C'era una volta...

Classifica marcatori 1997/98 Serie A-Premier League: il confronto

Oggi abbiamo deciso di farci del male, capita spesso.
Abbiamo preso la classifica marcatori 1997/98 della Serie A e della Premier League e abbiamo fatto un bel confronto tra le due leghe. Non l’avessimo mai fatto.

Premessa: la Serie A in quell’anno era composta da 18 squadre per un totale di 34 partite disponibili, mentre in Premier League c’erano 20 squadre quindi con 38 partite disponibili per poter realizzare gol.

Intanto ecco le classifiche finali di quell’anno:

Serie A 1997/98

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Per quanto riguarda la Serie A, si possono notare le classiche “sette sorelle“, unica eccezione di quell’anno la grande Udinese del capocannoniere Oliver Bierhoff che prese il posto, tra le grandi, del Milan che chiuse al decimo posto. Record negativo di sempre per il Napoli che terminò il campionato con soli 14 punti.

Premier League 1997/98

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In Premier League, l’Arsenal di Wenger vinse il campionato grazie ad un magistrale Dennis Bergkamp mentre il Manchester United finì secondo ma si stava preparando mentalmente all’incredibile “treble” della anno successivo. State cercando il Manchester City? Lo trovate nella “First Division” e quell’anno retrocesse anche.

Ma arriviamo a noi, quello che oggi vogliamo evidenziare è la differenza tecnico-qualitativa dei due campionati. Lo faremo pubblicando la classifica marcatori della Serie A e quella della Premier League e sarà facile notare il diverso livello di giocatori e campioni che popolavano le due leghe in quell’anno (e non solo quell’anno…).

Ecco la classifica marcatori della Serie A:

classifica-cannonieri

Ed ora è il turno della classifica marcatori della Premier League:

premier-league-marca

Ora, senza nulla togliere ai campioni che popolavano la Premier League, ai quali siamo comunque dannatamente affezionati, ci sembra evidente che il confronto sia quasi impietoso.
In Serie A giocava l’élite del calcio mondiale, il meglio del calcio brasiliano, argentino, francese ma soprattutto italiano.

Lo sappiamo bene, queste classifiche e confronti lasciano il tempo che trovano, ma forse in piccola parte riescono a spiegare perché la nostra generazione è così nostalgica di quegli anni così gloriosi.