C'era una volta...

11 giugno 1998: Il genio del “codino” ci salva contro il Cile

L’11 giungo del 1998 iniziava la nostra avventura in quello che può essere considerato come il vero e proprio mondiale della nostalgia. A Bordeaux, infatti l’Italia guidata da Cesare Maldini, esordiva nella coppa del mondo di Francia ’98, affrontando il Cile per la terza volta all’interno della manifestazione, dopo i due precedenti che vedevano un bilancio di perfetta parità.

Gli azzurri infatti dopo aver perso contro i sudamericani nel 1962, nella gara che entrò nella storia come la “battaglia di Santiago”, riuscirono a cogliere la rivincita nel 1966, in Inghilterra, in quella che fu la penultima edizione della Coppa Rimet. La nostra nazionale, che aveva terminato le ultime due edizioni al terzo ed al secondo posto, era tra le formazioni accreditate per la vittoria finale, potendo vantare su una squadra esplosiva, dinamica, ma soprattutto piena di talento, in cui il dilemma ricorrente era rappresentato dalla staffetta tra Baggio e Del Piero.

Il match vide un avvio brillante da parte dell’Italia, che con il tandem Vieri-Baggio, riuscì a portarsi in vantaggio dopo appena undici minuti di gioco. Autore dell’1-0 Christian Vieri, bravissimo a cogliere l’intuizione dell’ex fantasista di Juventus e Milan e battere Tapia in uscita con un perfetto tiro a fil di palo.

Il Cile nonostante il goal a freddo, si manifestava sempre insidioso nella metà campo azzurra, andando a segno proprio nell’ultima azione della prima frazione. Sugli sviluppi da calcio d’angolo battuto dalla destra, emerse tutto il killer-instinct del futuro attaccante della Lazio Marcelo Salas, abile a siglare l’1-1 dopo una mischia all’interno dell’area di rigore.

La ripresa vide i sudamericani scendere in campo con un piglio diverso rispetto ai nostri giocatori.

Dopo appena tre minuti dall’inizio del secondo tempo, il Cile riuscì a trovare il goal del vantaggio, grazie ancora una volta al “Matador”, che sovrastando con uno stacco imperioso Cannavaro riuscì a superare ancora una volta Pagliuca, mettendo a segno il goal del 2-1. Maldini vedendo materializzarsi all’orizzonte la sconfitta nella gara d’esordio, tentò le mosse della disperazione introducendo in campo Inzaghi e Chiesa per cercare di giungere ad un pareggio che a quel punto sarebbe valso oro. Con il Cile, rintanato all’interno della propria metà campo, soltanto il colpo di genio di un campione poteva salvarci da quella che sarebbe stata una clamorosa sconfitta.

All’84, il pallone giunse sui piedi di Roberto Baggio che appostato al limite dell’area di rigore notò Fuentes con un il braccio destro visibilmente distante dal suo corpo. Esperienza e malizia del talento di Caldogno, fecero il resto, indirizzando il pallone sull’arto proteso del difensore cileno ed inducendo così il direttore di rigore ad assegnare la massima punizione agli azzurri.

Dagli undici metri, la mente del numero 18 azzurro fu certamente invasa dai cattivi presagi dell’errore di quattro anni prima nella finale di Pasedena, ma stavolta freddezza e precisione ebbero la meglio e nonostante il tocco di Tapia, la palla terminò in fondo alla rete regalandoci un preziosissimo ed a quel punto insperato pareggio.

La sintesi del match:

1998 (June 11) Italy 2-Chile 2 (World Cup).mpg

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Il tabellino della gara:

Tabellino Italia Cile