L'essenza della Nostalgia

Che sia benedetta la scuola dei portieri italiani

“Ma io ho fatto davvero il portiere per 30 anni?””
“Ancora oggi, quando rivedo le immagini di alcune partite di anni fa, non mi rendo conto di ciò che ho fatto”.

Sono queste le parole che Angelo Peruzzi, ha ripetuto nel corso di un’intervista di qualche tempo fa, nel quale si meravigliava anche del fatto che proprio lui fosse stato “l’ultimo baluardo“, pronto a difendere la porta di squadre come Roma, Verona, Juventus, Inter e Lazio, oltre che quella della Nazionale.

Per tutti “cinghialone”, per via del suo fisico e della sua muscolatura, è stato per anni uno dei fiori all’occhiello della grande scuola di portieri italiana, che poteva vantare gente come Bucci, Pagliuca e Marchegiani. Il portiere, che tanto piaceva a Gianni Agnelli, grazie alla sua struttura ed all’esplosività negli interventi, venne paragonato dall’avvocato a Sentimenti IV, che negli anni ’40 aveva difeso i pali della porta bianconera per sette stagioni.

peruzzi1

Ovviamente il nostalgico ricorderà in maniera particolare i suoi anni sotto l’ombra della Mole, nei quali riuscì a far suo ogni genere di trofeo. Le sue parate, infatti, furono fondamentali per la conquista di tre campionati, 1 Coppa Italia, 1 coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa europea, 1 Coppa Uefa, ma soprattutto la Champions League 1995/1996.

Durante la finalissima di Roma, fu tra i grandi protagonisti dell’ultimo successo continentale da parte della Juventus, che si laureò per la seconda volta campione d’Europa grazie anche alle sue decisive parate su Davids e Silooy nel corso della lotteria dei rigori.

Dopo un breve passaggio all’Inter, nel quale scelse di seguire l’allenatore al quale forse fu più legato, Marcello Lippi, nel 2000 passò alla Lazio, in una squadra stracolma di campioni, con la quale non riuscì tuttavia a ripetere i fasti degli anni in bianconero. Con i biancocelesti infatti conquisterà soltanto la Coppa Italia nel 2003/2004, oltre la Supercoppa Italiana nel 2000 proprio nell’anno de suo arrivo nella capitale.
peruzzi lazio

Tra le sue caratteristiche si ricordano anche un forte pacatezza nel guidare la retroguardia difensiva, oltre ad un grande spirito di gruppo che gli consentì di guadagnarsi il rispetto di allenatori e compagni. Fu lui infatti, nel 1997, a dirimere una controversia tra Marcello Lippi ed un giovane Christian Vieri ai tempi della Juventus, nata in seguito ad una sostituzione del tecnico di Viareggio nei confronti dell’attaccante.

Sfortunato per via di diversi infortuni muscolari che lo tennero spesso ai box, in nazionale per varie vicissitudini non riuscì a disputare alcun Mondiale da titolare, ma la fortuna lo ripagò con gli interessi nel 2006, quando fu chiamato ancora una volta da Marcello Lippi, per fare da secondo a Gigi Buffon. Tutti noi sappiamo come finì quel 9 luglio 2006, ma “Tyson” per tutti noi è stato molto più che un semplice portiere.

Grazie ancora di tutto, Cinghialone, che ancora oggi continui a difendere con i tuoi guantoni la porta della nostalgia.

Ed ora godetevi la lotteria dei rigori tra Juventus ed Ajax, con protagonista assoluto ovviamente, Angelo Peruzzi:

Champions League 1995/1996 – Penalty

http://championsleaguefan.blogspot.com