L'essenza della Nostalgia

Che bello crescere con il tridente Signori-Baiano-Rambaudi

Oggi compie 51 anni un indiscusso idolo della nostalgia, Roberto Rambaudi, che con la maglia rossonera del Foggia è stato tra i protagonisti di un autentico miracolo sportivo, conquistando prima la promozione in Serie A nel 1990/1991 e successivamente consacrandosi nella massima serie la stagione successiva, insieme ad i compagni di reparto Ciccio Baiano e Beppe Signori.

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La storia calcistica di Roberto Rambaudi inizia nelle giovanili del Torino, dove non trovando spazio inizia il suo girovagare lungo tutto lo stivale. Così matura le prime esperienze in serie C2 all’Omegna ed al Pavia dove nel 1986/1987 conquista la promozione in Serie C1, rendendosi tra i protagonisti della cavalcata del club lombardo con un bottino di 12 reti. Dopo essere transitato anche da Perugia, sempre in Serie C1, nel 1989 attira le attenzioni di Peppino Pavone e del tecnico emergente Zdenek Zeman che decidono di lanciarlo nella serie cadetta.

Nel primo anno di serie B Zeman inizia a costruire quello che verrà denominato il “Foggia dei miracoli” conquistando grazie alle reti dell’altro nuovo acquisto Signori e dello stesso Rambaudi l’ottava posizione nel campionato di Serie B 1989/1990.

Il boemo comprende di avere tra le mani un gruppo di ragazzi giovani, pronti al sacrificio ed a seguirlo ovunque e completando l’attacco con l’acquisto di Ciccio Baiano centra nella stagione 1990/1991 una storica promozione in Serie A, con il tridente rossonero che metterà a segno 48 delle 67 reti complessive, conquistando il primo posto in classifica con ben 51 punti.

Tenetevi forte, ecco il video del 5-1 con il quale il Foggia ottenne la promozione in Serie A nella partita contro la Triestina, con doppietta di Rambaudi e tripletta di Ciccio Baiano.

Serie B 1990-91 Foggia-Triestina 5-1

Il Foggia torna in serie A dopo 13 anni.

Tornato al grande calcio il Foggia non vuol fare da semplice figurante in un campionato dove sono presenti i migliori calciatori del mondo, ma l’intenzione è quella di impressionare, facendo vedere a tutti qualcosa di mai visto prima.

Grazie alle innovazioni di Zdezenk Zeman, il Foggia dei miracoli sorprende tutti per sfrontatezza, velocità, pressing e per la mentalità con la quale affronta ogni singola partita a prescindere del risultato, cercando di imporre il suo gioco con il 4-3-3.

Il concetto potrebbe essere espresso meglio soltanto dalle parole dello stesso Zeman, il quale affermerà che: “Il calcio è sempre lo stesso, sia in una piccola che in una grande città, il campo ha sempre le stesse misure e la preparazione è sempre la stessa”.

Il Foggia nella stagione 1991/1992 è la vera sorpresa della Serie A centrando un clamoroso nono posto a fine stagione alle spalle dell’Inter, davanti squadre più blasonate come Fiorentina, Cagliari e Genoa e risultando il secondo miglior attacco del torneo con 58 reti alle spalle del solo Milan Campione d’Italia.

Una delle partite entrate nella storia del Foggia e di “Zemanlandia” nella stagione 1991/1992, decisa dalle reti di Rambaudi e Baiano.

Foggia-Verona 5-0, 1991-92

29^g. (18 aprile 1992) (A) FOGGIA-VERONA 5-0 Reti: 25° Rambaudi, 44° Rambaudi, 65° Baiano, 88° Baiano (rig.), 90° Baiano

Rambaudi alla sua prima stagione in serie A metterà a segno 9 reti in 33 gare disputate, risultando uno dei migliori esterni offensivi del torneo, per la sua qualità nel saltare l’uomo e per il suo grande contributo in veste di assist-man.

In questo Atalanta-Foggia( 4-4) un classico esempio del calcio di Zeman che in quella stagione concluse la stagione con il Foggia con 58 reti realizzate ed altrettante subite.

1991-92 28 Atalanta Foggia 4-4 12 apr 1992 (Cornacchia, Cornacchia, Cornacchia)

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Alla fine della stagione 1991/1992 il Foggia viene depredato del proprio tridente, viste le cessioni di Signori alla Lazio, Baiano alla Fiorentina e dello stesso Rambaudi all’Atalanta, dove disputerà due stagioni prima del ritorno dal suo maestro calcistico, Zeman, alla Lazio.

In maglia biancoceleste l’eclettico esterno offensivo risulterà meno prolifico in zona rete, ma abile a ritagliarsi il suo spazio vista la sua grande propensione al sacrificio da sempre apprezzata dall’ex tecnico del Foggia. Disputando ben quattro stagioni con la Lazio, metterà a segno 13 reti in 109 presenze, conquistando la Coppa Italia 1997/1998.

Chiuderà la carriera con le ultime esperienze al Genoa ed al Treviso, in serie B, ma per tutti il suo nome resterà per sempre legato al mantra di quel tridente nostalgico che ha scritto la storia del Foggia tra le grandi del calcio.