L'essenza della Nostalgia

Ciao Stefano, ciao Gianluca

Spero che ora stiate bene…spero che le vostre giornate siano piene del profumo di quel manto erboso che vi ha visto protagonisti per anni…spero che vi arrivi fin lassù l’affetto ed il calore delle persone che non hanno smesso di amarvi e di pensarvi.

Scrivo a voi Stefano e Gianluca, diversi ma accomunati dalla stessa passione che ha colorato le vostre vite come purtroppo simile è stata la vostra fine. Il tempo ora per voi è un concetto astratto che le nostre semplici menti non sono in grado di percepire, eppure sembrano freschi i ricordi che avete lasciato su quei campi di calcio. Il carisma del Capitano lo senti respirare in quella curva Nord tutte le volte che il Grifone scende in campo, come fosse un profumo inebriante che abbraccia tutti i seguaci di quella fede, quella che apparteneva anche a te Gianluca. La dolcezza della persona che eri, caro Stefano, non è andata persa come una moneta lasciata affondare in mezzo al mare ma risplende ogni volta tramite le parole di tua moglie che non si è mai tirata indietro per ricordare chi sei stato e chi continui ad essere. Ci sono le urla di tifosi in festa per aver espugnato Anfield e quelle per un goal che vale il pass per la finale di Champions ma qui c’è molto di più…in gara c’è la vita.

Allora ecco che il protagonista in maglia e calzettoni si spoglia completamente, rimanendo un semplice uomo intento a fronteggiare un avversario che non ha regolamenti da seguire e che parte con diverse reti di vantaggio. L’avete affrontata come meglio potevate senza piangersi addosso ma guardandola in faccia…con gli stessi occhi che sono stati fra gli ultimi a cedere. Borgo, tu l’hai chiamata la “Stronza” ma che sia Sla o anche malattia di Lou Gehrig poco importa…lei non ha bisogno di un nome dietro alla maglia per esser riconosciuta e non necessita di uno speaker che annunci la sua presenza. E’ arrivata quando non potevate nemmeno immaginare che vi sarebbe toccata una sorte del genere ma nonostante ciò avete sputato l’anima pur di non lasciarvi andare, lottando fino alla fine come facevate da calciatori. Le gambe hanno cominciato a tremare e questa volta non c’entravano stadi calorosi e riempiti fino all’esaurimento capaci di far emozionare chiunque; vigliaccamente siete stati colpiti proprio negli arti che da sempre, più di tutti, vi hanno dato la possibilità di sentirvi liberi e felici.

Le parole venivano sempre meno e poco comprensibili ma la luce nei vostri occhi no…quella non ve l’ha tolta nessuno e siete riusciti a mantenerla fino alla fine, come un punteggio prezioso da proteggere nei minuti di recupero. L’arbitro ha fischiato ma il risultato non è quello segnato sul tabellone…avete vinto! Avete vinto quando una figlia parla di voi e dalla sua bocca non escono parole ma puro amore. Avete vinto quando la vostra compagna di una vita non smette di ricordarvi e va perdonata se ogni tanto esce una lacrima…è solo la forma più genuina di ammirazione. Avete vinto tutte le volte che i vostri nomi non vengono dimenticati ma quotidianamente ricordati nel cuore dei vostri tifosi, ancora pronti a far partire un coro per voi. Avete vinto quando un bambino esce di casa per giocare a pallone con gli amici e sa perfettamente che siete esistiti, quello che avete sofferto e tutto ciò che avete fatto. Gianlu e Ste…avete vinto!

Spero che queste poche parole vi arrivino fin lassù…e spero che al mondo nascano non solo calciatori ma prima di tutto Uomini come voi!