Sicuro di sé, come solo un grande portiere sa essere, diventerà un beniamino dei tifosi tedeschi vincendo 3 Scudetti consecutivi, 2 Coppe di Germania, 1 Supercoppa.

ANNI ‘90

Agli Europei del 1980 Pfaff era il titolare della nazionale belga. Il Belgio perse la finale con la Germania Ovest (gol di Hrubesch all’88esimo…). In quella rosa, con il numero 20, c’era un giovane terzo portiere che rispondeva al nome di Michel. Michel Preud’homme. Esordì nello Standard Liegi nel 1977-78 quando sia il primo portiere (Piot, secondo in nazionale di Pfaff) che la riserva si infortunarono.  Nato a Ougreè il 24 gennaio del 1959, vincitore nel 1994 del premio Yashin – come miglior portiere di USA 94 – e premiato dall’IFFHS come migliore al mondo nello stesso anno, Preud’Homme ha vissuto la sua carriera nello Standard Liegi, Malines e Benfica.

Nel 1996 aveva trovato l’accordo con il Real Madrid di Fabio Capello: sarebbe stata l’occasione per coronare definitivamente la sua eccezionale bravura. Purtroppo per lui l’affare non si concluse a causa del rifiuto di Chilavert di sostituirlo al Benfica. Indossare la maglia del Real gli avrebbe dato quel definitivo prestigio a livello internazionale che forse gli è mancato per essere considerato unanimemente tra i primissimi portieri al mondo nella storia del calcio.

Ha incrociato il calcio italiano nel 1988 affrontando in semifinale di Coppa delle Coppe la sorprendente Atalanta di Mondonico, Stromberg e Cantarutti (quella coppa con il Malines la vinse) e il Milan di Sacchi, nei quarti di finale della Coppa dei Campioni ’89-‘90 (a San Siro, al ritorno, disputò la sua miglior partita di sempre, come da lui stesso dichiarato).

Preud’homme, il portiere di acciaio, spaventoso nei riflessi, spettacolare nei tuffi ma essenziale e decisivo in ogni occasione è probabilmente, il miglior portiere nella storia del Belgio e lo rimarrà, a meno che…ma ne parleremo tra qualche riga.

LA NOSTALGIA – IL BELGA PARARIGORI

In questo breve viaggio tra i più forti portieri del Belgio dobbiamo ancora giungere ai nostri giorni. Ci faremo dare un passaggio nel periodo della nostalgia da un portiere dalla lunga militanza italiana.

Dopo il mondiale del 1994 la porta della nazionale belga venne difesa da De Wilde (Francia ’98 e Euro 2000) e De Vlieger (mondiali 2002), due portieri non all’altezza di Pfaff e Preud’homme, e intanto Jean Francois Gillet da Liegi, si affermava come catalizzatore della nostalgia. Perché? Leggete questo elenco di calciatori: Hubner, Pirlo, Mboma, Mascara, Francioso, Maccarone, Palladino, Adailton, Bondi, Sforzini, Greco, Allegretti, Pinardi, Dall’Acqua, Soncin, Kolarov, Totti (2 volte), Acquafresca. Sono i nomi di 19 rigoristi ipnotizzati dal portiere belga in Italia. In totale in carriera le statistiche dicono che Gillet parerà 33 rigori su 100 tiratigli contro. Addirittura ne neutralizzerà 3 in una stessa partita nell’ottobre del 2015 giocando contro l’Anderlecht: Praet, Okaka e Tielemans vedranno respinte le loro conclusioni dal dischetto e la partita finirà 1-1!!!

I rigori parati da Gillet con il Bari:

I 19 rigori parati da Jean Francois Gillet con la maglia del Bari! Versione aggiornata!

Nell’ordine: Hubner, Pirlo, Mboma, Mascara, Francioso, Maccarone, Palladino, Adailton, Bondi, Sforzini, Greco, Allegretti, Pinardi, Dall’Acqua, Soncin, Kolarov, Totti, Acquafresca e ancora Totti. Grazie capitano!

Gillet giunse in Italia al Monza dallo Standard Liegi a 20 anni, nell’estate del 1999. Era quello il Monza allenato da Frosio e nelle cui fila un giovanissimo Patrice Evra contò solo 3 presenze. In rosa c’era Giuseppe Gatta, bravo ed esperto portiere cresciuto con Galeone, ma Jean Francois divenne subito titolare.

L’anno dopo approdò in Serie A, nel Bari nostalgico di Madsen, Osmanovski, Neqrouz e Ennynnaya.  Per dieci anni vestirà la maglia biancorossa, tranne una parentesi nel Treviso, e nel 2009 conquistò la Serie A con in panchina Antonio Conte.

Con la squadra pugliese detiene il record di presenze in campionato, ben 353, precedendo il beniamino biancorosso Loseto. In Italia ha vestito successivamente le maglie di Bologna, Torino e Catania per poi tornare in Belgio allo Standard Liegi. Riuscirà a partecipare ad Euro 2016 come terzo portiere. Un’ultima nota su di lui: l’esordio nella nazionale del Belgio è datato 5 settembre 2009 e manco a dirlo in quella partita parò un rigore a David Villa.

2017…e oltre…

A suon di rigori parati Gillet ci ha traghettato ai giorni nostri, verso colui che, come accennavamo, potrebbe conquistare il titolo di miglior portiere belga di sempre: Thibaut Nicolas Marc Courtois. Il palmares del 25enne Courtois, rispetto a Pfaff e Preud’Homme, è già stratosferico: 4 scudetti (1 campionato belga, 1 Liga, 2 Premier), 3 coppe nazionali (Belgio, Spagna, Inghilterra), un’Europa League e una Supercoppa d’Europa con l’Atletico Madrid di Simeone. Ha debuttato in nazionale a 19 anni diventando il più giovane calciatore belga ad esordire nella selezione nazionale. Al momento come premi individuali conta solo riconoscimenti nel campionato spagnolo: 2 premi Zamora e premio LFP come miglior portiere.

Nella stazza e nel fisico di acciaio ci ricorda Preud’homme; nella sicurezza che da sempre dimostra ci riporta all’impeto di Pfaff. Essendo entrato nell’età migliore per un portiere ci aspettiamo un ulteriore evoluzione tecnica e di personalità: ai Mondiali russi, il Belgio sarà testa di serie nel girone G con Panama, Tunisia ed Inghilterra e la definitiva consacrazione di Courtois potrebbe passare proprio per la Russia. Del resto chi è e chi potrà essere Courtois tra 10 anni ce lo rivelano le sue stesse parole rilasciate a Sky Sport News in Inghilterra qualche giorno fa: “Mi sento il miglior portiere del mondo: devi credere in te stesso, devi pensare di esserlo. E’ importante, fondamentale. Ci sono altri grandi portieri, non sta certo a me giudicare ma ovviamente mi sento il migliore perché così deve essere nella testa di un portiere che gioca a questi livelli”.

Quando si dice che credere in se stessi è il primo passo verso il successo beh…siamo qui felici di vedere e capire se il mondo del calcio gli darà ragione!

A cura di Giuseppe Bibbò